Punti chiave
- Teheran: "Trump inaffidabile"
- Houthi, 'colpita una petroliera saudita nel Mar Rosso
- Iran: Trump, Hormuz riaprirà presto o colpiremo duramente
- Hormuz verso la riapertura
- Iran: media, il Pentagono nasconde vero numero delle perdite
- Iran: Hegseth contro CNN, fake news su scorte missili
- Libano: "enorme esplosione" nella città di Haddatha
- Libano: divergenze in 1* giorno di colloqui a Roma con Israele
“L’approccio del presidente statunitense Donald Trump ai colloqui con l’Iran è contraddittorio e inaffidabile”. Lo ha dichiarato un membro della Commissione per la sicurezza nazionale e la politica estera del Parlamento iraniano. “Trump ha affermato per 75 volte che lo Stretto di Hormuz era aperto, mentre in realtà non lo era”, ha sottolineato Esmaeil Kosari, secondo quanto riportato dalla televisione di Stato, aggiungendo: “ha anche parlato per 106 volte della sconfitta dell’Iran e per 88 volte di un imminente accordo tra il suo Paese e l’Iran”.
Gli Houthi yemeniti, sostenuti dall’Iran, hanno dichiarato di aver attaccato una petroliera saudita al largo di Yanbu, nel Mar Rosso, mentre i ribelli continuano il loro dichiarato blocco marittimo dell’Arabia Saudita. Il gruppo “ha colpito con successo la petroliera saudita ‘Wafa’ nel Mar Rosso settentrionale, al largo della costa di Yanbu, con diversi missili balistici”, ha affermato il loro portavoce militare Yahya Saree in una dichiarazione video, aggiungendo che si tratta dell’ottava nave presa di mira dall’inizio del blocco il 22 luglio.
Donald Trump ha dichiarato che lo Stretto di Hormuz “aprirà molto presto, oppure” gli iraniani “saranno colpiti molto duramente”. Il presidente americnao ha parlato nel corso di un’intervista rilasciata all’emittente Fox News. “Stiamo avendo ottime discussioni”, ha aggiunto Trump, in visita in California (ovest), assicurando che l’Iran vuole raggiungere un accordo.
Stati Uniti, Iran e Oman sono vicini a un accordo provvisorio per la riapertura dello Stretto di Hormuz. E’ quanto riporta Axios, citando due fonti della regione e un funzionario statunitense e aggiungendo che Washington punta ad annunciare l’accordo nelle prossime ore
Alla guerra dei missili si aggiunge quella dei numeri. E secondo alcuni media americani, quello dei soldati americani rimasti uccisi o feriti non torna. Il Pentagono starebbe usando un nuovo metodo per conteggiare le perdite nel conflitto con l’Iran che, secondo un funzionario del governo americano, è stato “progettato per nascondere il numero reale”. Lo sostiene il sito investigativo online americano The Intercept, specializzato in Intelligence e Difesa.
“Quel banner non è vero, CNN. Vergogna. Non odiamo abbastanza i media delle fake news”. Lo scrive su X il segretario americano alla Difesa, Pete Hegseth, smentendo la notizia riportata dalla CNN, secondo cui dall’inizio della guerra in Iran, gli Usa avrebbero utilizzato l’80% dei missili intercettori Thaad e il 50% di Patriot.
Le forze israeliane hanno provocato una “enorme esplosione” nella città di Haddatha, nel sud del Libano, secondo quanto riportato dall’agenzia nazionale di stampa. La notizia giunge nel primo giorno di un nuovo ciclo di negoziati tra Israele e Libano a Roma, volti a promuovere l’accordo quadro di giugno, in base al quale le forze israeliane si ritirerebbero gradualmente dal Libano meridionale, mentre Hezbollah si disarmerebbe
Emergono divergenze di opinione nel primo giorno di negoziati all’ambasciata americana di Roma tra Israele e Libano. L’atmosfera di crescente tensione nelle operazioni militari nel sud del Libano ha fatto sì che non si registrasse alcun segnale di una svolta concreta. Il corrispondente di ‘Al Jazeera’, Ayash Daraji, ha riferito che permangono forti divergenze tra le delegazioni militari e legali sostenute dagli Stati Uniti in merito al meccanismo di attuazione dell’”accordo quadro” concluso a Washington lo scorso giugno

