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Guerra in Iran, drone su una base italiana Unifil in Libano. Teheran: “Hormuz sotto il nostro controllo” – LIVE

La ricompensa milionaria degli Usa a chi fornisce le rotte del petrolio iraniano

Guerra in Iran, drone su una base italiana Unifil in Libano. Teheran: “Hormuz sotto il nostro controllo” – LIVE
Guerra in Iran, gli aggiornamenti in diretta del 13 maggio
Hormuz nel caos, c’è un piano internazionale per sbloccare la situazione
Inizio diretta: 13/05/26 05:58
Fine diretta: 13/05/26 21:00
Libano, Unifil: "Drone su base italiana, no feriti ma danni a edifici"

Ancora un attacco contro una base italiana di Unifil, nel sud del Libano. In una nota su Telegram, la missione delle Nazioni Unite ha riferito che ieri pomeriggio “un drone presumibilmente di Hezbollah è esploso all’interno del quartier generale di Naqoura”, dove si trovano i soldati italiani. “Nessuno è rimasto ferito, ma qualche edificio è stato danneggiato”, fa sapere ancora Unifil, esprimendo “preoccupazione per le attività di Hezbollah e dei soldati israeliani vicino alle posizioni dell’Onu”.

Iran, media: petroliera cinese attraversa Hormuz

Una petroliera cinese con 2 milioni di barili di greggio iracheno ha passato lo Stretto di Hormuz. Lo ha riferito la televisione iraniana citando l’agenzia Bloomberg. La Yuan Hua Hua si trova ora nel Golfo di Oman, dove ha gettato l’ancora. Si tratta del terzo attraversamento di una petroliera cinese dall’inizio della guerra, il 28 febbraio.

Nato, media: Turchia vuole Paesi del Golfo al vertice di Ankara

Fonti diplomatiche turche hanno riferito a Turkiye Today che la Turchia ha avviato consultazioni con gli alleati della Nato per includere Qatar, Kuwait, Emirati Arabi Uniti e Bahrein nel vertice Nato previsto ad Ankara il 7 e l’8 luglio 2026. Secondo le fonti del ministero degli Esteri turco citate, la presenza dei partner del Golfo al tavolo di Ankara rappresenterebbe un’opportunita’ concreta per rilanciare un meccanismo che, dalla sua creazione, non e’ mai riuscito a esprimere pienamente il proprio potenziale.

Oggi, tuttavia, a spingere i quattro Paesi del Golfo verso il summit e’ la crisi provocata dalla guerra con l’Iran. Qatar, Kuwait, Emirati Arabi Uniti e Bahrein figurano infatti tra gli Stati che hanno subito maggiormente le conseguenze regionali del conflitto, al punto che l’intera architettura di sicurezza del Golfo e’ in crisi dopo l’attacco statunitense contro l’Iran del 28 febbraio. Allo stesso tempo le rotte energetiche sono finite sotto pressione e gli equilibri regionali stanno rapidamente cambiando.

Secondo le fonti citate un’eventuale partecipazione dei Paesi del Golfo al summit Nato di Ankara non implicherebbe alcuna forma di coinvolgimento militare diretto contro Teheran. Assumendo il ruolo di promotrice di questa possibile apertura, Ankara rafforzerebbe sensibilmente la propria influenza all’interno dell’Alleanza Atlantica. Le fonti diplomatiche turche hanno inoltre respinto le indiscrezioni secondo cui il presidente siriano Ahmad al-Sharaa sarebbe stato invitato al summit Nato di Ankara.

Iran, scarcerata temporaneamente l'attivista Nasrin Soutodeh

L’avvocata e attivista per i diritti umani iraniana, Nasrin Sotoudeh, e’ stata rilasciata temporaneamente su cauzione. Lo ha annunciato la figlia, Mehraveh Khandan, sui social. Sotoudeh e’ una delle piu’ note attiviste in Iran; ha subito ripetuti arresti e pene detentive per il suo lavoro legale. L’ultima volta era stata arrestata nella sua abitazione a Teheran lo scorso 1 aprile.

Iran, Intelligence Usa smentisce Trump: "Hanno missili in abbondanza"

“L’Iran è stato annientato”. Parola di Donald Trump. L’intelligence, però, smentisce il presidente degli Stati Uniti e delinea un quadro totalmente diverso. Teheran è ancora una minaccia perché dispone di missili in abbondanza. Trump, nelle ultime settimane, ha descritto un nemico in ginocchio: “L’IRAN non ha più la Marina, non ha l’Aeronautica, le scorte di missili sono quasi esaurite”, ha detto e ripetuto il presidente americano.

Le informazioni fornite dalle agenzie di intelligence ai membri del Congresso, in sedute a porte chiuse, sono nettamente differenti. La Repubblica islamica, come scrive il New York Times, ha ripristinato l’accesso operativo a 30 dei 33 siti missilistici lungo lo Stretto di Hormuz: i pasdaran quindi sono in grado di minacciare, e in teoria, colpire, le navi da guerra degli Stati Uniti e le petroliere americane che attraversano il braccio di mare, decisivo per il commercio del 20% del greggio mondiale.

L’IRAN, secondo le informazioni citate dal quotidiano, può utilizzare rampe di lancio mobili all’interno dei siti ed è in grado di spostare i missili. Solo tre siti missilistici lungo lo stretto sono totalmente inaccessibili. Nel complesso, secondo le stime, Teheran può contare ancora su circa il 70% dei dispositivi mobili di lancio sul territorio nazionale e conserva all’incirca il 70% del suo arsenale: tale dotazione comprende sia missili balistici, in grado di colpire altri Paesi della regione, sia una minore quantità di missili da crociera, utilizzabili contro obiettivi a distanza inferiore, sia terrestri che navali.

Iran, Teheran agli Usa: “Non cederemo sulle nostre richieste”

L’Iran non cederà sulle sue richieste per un negoziato con gli Stati Uniti. A ribadirlo è stato Alaeddin Boroujerdi, membro della commissione per la Sicurezza nazionale, intervistato dall’agenzia Isna.

“Non rinunceremo in alcun modo al controllo dello Stretto di Hormuz e non entreremo in alcun modo in discussioni sui negoziati relativi all’arricchimento dell’uranio”, ha detto.

“L’Iran non si accontenterà di nulla di meno di una risposta positiva alle nostre richieste. Non siamo assolutamente disposti a cedere alle richieste degli americani”, ha insistito.

Dunque, “il consiglio agli americani e al presidente Donald Trump è di raggiungere un accordo con l’Iran”, ha spiegato.

Iran, Teheran: “Non consentiremo più il trasferimento di armi Usa alle basi nella regione”

Il portavoce dell’Esercito iraniano Mohammad Akraminia ha dichiarato che l’Iran non permetterà più il trasferimento di armi americane alle basi statunitensi nella regione attraverso lo Stretto di Hormuz.

“Oggi la parte occidentale dello Stretto è sotto il controllo della marina delle Guardie Rivoluzionarie e la parte orientale sotto il controllo delle forze navali dell’esercito iraniano”, ha aggiunto, secondo quanto riferisce Irna.

Iran, Teheran: “Hormuz è sotto il nostro controllo, da Kharg non uscirà neanche un granello”

“Il campo di battaglia e lo Stretto di Hormuz sono sotto il nostro controllo. Trump potrebbe avere l’intenzione di sbarcare truppe sull’isola iraniana di Kharg, ma non permetteremo che nemmeno un granello di polvere venga portato fuori dal nostro Paese”: lo ha dichiarato il vicecomandante della Marina delle Guardie Rivoluzionarie, Saeed Siahsarani, come riporta Irna.

“Non è possibile che le petroliere attraversino lo Stretto di Hormuz senza il permesso dell’Iran”, ha aggiunto.

“Se gli Usa e Trump commettono un errore, trasformeremo il Golfo Persico nel più grande cimitero acquatico per le forze americane”.

Libano, l’Idf: colpiti oltre 40 siti di Hezbollah nel sud del Paese

Le Forze di Difesa israeliane hanno dichiarato di aver colpito nelle ultime 24 ore oltre 40 siti infrastrutturali di Hezbollah in diverse aree del Libano meridionale, tra cui depositi di armi e strutture utilizzate per attività militari.

Secondo l’esercito, i siti venivano usati da Hezbollah per sferrare attacchi contro truppe e civili israeliani.

Le Forze di Difesa israeliane hanno inoltre affermato che alcuni militanti di Hezbollah sono stati uccisi e che sono stati colpiti anche lanciamissili puntati sul territorio israeliano.

Iran: Giappone partecipa a colloqui Hormuz, ma non a missione

Stanno emergendo ulteriori informazioni sull’incontro di oltre 40 ministri della Difesa che hanno discusso i piani postbellici per garantire il passaggio sicuro attraverso lo Stretto di Hormuz. La missione militare multinazionale sarà guidata da Regno Unito e Francia. Il ministro della Difesa giapponese Shinjiro Koizumi ha partecipato all’incontro e ha descritto la strategica via navigabile come un “bene pubblico internazionale”. Ha auspicato il ripristino della stabilità nello Stretto il prima possibile, ribadendo che affinché la missione multinazionale abbia successo, è fondamentale un “cessate il fuoco duraturo tra Stati Uniti e Iran”. Koizumi ha inoltre chiarito che la sua partecipazione ai colloqui non “implica la partecipazione del Giappone alla missione multinazionale”.

Iran:Usa offrono 15mln $ per informazioni su spedizioni petrolio

Il Dipartimento di Stato americano offre una ricompensa fino a 15 milioni di dollari per informazioni dettagliate sulle consegne di petrolio collegate al Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC) iraniano e ai suoi complici.Un comunicato stampa diffuso martedì dal programma “Rewards for Justice” del Dipartimento di Stato afferma che l’ingente somma viene offerta “a chiunque abbia informazioni sulle spedizioni di petrolio dell’IRGC, sulle petroliere o sulle entità coinvolte in tali trasferimenti illeciti di petrolio, o su attività o individui correlati”.

Iran: 6 petroliere cinesi attraversano stretto di Hormuz

Almeno sei petroliere di proprietà o gestite da aziende cinesi hanno attraversato lo Stretto di Hormuz martedì, nonostante la riduzione del traffico marittimo complessivo nella via d’acqua, secondo i dati di tracciamento delle navi. Lo riporta Iran International. I rapporti di tracciamento marittimo e di intelligence open-source hanno indicato che navi tra cui DEEPBLUE, APEX GAS, QUAR, STARWAY, AQUILA, YUAN HUA HU e la portanavi CIANG JIANG KOU hanno attraversato lo stretto martedì.

Iran: Sud Corea rivede partecipazione a missione Usa a Hormuz

Il ministro della Difesa sudcoreano Ahn Gyu-back ha comunicato al suo omologo statunitense che Seul sta rivedendo la partecipazione graduale all’iniziativa a guida statunitense nello Stretto di Hormuz. Lo riporta l’agenzia di stampa Yonhap.

Iran: Cina a Pakistan, intensificare gli sforzi di mediazione

Il ministro degli Esteri cinese Wang Yi ha chiesto al Pakistan di “intensificare” i suoi sforzi di mediazione tra Iran e Stati Uniti, ed ha espresso l’intenzione della Cina di continuare a sostenerlo, ha riferito l’agenzia Xinhua.

Libano: Hezbollah lancia 25 attacchi contro israeliani

Hezbollah afferma di aver lanciato martedì 25 attacchi contro personale e mezzi israeliani nel Libano meridionale. Sul “sito di al-Abad”, il gruppo ha dichiarato di aver colpito con successo un sistema di disturbo “Drone Dome”, due veicoli per le comunicazioni e un carro armato Merkava. Il gruppo ha inoltre affermato di aver respinto una colonna israeliana in avanzata, composta da un carro armato, due bulldozer e fanteria, a Wadi al-Ain e al-Bayyadah, utilizzando una combinazione di missili guidati e artiglieria pesante in tre ondate successive di attacchi. Il gruppo ha dichiarato di aver lanciato razzi e sciami di droni contro assembramenti di truppe israeliane vicino a Rashaf, al porto di Naqoura e al triangolo di al-Quzah.