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Guerra in Iran, la Russia ci sta guadagnando adesso ma potrebbe perderci molto in futuro. Putin disorientato

Così il Cremlino resta disorientato sugli attuali equilibri in Medio Oriente

Guerra in Iran, la Russia ci sta guadagnando adesso ma potrebbe perderci molto in futuro. Putin disorientato
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La Federazione Russa ha tratto vantaggi significativi dal conflitto tra Israele, Stati Uniti e Iran. In particolare, maggiori entrate derivanti dall’aumento dei prezzi del petrolio. Tuttavia, la mancanza di argomenti per influenzare il corso del conflitto è motivo di notevole preoccupazione per il Cremlino.

Sulla pubblicazione digitale per analisti geopolitici “Carnegie”, l’editorialista indipendente russo Nikita Smagin, esperto dell’antica Persia, di islamismo e Medio Oriente, racconta che Mosca ha cercato di intromettersi in questa situazione, fornendo droni e informazioni di intelligence sul campo di battaglia all’Iran. “Cosa la Russia intenda fare con l’influenza che potrebbe accumulare è una questione aperta” – scrive il giornalista. È possibile che nemmeno il Cremlino lo sappia con precisione, ma quel che conta è che Putin sta cercando un vantaggio a livello negoziale.

Fin dall’inizio del conflitto, i funzionari russi si sono detti disponibili a mediare tra le parti. Ma nessuno ha risposto, probabilmente fiutando la reale motivazione poc’anzi esposta. Ad ospitare i negoziati di pace è stato scelto il Pakistan, ponendo fine alle mire del leader russo, che, si trova, ora, in una situazione di svantaggio per tre motivi sostanziali: il consolato russo nella città di Isfahan è stato chiuso perché danneggiato dalle esplosioni; una chiesa ortodossa russa a Teheran è stata colpita; il porto di Bandar Anzali sul Mar Caspio, snodo importantissimo per gli scambi commerciali russo-iraniani, è stato distrutto.

In precedenza, quattro bombardamenti israelo-americani contro la centrale nucleare di Bushehr, gestita da tecnici russi della società nucleare statale Rosatom, che utilizza uranio a basso arricchimento di produzione russa, hanno costretto Vladimir Putin a far evaquare l’area da tutti i suoi concittadini.

Dopo il bombardamento di Bandar Anzali, un portavoce del Ministero degli Esteri russo protestò apertamente, affermando che la campagna israelo-americana stava danneggiando gli interessi economici della Russia. Di fatto, lo zar e i suoi luogotenenti possono solo strillare, perché, di fatto, Israele e Stati Uniti hanno estromesso la Federazione dall’Iran. Oltre al dato per cui, attraverso l’uso di droni autonomi dalla presenza di soldati sul campo, di nuova produzione, l’Ucraina ha riguadagnato chilometri di territorio, precedentemente conquistati dalle armate del Cremlino.

I paesi mediorientali spesso non condividono l’approccio occidentale nei confronti della Russia e continuano a considerare Mosca una potenza legittima con cui dialogare. I volumi commerciali sono cresciuti. Sono state pianificate nuove rotte di trasporto. Si sono compiuti sforzi per sviluppare nuovi modelli di cooperazione economica, immuni alle sanzioni occidentali.

La guerra in corso mette a rischio tali progetti. In Iran, la Russia ha in corso diverse importanti iniziative, tra cui il Corridoio di trasporto Nord-Sud e un importante polo del gas naturale. Mette inoltre a rischio le relazioni russe con gli Emirati Arabi Uniti. Gli scambi commerciali tra i due Paesi sono più che raddoppiati dal 2022. Merci soggette a sanzioni, come i microchip, vengono riportate in Russia attraverso gli Emirati Arabi Uniti; e le banche degli Emirati Arabi Uniti facilitano alcune transazioni estere russe. Ora, tutto questo sistema è ad alto rischio.

A questo punto, il regime ha ordinato di implementare la cooperazione militare con l’ Iran. Unico modo per evitare di rimanere spettatore passivo e danneggiato.

“A marzo – scrive “Carnegie” – la Russia ha iniziato a fornire all’Iran droni Geran (una versione modernizzata dei droni iraniani Shahed-136), segnando una nuova fase nelle relazioni di difesa tra i due Paesi. Dal 2022, la gamma di armamenti militari che la Russia è disposta a esportare in Iran si è progressivamente ampliata, includendo elicotteri d’attacco, veicoli blindati e armi leggere”.

Mosca ha anche condiviso informazioni di intelligence con Teheran nel tentativo di contribuire a guidare gli attacchi iraniani. Va detto che questo aiuto russo è limitato per entità e portata e il Cremlino sembra stia attentamente valutando i limiti di ciò che può fare senza provocare eccessiva ira da parte di Stati Uniti, Israele e Stati del Golfo. Inoltre, i regolari attacchi dei droni iraniani costringeranno gli Stati Uniti e i loro alleati a utilizzare intercettori che altrimenti sarebbero stati inviati in Ucraina per abbattere i missili russi.

Il semplice fatto che la Russia fornisca supporto all’Iran rappresenta un peso in politica estera che potrebbe rivelarsi utile in futuro.
Secondo il media americano Politico, Mosca avrebbe già suggerito a Washington di interrompere la condivisione di informazioni di intelligence con l’Iran se gli Stati Uniti e i loro alleati smettessero di fare lo stesso con l’Ucraina.

Mosca non è in grado, comunque, di influenzare l’esito del conflitto. Sicuramente, allora, vuole ritagliarsi un ruolo nei futuri negoziati, proprio come accadde con l’intervento russo nella guerra civile siriana. “In altre parole – conclude Smagin – Mosca sta coltivando risorse di politica estera e deciderà a suo piacimento come utilizzarle al meglio, a proprio vantaggio”. Sempre che non si creino ulteriori difficoltà in Ucraina che debbano impegnare forze, uomini e mezzi così ingenti da non poter farla reggere su più di quel fronte.