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siria scontri

Mentre insorti e regime siriano, quest'ultimo appoggiato ancora una volta dalla Russia, continuano a rinfacciarsi a vicenda la responsabilita' di un attacco missilistico con una presunta testata chimica alle periferia sud-occidentale di Aleppo, costato numerose vittime, in realta' nessuno pare disporre di elementi certi sull'eventuale impiego o meno di tali armi, vietate dal diritto internazionale, ne' da parte di chi tra i contendenti. Replicando alle accuse lealiste e di Mosca nei confronti dei ribelli, gli Stati Uniti hanno sottolineato di non disporre di "alcuna prova che ne dimostri la fondatezza".

Jay Carney, portavoce della Casa Bianca, ha quindi ricordato come da tempo il presidente Barack Obama abbia ammonito che, qualora le autorita' di Damasco avessero fatto ricorso a tali armamenti, "sarebbero chiamate a risponderne e ne subirebbe le conseguenze": un monito dietro al quale tuttavia sembra trasparire la mancanza di certezze anche a carico di Bashar al-Assad e delle sue Forze Armate; sebbene lo stesso Carney si sia affrettato ad aggiungere come l'intera "comunita' internazionale" debba "mettere assolutamente in chiaro con Assad" che "l'utilizzo di armi chimiche sarebbe del tutto inaccettabile".

Addirittura di non avere alcuna "informazione indipendente" sul ricorso ad aggressivi chimici, da parte di nessuna tra le parti in conflitto, ha ammesso Ahmet Uzumcu, direttore generale dell'Opcw: l'Organizzazione per la Proibizione delle Armi Chimiche, un ente sovranazionale con sede all'Aja che sovrintende all'applicazione dell'omonima Convenzione del 1993 in materia. "No", ha tagliato corto il diplomatico turco, "non disponiamo d'informazioni. Non credo che ne sappiamo piu' di altri".

"Ovviamente", ha puntualizzato Uzumcu, "siamo al corrente di tali notizie, e stiamo monitorando la situazione con estrema attenzione, cercando", ha spiegato, "d'identificare i sintomi rilevabili" sul terreno derivanti da un eventuale attacco del genere. Da notare come alla Convenzione, che oltre a vietare gli aggressivi chimici ne impone la distruzione, abbiano via via aderito ben 188 Paesi mentre soltanto otto ne sono rimasti estranei: tra essi c'e' proprio la Siria.

Se confermato, sarebbe la prima volta in cui si sia avuta notizia del ricorso ad armi chimiche nei poco piu' di due anni di ostilita' in Siria. Lo stesso Centro Media di Aleppo, controllato dai rivoltosi, ha peraltro segnalato casi di "soffocamento e intossicazione" tra la popolazione civile di Khan al-Assal dopo l'impatto di un missile terra-terra, ma ha riconosciuto d'altra parte che sono stati dovuti a "gas velenosi", perlomeno con "ogni probabilita'": insomma, di nuovo al momento non e' emersa alcuna certezza.

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