Punti chiave
- Trump: "In corso un cambio di regime in Iran"
- Trump: "Lo stretto di Hormuz riaprirà, forse controllato in modo congiunto"
- Trump: "Con Iran accordo su 15 punti"
- Trump annuncia di aver avuto colloqui molto buoni con l'Iran
- Iran: Pasdaran, se rete energetica attaccata risponderemo
- Iran: Idf, lanciati missili verso nord Israele
- Iran: raid contro sede emittente televisiva, almeno un morto
- Iran: due missili balistici lanciati contro Riyad
- Iran: capo Aie, 40 impianti energetici con danni gravi in M.O.
- Iran: Idf, raid aerei su Teheran contro obiettivi del regime
Donald Trump ha sostenuto, parlando con i giornalisti prima di partire per Memphis, che in Iran è in corso un cambio di regime. Il presidente ha poi ribadito che gli Stati Uniti e Israele “hanno eliminato la leadership” di Teheran.
Lo Stretto di Hormuz riaprirà molto presto “se questo funziona”. Lo ha detto Donald Trump riferendosi a un possibile accordo con l’Iran. “C’è una vera possibilità di raggiungere un accordo ma non garantisco nulla”, ha aggiunto il presidente aprendo alla possibilità che lo Hormuz sia controllato in modo congiunto, “forse da me” e da chiunque è l’ayatollah.
Donald Trump ha detto che l’Iran ha accettato di non avere l’arma nucleare. Parlando con i giornalisti prima di partire per Memphis il presidente ha inoltre precisato che è stato trovato l’accordo con Teheran su 15 punti, tra i quali appunto l’arma atomica.
Gli Stati Uniti rinviano gli attacchi all’Iran dopo colloqui “molto buoni e produttivi degli ultimi due giorni”. Lo afferma Donald Trump su Truth. Donald Trump ha dichiarato di aver dato istruzioni all’esercito statunitense di rinviare “tutti gli attacchi militari contro le centrali elettriche e le infrastrutture energetiche iraniane” in seguito a due giorni di “conversazioni molto positive e produttive” con l’Iran su “una completa e totale risoluzione delle nostre ostilità nel Medio Oriente”. Il presidente degli Stati Uniti ha affermato che la pausa durerà cinque giorni ed è subordinata al “successo degli incontri e delle discussioni in corso”.
I Guardiani della Rivoluzione iraniani sono tornati a minacciare dure rappresaglie in caso di bombardamenti ai suoi impianti energetici. “Avete attaccato i nostri ospedali noi no. Avete attaccato i nostri centri di soccorso, noi no. Avete attaccato le nostre scuole, noi no. Ma se attaccate la rete energetica, noi attaccheremo reti energetiche: risponderemo a qualsiasi minaccia con la stessa intensità”, si legge in una nota riportata dall’agenzia Isna.
È in corso un attacco missilistico iraniano contro il nord di Israele. Lo rende noto l’esercito israeliano aggiungendo di essere al lavoro per intercettare i missili lanciati da Teheran. “Poco fa, le Forze di Difesa Israeliane (IDF) hanno identificato missili lanciati dall’Iran verso il territorio dello Stato di Israele”, ha scritto l’esercito israeliano su Telegram. “I sistemi difensivi sono in funzione per intercettare la minaccia”. I media israeliani rendono noto che le sirene di avviso di lancio di razzi e missili sono state attivate in molte comunità del nord, tra cui Haifa e il Krayot.
Un raid su una sede di un’emittente televisiva nel sud dell’Iran ha causato almeno un morto e un ferito. Lo riporta la televisione di stato di Teheran. “Il trasmettitore AM da 100 kilowatt del Centro radiotelevisivo del Golfo Persico è stato attaccato dall’esercito terroristico sionista-americano”, ha riferito l’emittente statale della Repubblica islamica dell’Iran. “In questo attacco, che violava il diritto internazionale, un collega della sicurezza del centro è stato ucciso e un’altra persona è rimasta ferita”.
Due missili balistici sono stati lanciati verso Riyad. Lo rende noto il ministero della Difesa saudita, sottolineando che uno dei due missili è stato intercettato, mentre l’altro è caduto in una zona disabitata.
Almeno 40 impianti energetici in Medio Oriente sono stati “gravemente danneggiati” nel corso del conflitto tra Usa,Israele e Iran. Lo ha affermato Fatih Birol, Direttore Generale dell’Agenzia Internazionale dell’Energia.
L’esercito israeliano ha annunciato di aver lanciato “una massiccia ondata di attacchi aerei contro le infrastrutture governative iraniane a Teheran”. Secondo quanto dichiarato dall’Idf, gli attacchi sono diretti contro “infrastrutture legate al regime terroristico iraniano”.
Esplosioni in corso a Teheran. Lo riferisce Iran International, aggiungendo che le segnalazioni di forti boati provengono da parte di cittadini di diverse città iraniane, tra cui della capitale. Il sito di informazione sottolinea che una forte esplosione è stata udita a Teheran intorno alle 03:00 del mattino. Poco dopo, intorno alle 03:15, sono state segnalate tre forti esplosioni nella zona nord-est di Teheran e nei pressi dell’Università Imam Hossein. Allo stesso tempo, anche i cittadini della zona di Azgol hanno riferito di aver udito una forte esplosione accompagnata da una scossa. Si legge, inoltre, che sono state segnalate potenti esplosioni anche a Bushehr nei pressi della base aerea e dell’aeroporto.
L’economia globale è sotto “grave minaccia” a causa della crisi energetica provocata dalla guerra in Medio Oriente, ha dichiarato lunedì Fatih Birol, direttore generale dell’Agenzia Internazionale dell’Energia, avvertendo che “nessun Paese sarà immune” ai suoi effetti. “L’economia globale si trova oggi ad affrontare una minaccia gravissima e spero vivamente che questo problema venga risolto al più presto”, ha dichiarato Birol al National Press Club nella capitale australiana. “Nessun Paese sarà immune agli effetti di questa crisi se continuerà ad andare in questa direzione. Pertanto, è necessario uno sforzo globale”, ha sottolineato.
La guerra in Medio Oriente potrebbe portare il mondo ad affrontare “la peggiore crisi energetica degli ultimi decenni”. Lo ha affermato Fatih Birol, capo dell’Agenzia Internazionale dell’Energia, definendo la situazione “molto grave”. “Molti di noi ricordano le due crisi petrolifere consecutive degli anni ’70. In quel periodo, in ciascuna delle crisi, il mondo ha perso circa cinque milioni di barili al giorno, e in entrambe insieme, 10 milioni di barili al giorno”, ha dichiarato Birol al National Press Club nella capitale australiana. “Ad oggi, abbiamo perso 11 milioni di barili al giorno, quindi più di due grandi shock petroliferi messi insieme”, ha affermato.

