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Esteri
Iraq, raid Usa. "Anche truppe di terra". E al Qaeda si unisce all'Isis

Colpo di scena sul fronte del terrorismo islamico: al Qaeda nel Maghreb Islamico (Aqmi) e quella nella Pensiola Arabica (Aqap) hanno annunciato di unirsi agli jiahdisti sunniti dello Stato Islamico (Isis) contro la minaccia comune della colazione a guida Usa. Questo l'ultimo sviluppo della lotta a Isis mentre da Washington il capo del Pentagono, Chuck Hagel, ha confermato che i raid Usa saranno effettuati anche in Siria.

Stamane intanto caccia americani sono tornati nei cieli sopra Baghdad ma per la prima volta hanno colpito gli jihadisti sunniti dello Stato Islamico (Isis) in una posizione a sud-ovest di Baghdad e non a nord della cae'pitale come era avvenuto finora dall'8 agosto quando e' cominciata la controffensiva. Intanto pero', a conferma della loro crescente forza, i jihadisti sono riusciti ad abbattere un cacciabombardiere di Damasco che si era spinto fin sopra a Raqqa, la loro roccaforte in Siria.

E invece, il governo di Baghdad, a cui lunedi' a Parigi la comunita' internazionale ha confermato il pieno appoggio, in casa perde colpi. Il Parlamento non ha concesso la fiducia ai due ministri designati del premier, lo sciita Haider al Abadi: sono stati cassati i due ministri indicati alla Difesa e all'Interno, i cui nomi mancavano ancora all'appello dopo la nomina dei responsabili di tutti gli altri dicasteri. Finora l'offensiva statunitense contro l'Isis in Iraq si era limitata a colpire le postazioni dei jihadisti nel nord del Paese, in modo da proteggere il personale americano nella zona e le popolazioni assediate o messe in fuga dai terroristi: i raid aerei avevano puntato a rompere l'assedio dell'Isis a migliaia di civili di minoranze religiose sul monte Sinjar e a proteggere la strategica diga di Mosul e la citta' di Arbil, capitale del Kurdistan iracheno.

Ma Barack Obama nel suo discorso in tv mercoledi' scorso si e' impegnato ad ampliare il campo dell'offensiva in Iraq e, piu' tardi, colpire anche in Siria. L'attacco aereo statunitense contro i jihadisti e' avvenuto nella zona di al-Sadr Yusufiyah, a 25km da Baghdad, nella valle dell'Eufrate, tra la roccaforte jihadista di Falluja e il campo di battaglia strategico di Jurf al-Sakhr, piu' a sud. L'aereo siriano e' invece il primo perso da Damasco da quando il regime ha cominciato a 'martellare' Raqqa, subito dopo l'annuncio del 'califfato' a fine giugno. Una fotografia comparsa su un account jihadista di Twitter ha anche mostrato il relitto dell'aereo.

Raqqa e' la citta' dove si nasconderebbe tra l'altro il 'califfo', Abu Bakr al Baghdadi; e pare che proprio la necessita' di proteggere il leader jihadista sunnita rintanato in citta' sia il motivo per cui lo Stato islamico sta cercando di siglare un accordo di non belligeranza con le altre milizie dell'opposizione siriana. Quanto all'eventuale pagamento di un riscatto per riportare a casa gli ostaggi italiani, il viceministro degli Esteri, Lapo Pistelli, ha detto che occorre "distinguere caso per caso". "E la maggior parte delle volte in cui siamo riusciti a intervenire positivamente -ha comunque ribadito- non c'e' stato alcun passaggio di denaro".

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