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Osservatorio ANBI: piogge al Sud e isole, ma cresce l’allarme per eventi climatici estremi

Il quadro idrico nazionale resta estremamente eterogeneo. Al Nord si registra un generale aumento dei livelli dei grandi laghi: il Verbano è al 100% di riempimento, il Benaco all’84,3%, mentre Lario e Sebino restano più indietro

Osservatorio ANBI: piogge al Sud e isole, ma cresce l’allarme per eventi climatici estremi
Osservatorio ANBI

Osservatorio ANBI: “normalità” delle piogge al Sud, timori per siccità e alluvioni

Piove al Sud e sulle isole. E, paradossalmente, è proprio questa la notizia. In un’Italia sempre più abituata a fare i conti con siccità e crisi idriche, il ritorno delle precipitazioni nel Mezzogiorno rappresenta una “non-notizia” che però racconta molto del cambiamento climatico in atto. Mentre sui social si diffonde lo slogan “Save water, no war”, l’Osservatorio ANBI sulle Risorse Idriche evidenzia una situazione meteorologica insolita ma fragile: le piogge continuano a interessare le regioni meridionali e le isole, territori che solo pochi mesi fa erano in grave sofferenza idrica.

A preoccupare è però lo scenario dei prossimi mesi. Torna infatti lo spettro di El Niño che, come già accaduto negli anni recenti, potrebbe favorire la presenza dell’alta pressione africana durante l’estate. Il risultato? Ondate di calore, temperature sopra la media, siccità prolungata e fenomeni estremi che potrebbero estendersi anche all’autunno. “Nella prospettiva di questo scenario fa rabbia la consapevolezza delle risorse idriche sversate a mare nelle scorse settimane proprio in quelle zone che più hanno sofferto la sete”, commenta Francesco Vincenzi, presidente ANBI. “Il timore è di dover rimpiangere questa sovrabbondanza qualora si prolungasse la stagione secca”.

Il problema, sottolinea l’Osservatorio, è ormai strutturale: alle emergenze idriche seguono sempre più spesso eventi meteorologici estremi. È accaduto nel 2022 nelle Marche, nel 2023 in Emilia-Romagna e nel Nord Italia, e ancora nei primi mesi del 2026 in Sardegna, Sicilia, Calabria e Basilicata, fino ai recenti episodi in Puglia. Per ANBI, la risposta passa da interventi concreti e urgenti. “È quantomai necessario avviare il Piano di Efficientamento della Rete Idraulica e il Piano Invasi Multifunzionali”, ricorda Massimo Gargano, direttore generale dell’associazione. “Abbiamo presentato 266 progetti cantierabili su tutto il territorio nazionale: con un investimento di 7,3 miliardi si migliorerebbe la sicurezza idrica del Paese e si attiverebbero oltre 57mila posti di lavoro”.

Intanto, il quadro idrico nazionale resta estremamente eterogeneo. Al Nord si registra un generale aumento dei livelli dei grandi laghi: il Verbano è al 100% di riempimento, il Benaco all’84,3%, mentre Lario e Sebino restano più indietro. In Lombardia pesa però il forte deficit nivale: lo Snow Water Equivalent segna un -44,9%, con riserve idriche inferiori di oltre un miliardo di metri cubi rispetto alla media.

Critica la situazione dei fiumi: in Veneto il deficit resta significativo, mentre il Po mostra un andamento altalenante, con portate sopra la media in Piemonte ma ancora fortemente sotto i livelli normali nel tratto emiliano-lombardo. In Emilia-Romagna, diversi fiumi appenninici registrano valori inferiori ai minimi storici. Nel Centro Italia, nonostante le ultime piogge, persistono segnali negativi. In Toscana e nelle Marche calano le portate fluviali, mentre in Umbria il lago Trasimeno recupera leggermente. Nel Lazio tornano a scendere i livelli dei laghi dei Castelli Romani, con ecosistemi sempre più fragili.

Situazione in miglioramento, invece, al Sud. In Puglia i bacini della Capitanata sono al colmo e la diga di Occhito è costretta a mantenere aperte le paratoie per motivi di sicurezza. In Sicilia il 2026 si conferma finora un anno eccezionale per le precipitazioni, mentre in Sardegna gli invasi sono pieni oltre il 94%. Un quadro che evidenzia una tendenza sempre più evidente: l’alternanza tra abbondanza e scarsità d’acqua. Ed è proprio questa “estremizzazione” degli eventi atmosferici a rappresentare la vera emergenza. “Temiamo estati torride e nuove alluvioni”, conclude Vincenzi. “Ma abbiamo gli strumenti per ridurre i rischi. Serve solo accelerare”.