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Esteri

 

Gli Stati Uniti hanno spiato le comunicazioni della presidente brasiliana, Dilma Rousseff, e di quello messicano, Enrique Peña Nieto, quando questo era candidato alla presidenza, secondo un documento della Nsa americana fornito dall'ex agente Edward Snowden e rivelato dalla tv brasiliana Globo.

Nel documento, "Infiltrazione intelligente di dati, studio dei casi del Brasile e del Messico", la Nsa cerca di avere "una migliore comprensione dei metodi di comunicazione e degli interlocutori" di Rousseff e dei suoi collaboratori grazie a un programma che permette di accedere a tutti i contenuti visionati dalla presidente su internet.

L'agenzia americana ha spiato Peña Nieto quando era il candidato favorito alle elezioni presidenziali messicane, intercettando telefonate ed email nelle quali discuteva dei nomi dei futuri ministri.

Il programma di spionaggio della National Security Agency americana Nsa ha permesso di intercettare le comunicazioni del ministero degli Esteri francese con i propri diplomatici. Lo rivela lo Spiegel, precisando che queste informazioni provengono da documenti interni della Nsa del giugno 2010. Ad interessare gli americani era soprattutto la cosiddetta rete privata virtuale "Vpn", grazie alla quale il ministero degli Esteri francese tiene collegati i computer di ambasciate e consolati con il Quai d'Orsay, la sede del ministero a Parigi. Nel documento classificato come "top secret" dalla Nsa, le azioni di spionaggio contro il ministero degli Esteri francese vengono definite una "storia di successo". In una lista delle rappresentanze francesi da spiare il servizio di intelligence americano elencava nel settembre 2010 la sede diplomatica francese a Washington e quella presso le Nazioni Unite.

In entrambe le sedi i tecnici della Nsa erano riusciti ad installare "cimici" per lo spionaggio, mentre a New York avevano raccolto "Screenshots". In codice la rappresentanza diplomatica francese di New York era indicata come "Blackfoot", mentre "Wabash" denominava quella di Washington. Ad interessare la Nsa erano, oltre alla politica estera di Parigi, anche l'industria francese degli armamenti e la stabilita' economica del Paese. Lo Spiegel scrive che le attivita' di spionaggio ai danni della Francia hanno nel frattempo creato tensioni nei rapporti franco-americani. Nello scorso luglio il presidente Francois Hollande avrebbe minacciato di bloccare le trattative con Washington su un trattato commerciale transatlantico, chiedendo garanzie sulla cessazione delle azioni di spionaggio nei riguardi della Francia. "Fino a quando non le avremo (le garanzie richieste, ndr)", avrebbe detto Hollande, "non ci saranno trattative".

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