Almeno cinque persone sono morte sotto le bombe israeliane che hanno colpito un ospedale nella Striscia di Gaza. Lo ha riferito il responsabile dei servizi di emergenza palestinesi, Ashraf al-Qudra. L’ospedale colpito e’ quello dei Martiri di al-Aqsa a Deir al-Balah, nel centro della Striscia, e in particolare nel mirino e’ finito il terzo piano. Tra i feriti, riferiscono le fonti, anche personale medico.
APPELLO ONU – Gli Stati Uniti, l’Onu e la comunita’ internazionale premono per un cessate-il-fuoco immediato a Gaza, ma al momento Israele e Hamas non intendono fare alcun passo indietro. Intanto, il numero dei morti palestinesi ha superato quota 500, 513 secondo gli ultimi calcoli.
Hamas ha assicurato che “non cedera’ alle pressioni internazionali” per una tregua, nonostante il pressing del presidente dell’Anp, Abu Mazen, che a Doha ha visto Khaled Meshaal e lo ha esortato ad accettare la proposta egiziana per far tacere le armi. Il movimento islamico ha incassato un’offerta di aiuto dal capo del movimento sciita libanese Hezbollah, il potente sceicco Hassan Nasrallah. All’alba del 14esimo giorno dell’operazione Margine Protettivo, due cellule di miliziani hanno tentato di infiltrarsi attraverso un tunnel dalla Striscia dentro Israele, il quinto tentativo in due settimane. E’ scattato immediatamente l’allarme ai residenti locali che sono stati fatti barricare dentro le case fino a quando l’operazione non e’ stata conclusa. L’esercito ha poi diffuso il video dell’operazione: si intravedono i palestinesi armati, che si muovo furtivi tra la boscaglia, fino a quando Israele non colpisce i “terroristi”: dieci i miliziani uccisi. Tra le ultime vittime dei raid su Gaza anche 9 palestinesi di una stessa famiglia morti a Rafah, sette erano bambini. Altri cinque morti in un ospedale di Deir al-Balah, dove sono rimasti feriti alcuni operatori sanitari. E’ proseguita anche la pioggia di razzi contro Israele, decine in poche ore, due intercettati da Iron Dome sopra Tel Aviv. Le truppe intanto sono avanzate ulteriormente nelle Striscia, con combattimenti segnalati in molte zone.
Israele ha smentito la cattura di un proprio soldato, come rivendicato dalle Brigate Ezzedine al Qassam che ne avevano fatto nome e cognome. Ma l’ambasciatore israeliano all’Onu, ha pero’ smentito che qualche soldato manchi all’appello.
Nella notte il Consiglio di Sicurezza dell’Onu ha rivolto un pressante appello a un cessate il fuoco “immediato”. La trattativa non fa passi avanti evidenti. Ban Ki-moon oggi e’ in Kuwait mentre al Cairo e’ arrivato il segretario di Stato americano, John Kerry, con il mandato esplicito del presidente Barack Obama ad arrivare a una tregua. Prima di partire Kerry e’ stato captato in un fuori onda contro l’offensiva israeliana sostenendo che e’ tutt’altro che “mirata”. Al Cairo, il ministro degli Esteri egiziano Sameh Shukri ha proseguito nei contatti con Israele e Hamas: l’Egitto vorrebbe consolidare l’appoggio internazionale al suo piano di pace prima dell’arrivo al Cairo di Kerry e Ban.
Intanto, il bilancio in domenica 20 luglio è di oltre centoventi morti in un giorno, 17 bambini. Dopo 14 giorni l’operazione “Protective Edge” (Margine protettivo) ha fatto finora circa 500 vittime. Ieri uccisi anche 13 soldati israeliani (18 le vittime di Israele in totale). Tra questi due soldati israelo-americani: il californiano Max Steinberg e il texano Nissim Sean Carmeli. Hamas ha annunciato la cattura di un soldato israeliano, ma l’ambasciatore di Israele alle Nazioni Unite ha smentito la notizia, l’esercito ha detto che sta controllando.
A Rafah, sterminata famiglia con 7 bimbi. Almeno nove palestinesi, tra i quali sette bambini, sarebbero rimasti uccisi stamattina in un raid aereo israeliano a Rafah, nel sud della striscia di Gaza. Le vittime appartenevano tutte alla stessa famiglia, che risiedeva nella casa colpita dall’attacco.
Per rafforzare la credibilità della sua rivendicazione il portavoce delle brigate Ezzedine al Qassam, Abu Obeida, ha rivelato il nome del presunto soldato israeliano catturato: “Shaul Aaron”. La notizia diffusa alla tv di Hamas ha scatenato festeggiamenti con fuochi d’artificio per le strade di Gaza. Ancora nessun commento da fonti israeliane. L’ultimo soldato israeliano catturato a Gaza è il caporale Gilad Shalit, preso il 25 giugno 2006 e tenuto in ostaggio per 5 anni. Per il suo rilascio, il 18 ottobre 2011, Israele liberò circa 1.027 prigionieri.
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Il segretario di Stato americano John Kerry arriva in Medio Oriente nella speranza di ottenere un cessate il fuoco tra Israele e Hamas. Il Cairo prima tappa del capo della diplomazia di Washington, martedì è atteso in Israele. Alla vigilia della missione, Kerry ha attaccato duramente Hamas per aver rotto la tregua. Hamas rifiuta “ostinatamente” un cessate il fuoco con Israele. “E’ stato loro proposto un cessate il fuoco e l’hanno respinto”, ha dichiarato Kerry intervenendo alla televisione americana. In un fuorionda si è però lasciato andare a un commento sulla “dannata operazione chirurgica” israeliana. Obama, al telefono con Netanyahu (la seconda chiamata in due giorni), ha espresso “preoccupazione” per il crescente numero di vittime. Il presidente Usa ha riferito al premier israeliano che gli Stati Uniti auspicano “un immediato cessate il fuoco” tra Israele e Hamas, basato sull’accordo che pose fine alle ostilità nel novembre 2012.
Ieri a Gaza City, un intero quartiere, Sajaya, è stato spazzato via dalle bombe: 97 i palestinesi uccisi. Secondo il ministero della Salute di Gaza tra le vittime ci sono 17 bambini e 14 donne. Centinaia i feriti. Centinaia anche i residenti nel panico che sono fuggiti dal quartiere. Dopo l’alba decine di feriti provenienti da Sajaya sono stati trasportati nell’ospedale Shifa di Gaza. Genitori portavano bambini colpiti da frammenti, e le sale di pronto soccorso si sono rapidamente riempite, costringendo i medici a curare alcuni pazienti su materassi nei corridoi. “Si è aperta la porta dell’inferno, e i frammenti di proiettili sono arrivati attraverso le finestre”, ha raccontato al telefono Jawad Hassanain, residente di Sajaya. “La casa ha tremato, così ho preso mia madre, i miei figli e mio fratello, e abbiamo cercato rifugio in un palazzo vicino”. Fra le vittime, anche un addetto all’ambulanza e un giovane giornalista, Khalid Hamad. Nei giorni scorsi, l’esercito israeliano aveva invitato la popolazione di quei quartieri ad abbandonare l’area. Secondo l’Onu, gli sfollati sono oramai 81mila.
Ieri Hamas aveva richiesto ad Israele un cessate il fuoco di due ore per ragioni umanitarie, e lo Stato ebraico ha accettato, ma dopo appena un’ora le Brigate Ezzedin al-Qassam hanno ricominciato a sparare e la tregua è saltata, a conferma della frattura interna tra il braccio armato e quello politico di Hamas, il cui potere è sempre più insediato da gruppi salafiti e jihadisti.










