Punti chiave
- Libano, Trump: "Sentiti Netanyahu e Hezbollah, stop a attacchi"
- Iran, Teheran chiuderà Hormuz e punta a Bab el-Mandeb
- Libano, forze armate iraniane: “Non tollereremo altri crimini dell’Idf”
- Iran: 15 navi hanno attraversato Hormuz da ieri
- Media Israele: per ora nessun via libera Usa a estendere l’operazione in Libano
- Libano, Katz: “Non ci sarà pace a Beirut finché Israele sarà attaccato”
- Media Israele: via libera Usa a un’operazione più incisiva a Beirut
- Netanyahu: “Hezbollah non può colpire Israele e restare al sicuro a Beirut”
- Libano, timori per raid su Beirut: scuole chiuse e civili in fuga
- Iran: “Pronti ad aiutare il Libano contro l’aggressione di Israele”
Israele e Hezbollah fermeranno gli attacchi reciproci. Lo ha assicurato su Truth Social il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, dopo una telefonata con il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, ed esponenti del movimento sciita libanese.
“Ho avuto una conversazione molto proficua con il primo ministro israeliano Bibi Netanyahu, e non ci saranno truppe dirette a Beirut, e tutte le truppe che erano in viaggio sono gia’ state richiamate”, ha scritto Trump, “allo stesso modo, tramite rappresentanti di alto livello, ho avuto un’ottima conversazione con Hezbollah, e hanno concordato che cesseranno tutti gli scontri a fuoco: Israele non li attacchera’ e loro non attaccheranno Israele”.
L’Iran intende chiudere completamente lo stretto di Hormuz e punta a bloccare anche Bab el-Mandeb, sul Mar Rosso. Lo ha riferito l’agenzia di stampa iraniana Tasnim, vicina i Pasdaran. Dopo l’offensiva israeliana in Libano, Teheran “ha messo in agenda la determinazione a bloccare completamente lo stretto di Hormuz e ad attivare altri fronti, tra cui quello dello stretto di Bab el-Mandeb, al fine di punire i sionisti e i loro sostenitori”, ha assicurato Tasnim.
Il generale Abolfazl Shekarchi, portavoce delle forze armate iraniane, ha avvertito che Teheran non tollererà ancora a lungo l’offensiva israeliana in Libano.
“Il regime sionista, aggressivo e assassino di bambini, approfittando dell’opportunita’ offerta dal cessate il fuoco ha palesemente invaso il territorio libanese e massacrato oltre 3.000 persone innocenti, tra cui donne e bambini”, ha detto Shekarchi, secondo i media iraniani.
“Nel frattempo, i paesi occidentali hanno adottato una politica di silenzio o di sostegno a questi crimini contro l’umanita’”, ha aggiunto.
“I leader del regime sionista bestiale e i suoi sostenitori sono avvertiti che il protrarsi di questi crimini barbarici contro il Libano non sara’ tollerato dalle Forze Armate della Repubblica Islamica dell’Iran”, ha concluso.
L’Iran afferma che 15 navi hanno attraversato lo Stretto di Hormuz da ieri.
Le forze navali delle Guardie Rivoluzionarie hanno dichiarato in un comunicato di aver coordinato e autorizzato il passaggio di 15 navi, tra cui quattro petroliere, attraverso lo Stretto di Hormuz. Le imbarcazioni, secondo Teheran, hanno lasciato il canale nelle ultime 24 ore.
“Consideriamo qualsiasi tipo di cooperazione da parte delle navi con forze ostili come una minaccia imminente alla sicurezza e agiremo di conseguenza”, si legge nel comunicato, secondo l’agenzia Fars.
Secondo alcune notizie, nonostante la chiusura dello Stretto di Hormuz da parte dell’Iran, decine di navi avrebbero adottato misure per attraversare il canale, alcune con la collaborazione degli Stati Uniti.
L’amministrazione Trump “almeno per il momento” non avrebbe dato il via libera a Israele per estendere le operazioni militari in Libano. Lo riferisce una fonte israeliana informata all’emittente Channel 12.
La decisione sull’operazione a Beirut, secondo la fonte, viene presa in coordinamento con Washington. “Gli americani si stanno dimostrando piu’ aperti”, ma “non c’e’ ancora un’approvazione definitiva, almeno per ora”.
Israele avrebbe chiesto agli Stati Uniti di consentire l’estensione delle operazioni a Beirut con attacchi aerei. Netanyahu ha convocato ieri una riunione ristretta sulla sicurezza, la seconda in un solo giorno, per discutere il possibile passaggio da un modello di conquista territoriale in Libano a un’operazione aerea su Beirut.
Il giorno precedente, Netanyahu aveva parlato con il segretario di Stato americano Marco Rubio e aveva cercato di convincere alti funzionari dell’amministrazione e il presidente Donald Trump sull’estensione dell’operazione in Libano.
Il ministro israeliano della Difesa Israel Katz ha avvertito che gli attacchi dell’Idf su Beirut non si fermeranno finché Hezbollah continuerà a colpire Israele.
“Non ci sara’ pace a Beirut”, ha detto Katz.
“In seguito alle ripetute violazioni dell’organizzazione terroristica Hezbollah del cessate il fuoco in Libano e degli attacchi contro le nostre citta’ e i nostri cittadini, il primo ministro Benjamin Netanyahu e io abbiamo ordinato alle Forze di Difesa Israeliane di colpire obiettivi terroristici nel quartiere Dahiyeh di Beirut”, aveva scritto in mattinata su X.
“Dahiyeh a Beirut e’ diverso dalle localita’ del nord di Israele: se non c’e’ calma a nord, non ci sara’ calma a Beirut. Non permetteremo che le nostre localita’ e i nostri cittadini siano attaccati mentre Beirut se ne sta in pace”, ha poi detto in un video diffuso dal suo ufficio.
“L’amministrazione statunitense ha dato il via libera a un’operazione israeliana più incisiva a Beirut dopo che Israele ha chiarito agli Stati Uniti che non tollererà più gli attacchi di Hezbollah”. Lo riferiscono i media israeliani.
La Tv saudita Al Hadath, citando una fonte Usa, ha affermato che “Washington ha informato il Libano che l’escalation israeliana è la conseguenza del rifiuto del governo libanese di disarmare Hezbollah”.
“Il Libano è in grado di difendere Beirut se arresta figure di spicco di Hezbollah. Ciò darebbe l’impressione che il governo sia intenzionato ad affrontare Hezbollah”, ha detto la fonte Usa.
“Non ci sarà una situazione in cui Hezbollah attacca le nostre città e i nostri cittadini mentre i quartier generali del terrorismo a Dahiye restano fuori portata”. Lo ha dichiarato il premier israeliano Benjamin Netanyahu.
“Continuiamo ad approfondire la nostra attività sul terreno nel sud del Libano, eliminando le roccaforti di Hezbollah. Hezbollah è in fuga. Siamo determinati a ristabilire la sicurezza per i residenti del nord, proprio come abbiamo fatto per i residenti del sud”, ha aggiunto.
Cresce la tensione a Beirut dopo l’ordine del premier israeliano Benjamin Netanyahu di colpire Dahiyeh, sobborgo meridionale della capitale libanese e roccaforte di Hezbollah.
I media libanesi documentano la chiusura delle scuole e la fuga dei civili dal quartiere. Diversi video pubblicati da L’Orient Le Jour e da altri media arabi mostrano forti ingorghi sulle strade in uscita da Dahiyeh.
Le scuole dei sobborghi meridionali di Beirut hanno invitato i genitori a recuperare i figli prima della chiusura, dopo le minacce israeliane di nuovi attacchi nell’area. L’esercito libanese si è schierato agli ingressi dei quartieri per organizzare l’evacuazione dei residenti.
In mattinata Netanyahu e il ministro della Difesa Israel Katz hanno annunciato di aver ordinato all’Idf di colpire immediatamente Dahiyeh, in risposta alle violazioni del cessate il fuoco attribuite a Hezbollah.
La scorsa notte un soldato israeliano è stato ucciso e altri tre sono rimasti feriti da un drone lanciato da Hezbollah contro un obiettivo nella città di Yohmor, nel sud del Libano, vicino al Castello di Beaufort, dove erano presenti truppe israeliane.
Dalle prime ore del giorno, dopo un avviso di evacuazione diramato dall’Idf, sono in corso raid aerei nel sud del Libano, in località e villaggi nelle zone di Nabatieh, Tiro, Bint Jbeil e Sidone. Gli attacchi notturni israeliani hanno causato almeno quattro morti nel sud del Paese.
Ieri l’aeronautica israeliana ha effettuato 89 raid contro 42 obiettivi nel Libano meridionale. I droni israeliani hanno colpito 18 obiettivi in 14 località, mentre 18 località sono state sottoposte a pesanti bombardamenti di artiglieria. L’esercito israeliano ha inoltre distrutto diverse abitazioni in tre località.
Hezbollah, da parte sua, ha condotto 21 attacchi contro assembramenti e postazioni militari nei territori libanesi occupati e all’interno di Israele.
“Non esiteremo ad agire in qualsiasi modo per aiutare il Libano e la resistenza libanese contro l’aggressione illegale e l’ingerenza del regime sionista”.
Lo ha detto il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmail Baghaei, citato dall’Irna
Il presidente del Parlamento iraniano e capo negoziatore Mohammad Bagher Ghalibaf ha accusato gli Stati Uniti di non rispettare il cessate il fuoco.
In un post su X, Ghalibaf ha indicato il blocco navale statunitense e quella che ha definito un’escalation dei “crimini di guerra” israeliani in Libano come prova del mancato rispetto della tregua da parte di Washington.
Secondo Ghalibaf, le azioni degli Stati Uniti minano gli sforzi per mantenere il cessate il fuoco e violano gli impegni assunti nell’ambito dell’accordo.
La bozza di memorandum di intesa in discussione tra Stati Uniti e Iran “contiene una clausola secondo la quale, qualora si raggiungesse un accordo, questo sarebbe vincolato da una risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite”.
Lo ha detto il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmail Baqaei durante il briefing con la stampa.
Il portavoce ha però avvertito che “questo non significa che si debba considerare la risoluzione del Consiglio di Sicurezza come una garanzia assoluta di tale accordo”, alla luce delle “precedenti esperienze” sulle violazioni degli Stati Uniti.
Il Kuwait ha condannato gli attacchi iraniani delle scorse ore e ha affermato di riservarsi il diritto di rappresaglia.
Il ministero degli Esteri kuwaitiano ha comunicato su X “la sua ferma condanna e denuncia degli atroci e ripetuti attacchi iraniani, che rappresentano una pericolosa escalation e un’aggressione diretta contro la sicurezza e la stabilita’ dello Stato del Kuwait, nonche’ una flagrante violazione delle norme del diritto internazionale (…), per non parlare della grave minaccia che costituiscono per la sicurezza dei civili e delle infrastrutture vitali del Paese”.
Il ministero ha aggiunto che “la continuazione e la ripetizione di queste aggressioni minano gli sforzi per allentare le tensioni e minacciano la sicurezza e la stabilita’ della regione, sottolineando il categorico rifiuto da parte dello Stato del Kuwait di tali pratiche aggressive”.
Nella nota si legge inoltre che “lo Stato del Kuwait si riserva il pieno diritto di adottare tutte le misure necessarie per preservare la propria sicurezza e difendere il proprio territorio, ritenendo l’Iran pienamente responsabile di queste atroci aggressioni, in conformita’ con il diritto internazionale, la Carta delle Nazioni Unite e le pertinenti risoluzioni del Consiglio di Sicurezza”.
Il ministro israeliano dell’Istruzione Yoav Kisch ha affermato che Israele non ha ancora ottenuto la vittoria su Hamas, Hezbollah o Iran e che i combattimenti su più fronti restano aperti.
“Non c’e’ cessate il fuoco nel nord, c’e’ la guerra”, ha dichiarato Kisch durante una conferenza organizzata da Yedioth Ahronoth e dal Sapir College.
Sul programma nucleare iraniano, Kisch ha detto che Israele resta impegnato a impedire a Teheran di dotarsi di un’arma nucleare, a prescindere dalla posizione degli Stati Uniti.
“Anche senza il presidente Trump, lo Stato di Israele si impegna a garantire che l’Iran non possieda armi nucleari. Se gli americani non intervengono per impedirlo, noi abbiamo l’obbligo di farlo”, ha sottolineato il ministro israeliano.
“Al momento non sono stati avviati negoziati sui dettagli delle discussioni relative alla questione nucleare. Ribadisco che in questa fase il nostro obiettivo è porre fine alla guerra”.
Lo ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmail Baghaei, citato dall’agenzia Irna.
“Fondamentalmente, uno dei problemi dei negoziati con l’attuale governo statunitense è rappresentato dai frequenti cambiamenti di posizione e dalle contraddizioni che ne derivano. Di norma, se una posizione cambia, da un lato anche l’altra parte deve applicare le proprie opinioni e considerazioni”, ha aggiunto.
L’Iran accusa gli Stati Uniti di nuove violazioni del cessate il fuoco dopo i raid delle ultime ore contro obiettivi nel sud del Paese.
“Gli Stati Uniti – ha denunciato il portavoce del ministero degli Esteri Esmail Baghaei – hanno violato il cessate il fuoco anche stamattina. Non esiteremo a prendere ogni misura che riterremo necessaria per difendere la sicurezza nazionale iraniana”.
I colloqui sul disarmo di Hamas dovrebbero riprendere giovedì in Egitto. Lo hanno riferito al Times of Israel due diplomatici arabi coinvolti nel dossier.
Finora i negoziati sono rimasti bloccati. Hamas rifiuta la proposta di disarmo del Board of Peace e sostiene che Israele debba prima rispettare i termini della prima fase.
Le due parti si accusano a vicenda di ripetute violazioni, tra cui i continui attacchi israeliani e il rifiuto di Hamas di lasciare il potere a un governo di transizione.
“Sebbene il Board of Peace guidato dagli Stati Uniti, incaricato di sovrintendere alla gestione postbellica di Gaza, non abbia completamente abbandonato la possibilità che i colloqui con Hamas possano portare a dei risultati, il comitato sta prendendo sempre più in considerazione alternative al piano in 20 punti del presidente statunitense Donald Trump per porre fine alla guerra di Gaza”, affermano i due diplomatici.
Tra le ipotesi alternative, la principale prevede di consentire l’avvio della ricostruzione nelle aree di Gaza ancora occupate da Israele.
“Abbiamo sottolineato e continuiamo a sottolineare che un cessate il fuoco in Libano è parte integrante di qualsiasi cessate il fuoco e di qualsiasi accordo finale per porre fine alla guerra”.
Lo ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmail Baghaei, citato dall’Irna.
“Non è solo il regime sionista (Israele) a violare il cessate il fuoco; anche gli Stati Uniti violano il cessate il fuoco nella nostra regione in modo diffuso”, ha poi accusato.
Benjamin Netanyahu ha ordinato di colpire la periferia sud di Beirut dopo l’uccisione di un soldato dell’Idf e il ferimento di altri tre nei pressi del Castello di Beaufort.
“Alla luce delle ripetute violazioni del cessate il fuoco in Libano da parte di Hezbollah e degli attacchi contro le nostre citta’ e i nostri cittadini, il primo ministro Benjamin Netanyahu e il ministro della Difesa Israel Katz hanno ordinato alle Forze di Difesa Israeliane di colpire obiettivi terroristici” nella periferia meridionale di Beirut, si legge in una dichiarazione ufficiale.
Il presidente libanese Joseph Aoun ha parlato di “una vile e riprovevole aggressione israeliana”, dopo l’intensificazione dell’offensiva israeliana contro Hezbollah. In un post su X, Aoun si è impegnato a “lavorare per porre fine alle sofferenze del popolo libanese, e in particolare di quello del sud”.
Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite terrà oggi una riunione d’emergenza sul Libano.
Il premier israeliano Benjamin Netanyahu e il ministro della Difesa Israel Katz hanno ordinato all’Idf di attaccare obiettivi nella periferia sud di Beirut.
”A seguito delle ripetute violazioni del cessate il fuoco in Libano da parte dell’organizzazione terroristica Hezbollah e degli attacchi contro le nostre città e i nostri cittadini, il primo ministro Benjamin Netanyahu e il ministro della Difesa Israel Katz hanno ordinato alle Forze di Difesa Israeliane (Idf) di attaccare obiettivi terroristici nel quartiere di Dahiya a Beirut”. Lo hanno comunicato Netanyahu e Katz in una nota congiunta
Un soldato dell’Idf è stato ucciso e altri tre sono rimasti feriti in un attacco con droni di Hezbollah avvenuto nella notte nel sud del Libano. Lo ha reso noto l’esercito israeliano, citato dal Times of Israel.
Il militare ucciso è il sergente maggiore Adam Tzarfati, 20 anni. Secondo l’Idf, un drone Fpv carico di esplosivo lanciato da Hezbollah ha colpito un obiettivo nella città di Yohmor, vicino al Castello di Beaufort, dove si trovavano truppe israeliane.
L’esplosione ha ucciso Tzarfati e ferito gravemente un altro soldato. Altri due militari sono rimasti feriti in modo lieve.
Un soldato israeliano è morto e altri tre sono rimasti feriti in un attacco con droni compiuto nella notte da Hezbollah nel sud del Libano. Lo ha riferito l’esercito israeliano.
Secondo l’Idf, attorno all’una un drone carico di esplosivo ha colpito un obiettivo nella città di Yohmor, vicino al Castello di Beaufort, dove erano in corso operazioni israeliane.
Il Times of Israel riferisce che nell’esplosione è morto il sergente maggiore Adam Tzarfati, 20 anni. Un altro soldato è rimasto ferito in modo grave, mentre altri due militari hanno riportato ferite leggere.
Teheran sostiene di avere il diritto di imporre una tassa ambientale alle navi in transito nello Stretto di Hormuz. Lo ha detto Arman Khorsand, capo del Centro iraniano per gli affari internazionali e le convenzioni ambientali.
Secondo Khorsand, l’inquinamento da petrolio, le attività delle flotte militari straniere e i danni agli ecosistemi del Golfo hanno “raddoppiato la necessità di fornire risorse per il ripristino ambientale”. Le tariffe, ha spiegato, potrebbero essere usate per compensare i danni ambientali.
Secondo il sistema del ”passaggio inoffensivo”, ha aggiunto, i Paesi che si affacciano sullo stretto possono riscuotere tariffe per servizi marittimi e risarcimenti per violazioni delle normative, ”e questa questione ha un precedente nel diritto internazionale”.
Khorsand ha respinto le critiche, sostenendo che “l’affermazione secondo cui la riscossione di tasse ambientali dalle navi di passaggio è illegale non ha fondamento giuridico” e che l’iniziativa potrebbe essere presa “nel quadro delle norme internazionali riconosciute”.
L’Idf ha riferito di aver intercettato questa mattina un razzo lanciato da Hezbollah dal Libano verso l’Alta Galilea. Lo riporta il Times of Israel.
Un missile intercettore è stato lanciato anche contro un presunto drone di Hezbollah sopra l’area di Kiryat Shmona. L’esercito israeliano ha spiegato che l’esito dell’intercettazione è ancora in fase di valutazione.
Intanto l’Idf ha dichiarato di aver colpito un lanciatore di razzi di Hezbollah usato nella notte per attacchi contro Tiberiade.
“L’Iran vuole davvero raggiungere un accordo e sarà un buon accordo per gli Stati Uniti e per chi è con noi”: lo ha scritto su Truth il presidente americano Donald Trump.
“Ma i Democratici, e diversi Repubblicani apparentemente antipatriottici, non capiscono che per me è MOLTO più difficile svolgere correttamente il mio lavoro e negoziare, quando i politicanti continuano a ‘cinguettare’ in modo negativo, a livelli mai visti prima, ripetutamente, che dovrei fare più in fretta, o più lentamente, o entrare in guerra, o non entrare in guerra, o qualsiasi altra cosa. State tranquilli, alla fine andrà tutto bene – come sempre!”, ha aggiunto.
L’Iran intende apportare modifiche alla bozza di accordo in discussione con gli Stati Uniti. Lo riporta l’agenzia Tasnim, citando una fonte informata, secondo cui la revisione fatta dal presidente americano Donald Trump al memorandum di intesa non significa che Teheran sia pronta ad accettarla.
Ieri il New York Times aveva riferito che Trump ha irrigidito i termini della possibile intesa quadro. La fonte citata da Tasnim ha aggiunto che l’Iran è “pienamente preparato” anche a uno scenario senza accordo.
Le forze aerospaziali del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche iraniane hanno colpito e distrutto la base aerea da cui le forze statunitensi avevano lanciato un attacco contro una torre di telecomunicazioni sull’isola di Sirik, nella provincia di Hormozgan. Lo riporta l’agenzia iraniana Mehr.
Nel fine settimana, il Comando Centrale degli Stati Uniti ha condotto attacchi di autodifesa contro radar e siti di comando e controllo di droni iraniani a Goruk, in Iran, e sull’isola di Qeshm. Lo scrive il Central Command su X. Gli attacchi, mirati e controllati, si sono svolti sabato e domenica in risposta alle aggressive azioni iraniane, tra cui l’abbattimento di un drone statunitense MQ-1 che operava su acque internazionali. I caccia statunitensi hanno risposto prontamente eliminando le difese aeree iraniane, una stazione di controllo a terra e due droni d’attacco che rappresentavano una chiara minaccia per le navi in transito nelle acque regionali. Nessun militare americano è rimasto ferito. Il CentCom continuerà a proteggere le risorse e gli interessi degli Stati Uniti in risposta all’ingiustificata aggressione iraniana durante il cessate il fuoco in corso.
Secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa statale Kuna, le difese aeree del Kuwait stanno intercettando attacchi missilistici e di droni, mentre le sirene d’allarme risuonano in tutto il Paese. “Lo Stato Maggiore dell’Esercito desidera informare che qualsiasi rumore di esplosione udito è dovuto all’intercettazione di questi attacchi ostili da parte dei sistemi di difesa aerea”, ha affermato l’Esercito del Kuwait in un post sul suo account ufficiale X.
Il segretario di Stato statunitense Marco Rubio ha parlato sia con il presidente libanese Joseph Aoun che con il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu in merito ai negoziati diplomatici tra Israele e Libano, secondo quanto riferito da un funzionario statunitense. Lo riporta The Times of Israel. Gli Stati Uniti hanno proposto che, come primo passo, Hezbollah cessi tutti gli attacchi contro Israele e, in cambio, Israele si astenga dall’intensificare le ostilità a Beirut, ha affermato il funzionario. Il funzionario statunitense aggiunge che Aoun ha cercato di portare avanti questa proposta, ma il presidente del Parlamento libanese Nabih Berri ha posto l’onere su Israele di smettere di “sparare per primo”.
“La CNN, con le sue solite affermazioni, ha dichiarato oggi che il mio accordo sul nucleare iraniano non parla di nucleare, quando in realtà afferma, molto chiaramente, che l’Iran non avrà armi nucleari. Prosegue poi, con dovizia di particolari e in modo dettagliato, discutendo vari altri aspetti del nucleare. In effetti, la maggior parte dell’accordo riguarda proprio questo”. Lo scrive su Truth il presidente degli Stati Uniti Donald Trump. “La CNN, e molti altri media che diffondono notizie false – prosegue – sono un disastro in termini di ascolti. Anche con una nuova proprietà, è improbabile che la situazione migliori mai”.


