Punti chiave
- Iran: Trump, dopo i ponti distruggeremo le centrali elettriche
- Iraq: premier, tolleranza zero per chi sequestra stranieri
- Iran: Cnn, metà lanciamissili e migliaia droni ancora intatti
- Iran: segnalati cinque siti impatto in Israele, no feriti
- Iran: lanciati missili, allarmi in centro-sud Israele
- Iran: Dubai smentisce attacco Pasdaran a data center Oracle
- Iran: 8 morti e 95 feriti in distruzione ponte vicino Teheran
- Iran: Idf, uccisi comandante unità missili e capo dip. petrolio
“Il nostro esercito, il più grande e potente (di gran lunga!) del mondo, non ha ancora iniziato a distruggere ciò che resta dell’Iran. I ponti saranno i prossimi, poi le centrali elettriche! La leadership del Nuovo Regime sa cosa bisogna fare, e deve farlo in fretta!”. E’ il messaggio postato sul social Truth dal presidente Usa Donald Trump.
Il primo ministro iracheno Mohammed Shia Al Sudani ha annunciato una politica di tolleranza zero nei confronti dei gruppi coinvolti in attacchi contro istituzioni nazionali vitali e missioni diplomatiche e nel rapimento di cittadini stranieri. Lo ha riferito il governo di Baghdad dopo un incontro di alto livello del capo di governo con funzionari dell’intelligence. Mercoledì in centro a Baghdad è stata rapita la giornalista americana Shelly Kittleson, collaboratrice anche di media italiani
Circa la metà dei lanciamissili iraniani è ancora intatta e migliaia di droni d’attacco rimangono nell’arsenale del regime, nonostante i continui bombardamenti statunitensi e israeliani che vanno avanti da cinque settimane. Sono le recenti valutazioni dell’intelligence Usa rilanciate dalla Cnn, che ha citato tre fonti a conoscenza dei fatti. In queste cifre, ha precisato l’emittente, potrebbero essere inclusi lanciatori attualmente inaccessibili perché bloccati sottoterra dai raid di Usa e Israele. Secondo le fonti, le capacità offensive dell’Iran non sono state completamente neutralizzate e la Repubblica islamica è ancora “pronta a scatenare il caos” nella regione.
In Israele sono stati segnalati cinque siti di impatto dopo l’attacco missilistico iraniano. I soccorritori sono stati inviati sul posto ma finora non sono stati registrati feriti. Secondo Channel 12, almeno un missile aveva una testata con bombe a grappolo. Tra le aree segnalate, Tel Aviv, Givat Shmuel e Bnei Brak. In quest’ultima zona sarebbe caduto un frammento di missile intercettore. Danni ad auto a Petak Tikva.
Le forze armate israeliane hanno rilevato il lancio di missili dall’Iran verso Israele. Allarmi sono scattati nella zona costiera, l’area di Tel Aviv, in Cisgiordania e nel sud del Negev
Il governo di Dubai ha smentito l’attacco iraniano a un data center di Oracle. La notizia era stata data dai Guardiani della Rivoluzione islamica che avevano rivendicato un raid contro la struttura negli Emirati e un altro a un centro di cloud computing di Amazon in Bahrein.
Otto persone sono morte e altre 95 sono rimaste ferite nella distruzione del ponte B1 a Teheran da parte degli Usa. Lo hanno riferito i media statali iraniani, citando le autorità locali del governatorato di Alborz. Il presidente Usa Donald Trump ha fatto riferimento all’attacco in un post sui social media, affermando che “seguiranno ulteriori sviluppi”. La struttura collegava Teheran a Karaj, nodo strategico per la mobilità dell’area metropolitana.
Le forze armate israeliane hanno annunciato di aver eliminato Makram Atimi, comandante dell’Unità Missilistica Balistica nell’area di Kermanshah, nell’Iran occidentale, responsabile dei lanci verso Israele. Sono stati uccisi anche diversi comandanti di battaglione dell’unità missilistica balistica responsabile di decine di lanci contro Israele dall’Iran nord-occidentale. Inoltre, l’Idf ha fatto sapere di aver ucciso, all’inizio della settimana, il comandante del quartier generale del petrolio, Jamshid Eshaqi, in un attacco mirato a Teheran

