Punti chiave
- Media Usa, tratto in salvo uno dei due piloti dell'F-15 in Iran
- Pechino e Mosca chiedono il cessate il fuoco immediato nel Golfo
- Unifil, tre caschi blu feriti nel Sud del Libano
- Iran, catturato pilota Usa F-35 distrutto
- Iran, Teheran: "Distruggere ponti è crimine guerra degno Isis"
- Iran, danneggiato un impianto di energia e dissalazione
- Iran, portacontainer francese è passata dallo stretto di Hormuz
- Iran: Teheran, abbattuto un secondo caccia F35 americano
- Iran: Kuwait, incendi in raffineria attaccata da droni
- Iran: Trump, dopo i ponti distruggeremo le centrali elettriche
Uno dei due piloti del caccia Usa F-15E abbattuto in Iran è stato tratto in salvo dalle forze americane. Lo hanno confermato a CBS News due funzionari americani. L’F-15E è un velivolo con un equipaggio di due persone. La missione di ricerca e soccorso continua per trovare il secondo membro dell’equipaggio come riferito da una fonte israliana e un’altra a conoscenza della situazione ad Axios.
Il presidente russo Vladimir Putin e il suo omologo turco Recep Tayyip Erdogan hanno concordato sull’esigenza di un “immediato cessate il fuoco” nel Golfo Persico durante un colloquio telefonico avuto oggi. Lo riferisce il Cremlino, citato dalla Tass.
Tre peacekeeper di Unifil sono rimasti feriti dopo un’esplosione in una delle postazioni della missione nel sud del Libano. “Questo pomeriggio, un’esplosione all’interno di una postazione Onu… ha ferito tre caschi blu, due dei quali in modo grave. Sono tutti attualmente in fase di evacuazione verso l’ospedale. Non conosciamo ancora l’origine dell’esplosione”, ha dichiarato la portavoce Kandice Ardiel. Un soldato indonesiano della forza di pace era stato ucciso domenica e altri due il giorno successivo nel sud del Libano, vicino al confine israeliano.
Il pilota dell’F-35 americano abbattuto dalle forze iraniane e’ stato catturato. Lo scrivono i media iraniani. Secondo l’agenzia Tasnim, dopo che le Guardie Rivoluzionarie hanno distrutto il caccia, il pilota si e’ eiettato ed e’ caduto in territorio iraniano.
Secondo altre fonti, sia le forze iraniane sia quelle Usa stanno ancora cercando di rintracciare l’equipaggio dell’F-35. I media iraniani hanno mostrato immagini di due elicotteri e un aereo C-130 Hercules americani in volo a bassissima quota sull’Iran.
L’Iran ha condannato la distruzione del più grande ponte del Paese, di cui il presidente americano Donald Trump si è fatto vanto ieri con un post su Truth. “Distruggere grandi ponti che si ergono maestosi a testimonianza dell’ingegno, della dedizione e dell’impegno instancabile degli ingegneri e degli operai iraniani, non rende grandi coloro che li distruggono”, si legge in un post del portavoc edel ministero degli Esteri, Esmaeil Baqaei.
“Questo crimine di guerra terroristico in stile Isis, insieme ad attacchi simili contro le infrastrutture critiche di Iran, rivela una verità innegabile: il loro obiettivo finale è la distruzione dell’Iran, un obiettivo che perseguono incessantemente da quasi cinque decenni attraverso pressioni politiche e campagne diffamatorie, sanzioni economiche e l’assassinio dei più brillanti scienziati ed esperti iraniani”, ha sottolineato. “Eppure l’Iran è più alto, più fiero e più grande che mai”, ha assicurato.
L’Iran ha attaccato all’alba di oggi un impianto di produzione di energia e dissalazione dell’acqua in Kuwait. A quanto riferito dal ministero dell’Elettricita’, citato dall’agenzia Kuna, il raid ha provocato danni materiali al sito.
Un portacontainer del gruppo francese Cma-Cmg è passato dallo stretto di Hormuz nel pomeriggio di ieri, per uscire dal Golfo, ha reso noto l’emittente Bfmtv che fa capo al gruppo. Nel segnale di navigazione la Kribi con bandiera di Malta ha precisato di “avere un proprietario francese”, come precisa il sito di tracciamento MarineTraffic.
Questa mattina la nave si trova al largo di Muscat. Lo stretto è di fatto chiuso dall’inizio della guerra in Medio Oriente. Sono passate una ventina di navi, nessuna fino a ora di un Paese occidentale, dopo una autorizzazione, e spesso il pagamento di una tassa, di Teheran.
L’Iran afferma di aver abbattuto un secondo caccia F-35 americano. Secondo l’agenzia di stampa Fars, vicina ai Pasadran, le Guardie Rivoluzionarie iraniane (IGRC) affermano di aver abbattuto un secondo F-35 americano mentre sorvolava l’Iran centrale. Il messaggio, rilanciato da Al Jazeera, afferma che il caccia è stato “completamente distrutto e precipitato” e che non si hanno notizie del pilota a causa dei gravi danni subiti dal velivolo. L’agenzia di stampa iraniana Mehr ha affermato, in un messaggio su Telegram, che è improbabile che il pilota fosse riuscito a lasciare il velivolo a causa della “violenta esplosione” provocata dall’impatto.
Fiamme nella raffineria di Mina Al-Ahmadi, in Kuwait, dopo l’attacco di droni. Lo ha riferito Sky News Arabia citando la Kuwait Petroleum Corporation secondo la quale le squadre stanno lavorando per contenere gli incendi in diverse unità operative e impedirne la propagazione. L’azienda ha confermato che non si sono registrate vittime.
“Il nostro esercito, il più grande e potente (di gran lunga!) del mondo, non ha ancora iniziato a distruggere ciò che resta dell’Iran. I ponti saranno i prossimi, poi le centrali elettriche! La leadership del Nuovo Regime sa cosa bisogna fare, e deve farlo in fretta!”. E’ il messaggio postato sul social Truth dal presidente Usa Donald Trump.
Il primo ministro iracheno Mohammed Shia Al Sudani ha annunciato una politica di tolleranza zero nei confronti dei gruppi coinvolti in attacchi contro istituzioni nazionali vitali e missioni diplomatiche e nel rapimento di cittadini stranieri. Lo ha riferito il governo di Baghdad dopo un incontro di alto livello del capo di governo con funzionari dell’intelligence. Mercoledì in centro a Baghdad è stata rapita la giornalista americana Shelly Kittleson, collaboratrice anche di media italiani
Circa la metà dei lanciamissili iraniani è ancora intatta e migliaia di droni d’attacco rimangono nell’arsenale del regime, nonostante i continui bombardamenti statunitensi e israeliani che vanno avanti da cinque settimane. Sono le recenti valutazioni dell’intelligence Usa rilanciate dalla Cnn, che ha citato tre fonti a conoscenza dei fatti. In queste cifre, ha precisato l’emittente, potrebbero essere inclusi lanciatori attualmente inaccessibili perché bloccati sottoterra dai raid di Usa e Israele. Secondo le fonti, le capacità offensive dell’Iran non sono state completamente neutralizzate e la Repubblica islamica è ancora “pronta a scatenare il caos” nella regione.
In Israele sono stati segnalati cinque siti di impatto dopo l’attacco missilistico iraniano. I soccorritori sono stati inviati sul posto ma finora non sono stati registrati feriti. Secondo Channel 12, almeno un missile aveva una testata con bombe a grappolo. Tra le aree segnalate, Tel Aviv, Givat Shmuel e Bnei Brak. In quest’ultima zona sarebbe caduto un frammento di missile intercettore. Danni ad auto a Petak Tikva.
Le forze armate israeliane hanno rilevato il lancio di missili dall’Iran verso Israele. Allarmi sono scattati nella zona costiera, l’area di Tel Aviv, in Cisgiordania e nel sud del Negev
Il governo di Dubai ha smentito l’attacco iraniano a un data center di Oracle. La notizia era stata data dai Guardiani della Rivoluzione islamica che avevano rivendicato un raid contro la struttura negli Emirati e un altro a un centro di cloud computing di Amazon in Bahrein.
Otto persone sono morte e altre 95 sono rimaste ferite nella distruzione del ponte B1 a Teheran da parte degli Usa. Lo hanno riferito i media statali iraniani, citando le autorità locali del governatorato di Alborz. Il presidente Usa Donald Trump ha fatto riferimento all’attacco in un post sui social media, affermando che “seguiranno ulteriori sviluppi”. La struttura collegava Teheran a Karaj, nodo strategico per la mobilità dell’area metropolitana.
Le forze armate israeliane hanno annunciato di aver eliminato Makram Atimi, comandante dell’Unità Missilistica Balistica nell’area di Kermanshah, nell’Iran occidentale, responsabile dei lanci verso Israele. Sono stati uccisi anche diversi comandanti di battaglione dell’unità missilistica balistica responsabile di decine di lanci contro Israele dall’Iran nord-occidentale. Inoltre, l’Idf ha fatto sapere di aver ucciso, all’inizio della settimana, il comandante del quartier generale del petrolio, Jamshid Eshaqi, in un attacco mirato a Teheran

