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Esteri
G7, i big trovano l'accordo sui vaccini: un miliardo di dosi ai Paesi poveri

I leader delle maggiori potenze mondiali, per bocca del primo ministro britannico Boris Jonhson, si sono impegnati a donare entro la fine del 2022 miliardi di dosi di vaccini per i paesi in via di sviluppo. La decisione è stata presa al G7 in Cornovaglia “Ci siamo impegnati a consegnare circa 1 miliardo di vaccini ai paesi poveri, tramite Covax o tramite donazioni dirette da diversi Paesi”. La donazione mira a promuovere una ripresa sostenibile in una pandemia non ancora terminata. I capi di governo e di Stato hanno detto che, secondo i calcoli dell’OMS, per immunizzare il 60% della popolazione sono purtroppo necessarie 11.000 milioni di dosi. Nell’incontro è stata esclusa la liberalizzazione dei brevetti per i vaccini, come voleva Joe Biden.

I no di Regno Unito e Germania, sono stati determinanti per trovare altre soluzioni. “Ritengo che la cosa più intelligente per affrontare il problema sia facilitare la produzione di dosi in altre parti del mondo, specialmente in Africa, e distribuire i vaccini a prezzo di costo, come ha promesso AstraZeneca", ha detto Johnson ai media.

Il vertice del G-7 si è concluso con importanti promesse come quella che non verranno più fatti gli errori riscontrati nella pandemia. Nella dichiarazione ufficiale si legge che “Sosterremo le nostre economie per tutto il tempo necessario. Promuoveremo la crescita futura con piani per creare posti di lavoro, investire nelle infrastrutture, dare impulso all'innovazione, supportare le persone e cercare un equilibrio affinché nessuno, indipendentemente dall'età, dall'etnia o dal sesso, venga lasciato indietro”.

L'incontro è stato anche la prima europea del nuovo presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, che ha detto chiaramente come “gli Stati Uniti siano disposti a fare la loro parte. Gli Stati Uniti sono tornati al tavolo delle trattative”. La grande sfida che le democrazie liberali affrontano sono soprattutto contro i regimi autoritari di Cina e Russia, che offrono al mondo risposte ben lontane dai valori e dai principi difesi dall'Occidente.

Biden è riuscito a convincere i leader a sostenere il suo progetto multimiliardario (fino a 40 miliardi di dollari) alternativo alla cosiddetta "nuova via della seta" promossa da Pechino. Attraverso la partnership di investimenti pubblici e privati, il Cornwall Summit vuole presentare, con linee ferroviarie in Africa o stazioni eoliche in Asia, un piano sostenibile che promuova nuove tecnologie verdi, per  rispondere all'enorme influenza cinese con le alleanze in Africa, Asia o America Latina.

Il comunicato ufficiale sostiene che “continueremo le consultazioni per dare una risposta alla sfida delle pratiche contrarie al libero mercato e all’economia globale equa e trasparente, ma cercheremo cooperazione su questioni di reciproco interesse come la lotta ai cambiamenti climatici”.

Il G7 ha anche condannato in maniera esplicita le violazioni dei diritti umani nella regione dello Xinjiang e la difesa della libertà e dell'autonomia di Hong KongAmbiente e imposte globali sono stati gli altri temi di un meeting che, per molti versi, è stato storico.

 

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