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Esteri
Siria/ Gioia Tauro, il 2 luglio fissato il trasbordo delle armi chimiche

Il trasbordo delle armi chimiche siriane dal cargo danese Ark Futura alla nave americana Cap Ray avverrà a Gioia Tauro il 2 luglio. Lo ha annunciato il ministro degli Esteri Federica Mogherini, che non sarà presente a Gioia Tauro perché lo stesso giorno sarà a Strasburgo per presentare il semestre di presidenza italiana dell’Ue. Mogherini ha sottolineato di "aver concordato con il segretario generale dell’Opac che comunque sarà data tutta la pubblicità possibile" a questo evento chiave nella crisi siriana. "Avevo assicurato che sarei stata presente sia per assistere alle operazioni di trasbordo sia per rassicurare sulla totale sicurezza dell’operazione, ma la coincidenza dei due eventi lo rende impossibile", ha precisato Mogherini.

Il trasbordo in alto mare La nave americana che dovrà distruggere le armi chimiche siriane è salpata due giorni fa da Rota, in Spagna, alla volta di Gioia Tauro. Lo annuncia il Pentagono, aggiungendo che il trasferimento in Italia durerà "diversi giorni". Quando il trasbordo delle armi chimiche sarà completato, "la Cape Ray lascerà Gioia Tauro per le acque internazionali per cominciare la neutralizzazione degli agenti chimici mediante i “field deployable hydrolysis system” a bordo", spiega in una nota il portavoce del Pentagono, ammiraglio John Kirby, assicurando che «la neutralizzazione sarà condotta in modo sicuro e nel rispetto dell’ambiente. Nessun residuo di questa operazione verrà rilasciato in mare".

La Cape Ray è equipaggiata con un impianto di idrolisi che sarà usato nei prossimi due mesi per neutralizzare l’arsenale chimico siriano. Ark Futura proseguirà per Gran Bretagna e Finlandia dove saranno smaltite oltre 200 tonnellate di sostanze tossiche meno pericolose.Il segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon, in una nota si è congratulato per la missione congiunta Nazioni Unite-Opac, che ha portato a termine "il più impegnativo dei compiti in una zona di guerra attiva". Il segretario generale ringrazia in particolar modo le autorità italiane per aver fornito il porto prima del trasbordo delle armi per la distruzione, e i governi di Cina, Russia, Usa, Gb, Danimarca e Norvegia, che hanno "fornito risorse cruciali di sostegno alle operazioni". Le critiche: "Poche informazioni".

Ma a Gioia Tauro resta un clima di scontento: l’associazione Cittadinanza democratica di Gioia Tauro critica: "E’ ovvio che un disarmo non può essere minimizzato come fosse un’operazione di routine,perché obiettivamente,non lo è, e lo conferma il fatto che nessun altro passaggio di sostanze pericolose, finora, ha mai avuto necessità di essere affiancato da un simile dispiegamento di forze militari". E protesta anche il comitato Sos Mediterraneo, lamentando la mancanza di informazioni:"Dobbiamo sottolineare che in quei container ci sono armi pronte all’uso, non precursori, ma comunque nessuno sa cosa veramente si troverà lì dentro, tutto è coperto dal segreto militare», spiegano. Conferma il sindaco di San Ferdinando, Domenico Madafferi: "Ho chiesto la lista delle sostanze che verranno trasbordate ma la Prefettura dice di non averla", spiega. In ogni caso, seguirà le operazioni dalla sala consiliare, dove sarà attivato il centro operativo comunale e dove sono stati installati dei monitor attraverso i quali si riusciranno a seguire le varie fasi del trasbordo. "L’allerta scatterà 72 ore prima, a quel punto ci sarà l’attivazione del piano concertato con la Prefettura di Reggio Calabria", spiega.

 

 

 

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