Punti chiave
- Hezbollah: pronti a liberare la giornalista Usa Shelly Kittleson
- Smentite le voci sull'atomica
- Iran, Axios: raid Usa contro siti militari non energetici
- Iran, Trump: "Un'ntera civiltà via stanotte ma qualcosa di meraviglioso e rivoluzionario può accadere"
- Iran, Usa confermano raid su isola di Kharg
- Iran, Ue: "No ad attacchi contro le infrastrutture, massima moderazione"
- Iran, nuovo attacco su Dubai
- Iran, Teheran: "Colpita nave israeliana in porto Emirati"
- Iran, raid sull'aeroporto di Khorramabad
- Iran, in Israele prorogate misure emergenza fino a giovedi' sera
Il gruppo iracheno Kataib Hezbollah annuncia che rilascerà la giornalista statunitense Shelly Kittleson. Il potente gruppo armato iracheno Kataeb Hezbollah ha annunciato oggi che rilascerà la giornalista statunitense Shelly Kittleson, rapita una settimana fa a Baghdad. “In segno di apprezzamento delle posizioni nazionali del primo ministro uscente, abbiamo deciso di rilasciare l’imputata americana Shelly Kittleson, a condizione che lasci immediatamente il Paese”, ha dichiarato in una breve nota Abu Mujahid al-Assaf, un funzionario della sicurezza del gruppo sostenuto dall’Iran.
La Casa Bianca nega di prendere in considerazione l’uso di armi nucleari in Iran. La smentita della Casa Bianca segue l’interpretazione delle parole pronunciate da JD Vance in Ungheria. Il vicepresidente ha detto di avere “fiducia che otterremo una risposta, positiva o negativa, entro stasera alle 20”, quando scade l’ultimatum. “Mi auguro che riceveremo la risposta giusta perché quello che veramente vogliamo è un mondo in cui i flussi del petrolio scorrono liberamente e questo non può accadere se l’Iran porta avanti atti di terrorismo economico. Dovete sapere che abbiamo strumenti che non abbiamo ancora deciso di usare e che il presidente può decidere di usare e deciderà di usare se l’Iran non cambia condotta”, ha aggiunto Vance. Parole che sono state interpretate come un ricorso all’arma nucleare. “Letteralmente nulla di quello che ha detto il presidente implica” l’arma nucleare, “buffoni”, ha detto la Casa Bianca tramite l’account RapidResponse 47 commentando il video di Headquarters.
Gli attacchi Usa all’isola di Kharg non erano diretti contro le infrastrutture petrolifere dell’isola, ma si trattava di “attacchi ripetuti” contro obiettivi militari già colpiti in passato. E’ quanto ha precisato un alto funzionario americano ad Axios.
“Un’intera civiltà morirà questa notte, per non tornare mai più. Non voglio che accada, ma probabilmente succederà”. Lo scrive in un post su Truth social Donald Trump, a poche ore dalla scadenza dell’ultimatum all’Iran (alle 2 di notte ora italiana, ndr), salvo poi agigungere: “Tuttavia, ora che abbiamo un cambiamento di regime completo e totale, dove prevalgono menti diverse, più intelligenti e meno radicalizzate, forse qualcosa di meravigliosamente rivoluzionario può accadere, chi lo sa?”.
“Lo scopriremo questa notte, uno dei momenti più importanti nella lunga e complessa storia del mondo – conclude il presidente americano – 47 anni di estorsione, corruzione e morte, finiranno finalmente. Dio benedica il grande popolo dell’Iran!”.
Gli Usa hanno attaccato obiettivi militari sull’isola di Kharg, nel Golfo Persico. Lo ha affermato un alto funzionario americano ad Axios, confermando quanto riferito in precedenza dall’agenzia di stampa iraniana Mehr.
L’Unione Europea respinge le minacce espresse dal presidente Usa Donald Trump di attaccare infrastrutture civili critiche, come ponti e centrali energetiche, in IRAN. Lo dichiara Anitta Hipper, portavoce della Commissione europea, nel corso del briefing giornaliero con la stampa.
“Abbiamo sempre detto che la diplomazia è la risposta, e da parte nostra rifiutiamo qualsiasi minaccia di attacco anche per quanto riguarda le infrastrutture civili critiche”, afferma, sottolineando che attacchi del genere “rischiano di colpire milioni di persone in tutto il Medio Oriente e oltre e potrebbero anche portare a un’ulteriore pericolosa escalation. L’Ue chiede la massima moderazione, la protezione dei civili e delle infrastrutture civili, e il pieno rispetto del diritto internazionale e del diritto internazionale umanitario da parte di tutte le parti”, conclude Hipper.
Gli Emirati Arabi Uniti sono di nuovo sotto attacco missilistico dell’Iran. Lo riporta il Supremo consiglio di sicurezza emiratino su X. Secondo diversi media, a essere presa di mira e’ Dubai.
L’Iran ha rivendicato di avere colpito una vane israeliana nel porto di Khor Fakkan, negli Emirati Arabi Uniti. “Una nave portacontainer appartenente al regime israeliano, che aveva la missione di consegnare via terra equipaggiamento militare necessario al regime utilizzando il porto di Khor Fakkan negli Emirati Arabi Uniti senza passare per lo Stretto di Hormuz, e’ stata colpita con precisione dai Guerrieri dell’Islam durante un’operazione di intelligence e un attacco missilistico”, si legge in una nota riportata dai media iraniani.
Raid hanno colpito l’aeroporto di Khorramabad, in Iran. Lo riferiscono media iraniani, come rilanciano la tv satellitare al-Jazeera e la Bbc a più di un mese dall’avvio delle operazioni di Usa e Israele contro la Repubblica islamica, che non manca di ‘rispondere’. La città di Khorramabad si trova nella provincia del Lorestan.
Il comando del Fronte Interno israeliano ha prorogato le attuali linee guida in tempo di guerra almeno fino a giovedi’ alle 20. Secondo le attuali linee guida, le scuole possono operare – a condizione che sia disponibile un rifugio adeguato e raggiungibile in tempo – in alcune aree del nord, del sud e della Cisgiordania.
Sono inoltre consentiti, alle stesse condizioni, assembramenti fino a 100 persone al chiuso e 50 persone all’aperto in tali aree. Nel resto del Paese, le attivita’ scolastiche rimangono vietate. Gli assembramenti sono limitati a 50 persone, a condizione che sia possibile raggiungere un rifugio in tempo, e i luoghi di lavoro possono operare alle stesse condizioni.
Tre bambini sono rimasti uccisi in un raid aereo nei pressi di Teheran. Lo riferiscono i media iraniani. Secondo un giornalista dell’agenzia Mehr alle prime ore di oggi è stato colpito un palazzo a Pardis, città a est della capitale iraniana. Finora, ha riferito l’agenzia, sono stati recuperati sei corpi dalle macerie. Negli ultimi 15 anni a Pardis sono stati costruiti enormi complessi residenziali. La notizia del raid arriva a più di un mese dall’avvio delle operazioni di Usa e Israele contro l’Iran, che non manca di ‘rispondere’.
”Oltre 14 milioni di fieri iraniani hanno dichiarato, fino a questo momento, la loro disponibilità a sacrificare la propria vita in difesa dell’IRAN” e a combattere nella guerra lanciata lo scorso 28 febbraio da Stati Uniti e Israele. Lo ha scritto in un post su ‘X’ il presidente iraniano Masoud Pezeshkian, affermando che ”anch’io sono stato, sono e sarò pronto a sacrificarmi per l’IRAN”
Ha riaperto il ponte King Fahd che collega Arabia Saudita e Bahrein dopo la sospensione del traffico dovuta al timore di attacchi iraniani. Lo riferiscono le autorita’ di Riad.
I giovani formino “catene umane” intorno alle centrali elettriche del paese. E’ l’appello rivolto dalla televisione di stato da Alireza Rahimi, segretario del Consiglio Supremo della Gioventù e dell’Adolescenza, in seguito alle minacce di ulteriori attacchi da parte degli Stati Uniti. L’appello, nel corso di una videochiamata, è stato rivolto a “tutti i giovani, gli atleti, gli artisti, gli studenti e gli universitari, nonché i loro professori”, perché si riuniscano “martedì alle 14 intorno alle centrali elettriche, che sono il nostro patrimonio nazionale e il nostro capitale, a prescindere da qualsiasi gusto o opinione politica, appartengono al futuro dell’IRAN e alla gioventù iraniana”.
Attacchi notturni hanno colpito un complesso petrolchimico in una vasta area industriale nella citta’ di Jubail, in Arabia Saudita, dopo che installazioni simili erano state colpite da Usa e Israele in Iran. “Un attacco ha provocato un incendio negli impianti della Saudi Basic Industries Corporation a Jubail”, ha raccontato una fonte ad Afp, “il rumore delle esplosioni e’ stato fortissimo”. Jubail, nell’Est del Paese, e’ una delle piu’ grandi citta’ industriali del mondo e vi si producono acciaio, benzina, prodotti petrolchimici, oli lubrificanti e fertilizzanti chimici.
Una delle sette navi mercantili malesi che erano bloccate nello Stretto di Hormuz ha “ottenuto il passaggio sicuro” ed e’ ora in viaggio verso la sua destinazione finale. Lo riferisce il ministero degli Esteri di Kuala Lumpur in una nota. “L’esito positivo fa seguito a incontri diplomatici di alto livello”, tra cui una telefonata tra il premier malese Anwar Ibrahim e il presidente iraniano Masoud Pezeshkian il mese scorso, si legge nel comunicato. Il ministero non ha specificato il nome della nave, se trasportasse merci o quale fosse la sua destinazione finale. L’ambasciata iraniana a Kuala Lumpur aveva annunciato ieri sui social media che la prima nave malese aveva attraversato lo stretto.
L’esercito israeliano ha esortato gli iraniani ad astenersi dal viaggiare in treno fino a stasera, in un messaggio su X che sembra alludere a imminenti attacchi alla rete ferroviaria del Paese. “Cari cittadini, per la vostra sicurezza, vi esortiamo ad astenervi dall’utilizzare o viaggiare in treno in qualsiasi parte del Paese da ora fino alle 21:00 ora iraniana”, ha scritto l’esercito israeliano sul suo profilo in lingua persiana, “la vostra presenza sui treni e in prossimità dei binari mette a rischio la vostra vita”.
Nelle scorse ore la sinagoga di Rafi-Nia, a Teheran, è stata “completamente distrutta” dai raid aerei israeliani. Lo riportano l’agenzia di stampa Mehr e il quotidiano Shargh. L’ebraismo è una delle religioni ufficiali in Iran, che ospita una piccola comunità ebraica, molti dei cui membri sono fuggiti dal Paese dopo la Rivoluzione islamica del 1979.
Esplosioni nella notte a Teheran, udite anche nelle zone periferiche della capitale iraniana. L’agenzia di stampa Mehr riferisce che la sinagoga di Teheran è stata danneggiata da un proiettile israelo-americano. In un post su Telegram, l’agenzia Mehr ha pubblicato anche un video di 12 secondi che mostra soccorritori e cumuli di macerie, riferisce Al Jazeera.
La Mezzaluna Rossa iraniana (Ircs) riferisce che sono in corso operazioni “di soccorso e salvataggio” nella capitale dopo un attacco aereo Usa-Israele. In un post su X, l’Ircs spiega che un’altra zona residenziale è stata “presa di mira” dall’ultimo attacco. Un video pubblicato sempre su X mostra i soccorritori che lavorano tra le macerie degli edifici crollati e assistono i feriti.
I negoziatori sono pessimisti sul fatto che l’Iran cederà alla richiesta del presidente Trump di riaprire lo Stretto di Hormuz prima della scadenza di martedì sera, aprendo così la strada a possibili attacchi statunitensi contro ponti e centrali elettriche iraniane, in una nuova escalation del conflitto. Lo riporta il Wall Street Journal.
Le esplosioni udite a Damasco e nelle campagne circostanti sono state causate dall’abbattimento da parte dell’esercito israeliano di missili lanciati dall’Iran, ha riferito la televisione di Stato siriana.
L’esercito israeliano ha annunciato una “ondata” di attacchi aerei contro l’Iran dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato che la proposta di tregua avanzata dai mediatori internazionali per porre fine alla guerra di Stati Uniti e Israele contro l’Iran non era ancora sufficiente. “Poco fa, l’Idf ha annunciato un’ondata di attacchi aerei con l’obiettivo di danneggiare le infrastrutture del regime terroristico iraniano a Teheran e in altre aree dell’Iran”, ha scritto l’esercito israeliano sul proprio canale Telegram ufficiale.
15 militari americani sono rimasti feriti nell’attacco iraniano a una base aerea kuwaitiana. Un attacco di droni iraniani contro la base aerea di Ali Al Salem in Kuwait, avvenuto nella notte, ha ferito 15 americani, secondo quanto riferito da due funzionari statunitensi a Cbs News.
Due esplosioni sono state avvertite vicino all’aeroporto di Erbil, che ospita i consiglieri della coalizione anti-jihadista guidata dagli Stati Uniti, nella regione del Kurdistan (nord dell’Iraq), riferisce un giornalista dell’Afp. Nella stessa regione, due civili sono stati uccisi da un “drone esplosivo proveniente dall’Iran”, hanno annunciato le autorità locali. Le due vittime sono un uomo e sua moglie. Il governatore di Erbil, Omed Khoshnaw, ha denunciato in un post su Facebook “una violazione del diritto internazionale e un crimine di guerra”. Alcune ore prima, i sistemi di difesa antiaerea avevano intercettato quattro missili diretti verso il consolato americano a Erbil, ha riferito una fonte di sicurezza all’Afp.

