Guerra, altro che Donald Trump. Ecco chi è l’uomo che decide tutte le mosse dell’operazione in Iran
A capo del Centcom Usa da cui dipende l’operazione contro l’Iran c’è l’ammiraglio Brad Cooper, il militare che, con più di trent’anni di esperienza in marina e l’esperienza di comandante della Quinta flotta basata nel Bahrain, condusse nell’estate del 2024, allora vice ammiraglio e numero due del Comando centrale Usa, le operazioni contro i raid degli Houthi con obiettivo le navi commerciali in transito nel Mar Rosso.
Chi ha lavorato a stretto contatto con lui, lo descrive, in interviste a Cnn, come perfettamente in grado di gestire la situazione complessa in cui si trova, non solo per la sua comprensione del campo di battaglia ma anche per il suo profondo istinto politico. E’ un militare che ha imparato a navigare sia le acque del Medio Oriente, non c’è un generale israeliano che non lo conosca, che i corridoi del potere di Washington.
Nel 2025, Cooper non aveva esitato a imbarcarsi su navi militari Usa, dove si sarebbe trovato a rispondere a ufficiali più giovani di lui, per poter comprendere la natura della minaccia e del terreno. Alla vigilia dell’inizio dell’intervento militare Usa, Cooper aveva informato il presidente Donald Trump alla Casa Bianca delle opzioni militari. Ed è in costante contatto, quasi quotidiano, a volte più volte nello stesso giorno, con il comandante dell’Idf, il generale Eyal Zamir. Aveva preso parte, insieme a Jared Kushner e Steve Witkoff, ai negoziati indiretti con l’Iran in Oman e il giorno dopo aveva ospitato i due inviati della Casa Bianca sulla portaerei Abraham Lincoln.

