Punti chiave
- Ambasciata Usa in Iraq, "rischio attacchi da milizie a Baghdad in 24-48 ore"
- Iran: esercito, "attacchi devastanti" a Usa e Israele
- Iran: Ft, Paesi Golfo pensano nuovi oleodotti per evitare Hormuz
- Iran: Idf, diversi attacchi missilistici su Israele
- Israele: Hezbollah ha rivendicato attacchi con droni nel nord
- Iran: Idf, attive difese aree contro attacco missilistico
L’ambasciata statunitense a Baghdad ha esortato i cittadini americani a lasciare l’Iraq, avvertendo che “milizie filo-iraniane” potrebbero compiere attacchi nel centro di Baghdad entro 24-48 ore. Lo si legge sul profilo X della rappresentanza Usa nella capitale irachena
L’esercito iraniano ha promesso attacchi “devastanti” contro Stati Uniti e Israele dopo le minacce di Trump. “Non sapete nulla delle vaste e strategiche capacità della Repubblica islamica e dovrete pagare il prezzo dell’aggressione che avete scatenato”, ha affermato il portavoce del quartier generale del comando militare di Teheran, Ibrahim Zolfaghari. “Questa guerra continuerà fino alla vostra definitiva e permanente umiliazione, al vostro pentimento e alla vostra resa – ha assicurato – Nel prosieguo dei colpi forti e inimmaginabili che avete ricevuto finora, aspettatevi azioni ancora più devastanti, ampie e distruttive da parte nostra”.
Gli Stati del Golfo stanno valutando la possibilità di costruire nuovi gasdotti e oleodotti per aggirare lo Stretto di Hormuz. È quanto ha riportato il Financial Times, citando fonti ufficiali ed esperti del settore energetico, secondo i quali questa rappresenta l’unica soluzione per ridurre la vulnerabilità dei Paesi della regione di fronte alle interruzioni di flusso nello Stretto cruciale, controllato dall’Iran. Tuttavia, si tratti di progetti costosi, politicamente complessi e con lunghi tempi di realizzazione.
L’esercito israeliano ha dichiarato di aver respinto un altro attacco missilistico iraniano, il quarto in sei ore. Le forze israeliane “hanno identificato missili lanciati dall’Iran verso lo Stato di Israele” e “i sistemi di difesa sono in funzione per intercettare la minaccia”, secondo un comunicato militare diffuso mentre le sirene antiaeree risuonavano in diverse zone del nord di Israele. Non si segnalano vittime, secondo i servizi di emergenza israeliani.
Hezbollah ha rivendicato la responsabilità di attacchi missilistici e con droni nel nord di Israele. In dichiarazioni separate, il movimento filo-iraniano, che ha trascinato il Libano nella guerra in Medio Oriente all’inizio di marzo, ha affermato di aver preso di mira soldati israeliani posizionati in due punti della zona di confine con missili e di aver attaccato un villaggio israeliano con droni. L’allarme è scattato in queste aree, ha indicato il Comando dell’Aeronautica israeliana.
Le difese aeree di Israele hanno reagito a un attacco missilistico iraniano, poco dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha tenuto il suo discorso alla nazione. Lo ha dichiarato l’esercito israeliano, che in un comunicato ha sottolineato di aver “identificato missili lanciati dall’Iran verso il territorio dello Stato di Israele” per la terza volta in poco più di tre ore, aggiungendo che “i sistemi di difesa sono in funzione per intercettare la minaccia”. Le sirene antiaeree hanno suonato in tutto il nord di Israele, secondo il Comando del Fronte Interno dell’esercito, e non ci sono state segnalazioni immediate di vittime o danni.

