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Guerra in Iran, pedaggi fino a 2 milioni di dollari per le navi: il piano di Teheran per privatizzare lo stretto

L’Iran valuta l’introduzione di un pedaggio fino a 2 milioni di dollari per le navi che attraversano lo Stretto di Hormuz, segnando un possibile cambio di strategia

Guerra in Iran, pedaggi fino a 2 milioni di dollari per le navi: il piano di Teheran per privatizzare lo stretto
Liberia-flagged tanker Shenlong Suezmax, carrying crude oil from Saudi Arabia, that arrived clearing the Strait of Hormuz, is seen at the Mumbai Port in Mumbai, India, Thursday, March 12, 2026. (AP Photo/Rafiq Maqbool) Associate Press/ LaPresse Only Italy and Spain

L’Iran valuta l’introduzione di un pedaggio fino a 2 milioni di dollari per le navi che attraversano lo Stretto di Hormuz, segnando un possibile cambio di strategia nella gestione di uno dei passaggi marittimi più cruciali al mondo. Come riportato da HuffPost, l’obiettivo di Teheran non sarebbe quello di chiudere completamente lo stretto, ma di controllarne e monetizzarne il traffico, imponendo tasse e autorizzazioni selettive.

L’idea, sostenuta anche da esponenti del Parlamento iraniano, è quella di creare un nuovo regime di transito: le imbarcazioni, in particolare petroliere e navi cargo, dovrebbero ottenere un via libera preventivo e pagare per attraversare in sicurezza. Una linea che riflette la volontà della Repubblica Islamica di rafforzare la propria influenza su una rotta da cui passa circa un quinto dell’energia globale.

Nel frattempo, anche durante il conflitto, lo stretto non è completamente bloccato. Alcune navi continuano a transitare seguendo corridoi controllati nelle acque iraniane, sotto la supervisione dei Pasdaran, che verificano identità, carico e destinazione. Secondo le analisi citate, almeno una petroliera avrebbe già pagato il pedaggio richiesto.

La strategia iraniana punta così a un blocco selettivo, consentendo il passaggio solo ai traffici ritenuti compatibili con i propri interessi politici ed economici. Una mossa che sta già avendo effetti rilevanti sui mercati, soprattutto in Asia, più dipendente dal petrolio del Golfo, e che rischia di alimentare tensioni globali e rincari energetici.