Punti chiave
- Iran, Trump: "Teheran faccia accordo prima che sia troppo tardi"
- Iran, Unifil: "Colpito quartier generale contingente italiano in Libano, no feriti ma lievi danni"
- Iran, Teheran lavora con l’Oman a un protocollo per monitorare lo stretto di Hormuz
- Iran: i Pasdaran colpiscono un cloud Amazon in Bahrein
- Iran: distrutto il ponte B1 a Teheran, il più alto del Paese
- Iran, Putin sente Bin Salman: "Maggiore impegno per pace"
- Iran, Meloni sente Starmer: "Garantire le rotte commerciali"
- L'Austria annuncia di aver rifiutato le richieste Usa di sorvolo
- Starmer sente Meloni: "Urgente de-escalation in Medio Oriente"
- Ambasciata Usa in Iraq, "rischio attacchi da milizie a Baghdad in 24-48 ore"
“E’ ora che l’Iran faccia un accordo, prima che sia troppo tardi e che non rimanga più nulla di quello che potrebbe ancora diventare un grande Paese”. Lo ha scritto il presidente americano Donald Trump su Truth Social condividendo su ‘X’ un video sul raid aereo che ha fatto crollare il ponte Teheran-Karaj. ”Il ponte più grande dell’Iran crolla, per non essere mai più utilizzato, e molto altro seguirà!”, ha commentato Trump.
“Questo pomeriggio un razzo, la cui origine è ancora in fase di accertamento, ha colpito la base di Shama, quartier generale del contingente italiano e del settore Ovest di Unifil. Non si registrano feriti tra i militari italiani. Si segnalano soltanto lievi danni alle infrastrutture”. Lo riferisce in una nota di Unifil. “Il ministro Guido Crosetto è in contatto con il Capo di Stato Maggiore della Difesa, con il comandante del Covi e con il comandante del contingente italiano – conclude – per ricevere aggiornamenti costanti sulla situazione e sulle condizioni del personale”.
L’Iran sta elaborando un protocollo con l’Oman per monitorare il traffico nello Stretto di Hormuz. Lo ha riferito il vice ministro degli Esteri iraniano Kazem Gharibabadi, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa statale Irna e ripreso da Iran International.
Il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie iraniane ha affermato di aver preso di mira un centro di cloud computing di Amazon in Bahrein come rappresaglia per gli attacchi contro l’Iran. Lo riportano i media statali iraniani.
Raid aerei attribuiti a Stati Uniti e Israele hanno colpito il ponte B1, una nuova infrastruttura inaugurata recentemente e considerata dai media iraniani la piu’ alta del Medio Oriente, causando feriti e danni nella zona di Karaj. Secondo fonti iraniane, tra cui l’agenzia Fars, l’attacco ha interessato la struttura autostradale che collega Teheran a Karaj, nodo strategico per la mobilita’ dell’area metropolitana. L’infrastruttura era stata aperta solo all’inizio dell’anno, aumentando il valore simbolico e operativo dell’obiettivo.
Il presidente russo Vladimir Putin e il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman hanno avuto una conversazione telefonica durante la quale hanno chiesto “un maggiore impegno” per porre rapidamente fine al conflitto in Medio Oriente. Lo riferisce una nota del Cremlino.
“Entrambe le parti hanno sottolineato la necessità di porre fine rapidamente alle ostilità e di intensificare gli sforzi politici e diplomatici per raggiungere una soluzione duratura del conflitto”, ha dichiarato la presidenza russa. La conversazione si è svolta pochi giorni dopo la firma di un accordo di cooperazione in materia di difesa tra Ucraina e Arabia Saudita, incentrato in particolare sul contrasto ai droni iraniani.
“Nel sottolineare l’interesse della comunità internazionale alla piena tutela della libertà di navigazione, Meloni e Starmer hanno concordato di mantenere un costante coordinamento per iniziative volte alla de-escalation e a garanzia della sicurezza delle rotte commerciali nell’area”. E’ quanto si legge in una nota di Palazzo Chigi che parla della conversazione telefonica tra la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il premier britannico, Keir Starmer.
L’Austria afferma di aver rifiutato tutte le richieste statunitensi di sorvolare il suo territorio. Lo fa sapere il governo.
L’urgenza di “una de-escalation” in Medio Oriente è stata sottolineata oggi in una conversazione fra il premier britannico Keir Sarmer e la collega italiana Giorgia Meloni di cui dà conto Downing Street. Colloquio svoltosi a margine del vertice ministeriale virtuale odierno presieduto da Londra sul dossier dello Stretto di Hormuz e sullo sfondo della guerra fra Usa-Israele e Iran.
L’ambasciata statunitense a Baghdad ha esortato i cittadini americani a lasciare l’Iraq, avvertendo che “milizie filo-iraniane” potrebbero compiere attacchi nel centro di Baghdad entro 24-48 ore. Lo si legge sul profilo X della rappresentanza Usa nella capitale irachena
L’esercito iraniano ha promesso attacchi “devastanti” contro Stati Uniti e Israele dopo le minacce di Trump. “Non sapete nulla delle vaste e strategiche capacità della Repubblica islamica e dovrete pagare il prezzo dell’aggressione che avete scatenato”, ha affermato il portavoce del quartier generale del comando militare di Teheran, Ibrahim Zolfaghari. “Questa guerra continuerà fino alla vostra definitiva e permanente umiliazione, al vostro pentimento e alla vostra resa – ha assicurato – Nel prosieguo dei colpi forti e inimmaginabili che avete ricevuto finora, aspettatevi azioni ancora più devastanti, ampie e distruttive da parte nostra”.
Gli Stati del Golfo stanno valutando la possibilità di costruire nuovi gasdotti e oleodotti per aggirare lo Stretto di Hormuz. È quanto ha riportato il Financial Times, citando fonti ufficiali ed esperti del settore energetico, secondo i quali questa rappresenta l’unica soluzione per ridurre la vulnerabilità dei Paesi della regione di fronte alle interruzioni di flusso nello Stretto cruciale, controllato dall’Iran. Tuttavia, si tratti di progetti costosi, politicamente complessi e con lunghi tempi di realizzazione.
L’esercito israeliano ha dichiarato di aver respinto un altro attacco missilistico iraniano, il quarto in sei ore. Le forze israeliane “hanno identificato missili lanciati dall’Iran verso lo Stato di Israele” e “i sistemi di difesa sono in funzione per intercettare la minaccia”, secondo un comunicato militare diffuso mentre le sirene antiaeree risuonavano in diverse zone del nord di Israele. Non si segnalano vittime, secondo i servizi di emergenza israeliani.
Hezbollah ha rivendicato la responsabilità di attacchi missilistici e con droni nel nord di Israele. In dichiarazioni separate, il movimento filo-iraniano, che ha trascinato il Libano nella guerra in Medio Oriente all’inizio di marzo, ha affermato di aver preso di mira soldati israeliani posizionati in due punti della zona di confine con missili e di aver attaccato un villaggio israeliano con droni. L’allarme è scattato in queste aree, ha indicato il Comando dell’Aeronautica israeliana.
Le difese aeree di Israele hanno reagito a un attacco missilistico iraniano, poco dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha tenuto il suo discorso alla nazione. Lo ha dichiarato l’esercito israeliano, che in un comunicato ha sottolineato di aver “identificato missili lanciati dall’Iran verso il territorio dello Stato di Israele” per la terza volta in poco più di tre ore, aggiungendo che “i sistemi di difesa sono in funzione per intercettare la minaccia”. Le sirene antiaeree hanno suonato in tutto il nord di Israele, secondo il Comando del Fronte Interno dell’esercito, e non ci sono state segnalazioni immediate di vittime o danni.

