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Guerra, escalation nel Golfo: distrutti quattro droni lanciati dall’Iran verso Hormuz, pioggia di missili nel Kuwait. Trump: “Teheran rifiuta l’accordo per orgoglio” – LIVE

Colpite postazioni a Goruk e sull’isola di Qeshm. Allarmi in Kuwait e Bahrain

Guerra, escalation nel Golfo: distrutti quattro droni lanciati dall’Iran verso Hormuz, pioggia di missili nel Kuwait. Trump: “Teheran rifiuta l’accordo per orgoglio” – LIVE
Gli aggiornamenti del conflitto in Medio Oriente
Nuova escalation tra Stati Uniti e Iran. Il Comando centrale americano (Centcom) ha reso noto di aver colpito, a scopo difensivo, alcune postazioni radar iraniane situate a Goruk e sull’isola di Qeshm, dopo aver abbattuto quattro droni lanciati verso lo Stretto di Hormuz. La risposta di Teheran non si è fatta attendere. Le Guardie Rivoluzionarie hanno annunciato di aver colpito “basi nemiche” nella regione, mentre Kuwait e Bahrain, che ospitano importanti installazioni militari statunitensi, hanno attivato le procedure di emergenza per possibili attacchi aerei. Sul piano diplomatico, Donald Trump ha affermato che i leader iraniani non hanno ancora raggiunto un accordo con Washington perché “forti e orgogliosi”, ma ha sostenuto che alla fine “non avranno altra scelta”. Il presidente americano ha inoltre stimato che alla Repubblica islamica resti circa il 21-22% del proprio arsenale missilistico.
Inizio diretta: 06/06/26 07:00
Fine diretta: 06/06/26 20:00
Le Guardie Rivoluzionarie: "Colpite basi nemiche"

Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno annunciato di aver attaccato alcune “basi nemiche” nella regione in risposta ai raid statunitensi contro le installazioni radar iraniane. In una dichiarazione diffusa dalla televisione di Stato IRIB e riportata dall’Afp, Teheran ha riferito che obiettivi militari sono stati colpiti con missili. L’annuncio è arrivato dopo che Kuwait e Bahrain avevano lanciato l’allarme per il rischio di attacchi.

Sirene e voli sospesi in Bahrain

Anche il Bahrain ha attivato le misure di emergenza. Secondo quanto riferito dall’agenzia Tasnim, il ministero dell’Interno ha invitato la popolazione a raggiungere i rifugi o i luoghi più sicuri. Nel Paese sono risuonate le sirene d’allarme e il traffico aereo è stato temporaneamente sospeso, come già avvenuto in Kuwait.

Il Kuwait sotto attacco con missili e droni

Le Forze armate kuwaitiane hanno reso noto che le difese aeree sono impegnate a intercettare missili e droni ostili. In un messaggio pubblicato su X, lo Stato Maggiore ha precisato che le esplosioni avvertite dalla popolazione sono conseguenza delle operazioni di intercettazione condotte dai sistemi di difesa nazionali. L’attacco arriva a pochi giorni dal raid contro l’aeroporto del Paese del Golfo attribuito all’Iran.

Trump: "All'Iran resta circa il 22% dei missili"

Secondo la valutazione fornita da Trump, Teheran dispone ancora di una capacità militare significativa. Il presidente americano ha stimato che l’Iran conservi tra il 21 e il 22% del proprio arsenale missilistico, una percentuale superiore al 18% indicato dallo stesso leader statunitense nelle scorse settimane.

In un’intervista a NBC News, Donald Trump ha sostenuto che la leadership iraniana non ha ancora accettato un’intesa con gli Stati Uniti per porre fine alla crisi perché “forte e orgogliosa”. “Ci sono cose che non avrebbero mai immaginato di dover fare, ma alla fine non hanno altra scelta”, ha dichiarato il presidente americano, sottolineando che i negoziati richiederanno ancora tempo.

Usa, colpite postazioni radar iraniane a Goruk e sull'isola di Qeshm

Il Comando centrale degli Stati Uniti ha confermato di aver colpito le postazioni radar di sorveglianza costiera situate a Goruk e sull’isola di Qeshm, nell’ambito di un’operazione definita difensiva per prevenire ulteriori attacchi. Contestualmente, le forze americane hanno intercettato quattro droni iraniani diretti verso lo Stretto di Hormuz.

Abbattuti almeno quattro droni diretti verso Hormuz

Gli Stati Uniti hanno distrutto almeno quattro di una serie di droni lanciati dall’Iran verso lo Stretto di Hormuz. A riferirlo un funzionario americano alla Cnn. I droni distrutti facevano parte di una serie di velivoli senza pilota lanciati dall’Iran e sarebbero stati destinati a colpire navi commerciali in transito nello Stretto di Hormuz o unità militari americane presenti nell’area. L’episodio conferma l’aumento delle tensioni nel Golfo e il rischio di un ulteriore allargamento del conflitto nella regione.

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