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Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno annunciato di aver attaccato alcune “basi nemiche” nella regione in risposta ai raid statunitensi contro le installazioni radar iraniane. In una dichiarazione diffusa dalla televisione di Stato IRIB e riportata dall’Afp, Teheran ha riferito che obiettivi militari sono stati colpiti con missili. L’annuncio è arrivato dopo che Kuwait e Bahrain avevano lanciato l’allarme per il rischio di attacchi.
Anche il Bahrain ha attivato le misure di emergenza. Secondo quanto riferito dall’agenzia Tasnim, il ministero dell’Interno ha invitato la popolazione a raggiungere i rifugi o i luoghi più sicuri. Nel Paese sono risuonate le sirene d’allarme e il traffico aereo è stato temporaneamente sospeso, come già avvenuto in Kuwait.
Le Forze armate kuwaitiane hanno reso noto che le difese aeree sono impegnate a intercettare missili e droni ostili. In un messaggio pubblicato su X, lo Stato Maggiore ha precisato che le esplosioni avvertite dalla popolazione sono conseguenza delle operazioni di intercettazione condotte dai sistemi di difesa nazionali. L’attacco arriva a pochi giorni dal raid contro l’aeroporto del Paese del Golfo attribuito all’Iran.
Secondo la valutazione fornita da Trump, Teheran dispone ancora di una capacità militare significativa. Il presidente americano ha stimato che l’Iran conservi tra il 21 e il 22% del proprio arsenale missilistico, una percentuale superiore al 18% indicato dallo stesso leader statunitense nelle scorse settimane.
In un’intervista a NBC News, Donald Trump ha sostenuto che la leadership iraniana non ha ancora accettato un’intesa con gli Stati Uniti per porre fine alla crisi perché “forte e orgogliosa”. “Ci sono cose che non avrebbero mai immaginato di dover fare, ma alla fine non hanno altra scelta”, ha dichiarato il presidente americano, sottolineando che i negoziati richiederanno ancora tempo.
Il Comando centrale degli Stati Uniti ha confermato di aver colpito le postazioni radar di sorveglianza costiera situate a Goruk e sull’isola di Qeshm, nell’ambito di un’operazione definita difensiva per prevenire ulteriori attacchi. Contestualmente, le forze americane hanno intercettato quattro droni iraniani diretti verso lo Stretto di Hormuz.
Gli Stati Uniti hanno distrutto almeno quattro di una serie di droni lanciati dall’Iran verso lo Stretto di Hormuz. A riferirlo un funzionario americano alla Cnn. I droni distrutti facevano parte di una serie di velivoli senza pilota lanciati dall’Iran e sarebbero stati destinati a colpire navi commerciali in transito nello Stretto di Hormuz o unità militari americane presenti nell’area. L’episodio conferma l’aumento delle tensioni nel Golfo e il rischio di un ulteriore allargamento del conflitto nella regione.

