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Gelo nelle relazioni tra Arabia Saudita e Stati Uniti

Gelo nelle relazioni tra Arabia Saudita e Stati Uniti
Abd Allah 500

Il dialogo appena iniziato tra Stati Uniti e Iran sul nucleare ha fatto scendere il gelo nelle relazioni una volta saldissime e preferenziali tra l’Arabia Saudita e’ lo storico alleato Usa. Fonti vicine al capo dell’intelligence di Riad, il principe Bandar bin Sultan (per oltre 20 anni ambasciatore negli Usa), hanno riferito che quest’ultimo, parlando con diplomatici europei, in un lungo ‘cahiers de doleance’, ha lamentato che Washington non ha agito eficaciamente in Siria e per arginare il conflitto israelo-palestinese, mentre si sta avvicinando a Teheran e non ha sostenuto il supporto fornito dalle truppe di Riad al Barhein durante la rivolta sciita nel 2011.

Per questo i sauditi limiteranno i contatti con Washington in segno di protesta per la nuova posizione americana sul programma nucleare degli ayatollah (sciiti rivali strategici ma soprattutto religiosi dei wahabiti-sunniti sauditi). La stessa fonte ha definito questo “allontanamento dagli Usa un passo di grande portata”, che portera’ alla fine del coordinamento sulla guerra in Siria e coinvolgera’ anche i legami commerciali. Non e’ al momento chiaro se le parole riferite del principe Bandar rispecchino il pensiero del sovrano, re Abdullah, arbitro ultimo delle scelte strategiche del regno. In ogni caso Bandar avrebbe dichiarato che, “i sauditi non intendono piu’ trovarsi piu’ in una situazione di dipendenza”, dagli Usa.

Il 17 ottobre l’Arabia Saudita ha rinunciato al proprio seggio nel Consiglio di sicurezza dell’Onu perché l’organismo, secondo Riad, “è incapace di porre fine alle guerre e trovare una soluzione ai conflitti”. L’Arabia Saudita è stata eletta, per la prima volta, tra i Paesi membri non permanente del Consiglio (senza diritto di veto).

In un comunicato diffuso dall’agenzia ufficiale saudita (Spa), il ministero degli Esteri scrive che il Consiglio di sicurezza non ha ottemperato ai suoi doveri nella guerra in Siria, consentendo al presidente siriano Bashar al-Assad di massacrare il suo popolo, anche con armi chimiche. Inoltre “la questione palestinese – prosegue il comunicato – da 65 anni è la prova più evidente dell’incapacità dell’azione del Consiglio di sicurezza dell’Onu”.

“Il regno ritiene che i metodi, gli strumenti di lavoro, i doppi pesi e le doppie misure adottate attualmente dal Consiglio di Sicurezza rendono l’organo incapace di svolgere i suoi doveri e di assumersi la responsabilità nei confronti del mantenimento della sicurezza e della pace”, secondo la nota. L’attuale azione del Consiglio di sicurezza “contribuisce ad approfondire il divario delle ingiustizie fra i popoli, a violentare i diritti, a diffondere scontri e guerre”.