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Guerra in Iran, Teheran e l’Oman trattano la riapertura di Hormuz senza coinvolgere gli Usa. Esplosioni nello stretto. Live

Negoziati tra Stati Uniti e il regime fermi

Guerra in Iran, Teheran e l’Oman trattano la riapertura di Hormuz senza coinvolgere gli Usa. Esplosioni nello stretto. Live
Guerra in Iran, gli aggiornamenti del 6 agosto
Hormuz nel caos
Inizio diretta: 06/08/26 05:00
Fine diretta: 06/08/26 21:00
Iran: Trump smentisce carenza munizioni, 'parole da traditori'

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha smentito che le forze americane soffrano di carenza di munizioni e ha accusato di “tradimento” chi ha messo in giro queste voci. “Gli Stati Uniti possiedono enormi quantità di ‘munizioni’, soprattutto di certi tipi. Inoltre, grandi quantità vengono prodotte e spedite negli Stati Uniti secondo necessità”, ha scritto Trump su Truth Social, “le aziende del settore della difesa stanno costruendo il maggior numero di impianti e fabbriche nella storia del nostro Paese”.  “Gli ‘spifferatori’ di queste dichiarazioni da traditori stanno venendo braccati. Saranno richieste lunghe pene detentive!”, ha aggiunto il presidente americano.

Libano: Idf, due soldati morti e quattro feriti in esplosione

Due soldati israeliani di riserva sono stati uccisi e quattro sono rimasti gravemente feriti dopo essere stati colpiti da un ordigno esplosivo nella città di Majdal Zoun, nel Libano meridionale. Lo riferisce il “Times of Israel” che cita l’Idf.
Secondo una prima indagine dell’esercito israeliano, intorno a mezzogiorno di ieri, le truppe della brigata di riserva sono entrate in un edificio a Majdal Zoun, nel corso di operazioni volte a demolire le infrastrutture di Hezbollah. Nel momento in cui sono entrati nell’edificio, si è verificata un’esplosione che ha causato la morte e il ferimento dei militari.

M.O.: Houthi, attaccata una seconda petroliera saudita

Secondo i dati forniti da un portavoce militare Houthi, queste sono state l’ottava e la nona petroliera saudita prese di mira dall’inizio del blocco il mese scorso. Il gruppo “ha preso di mira con successo la petroliera saudita Wafa nel nord del Mar Rosso, al largo della costa di Yanbu, con una serie di missili balistici”, ha detto Yahya Saree, in una dichiarazione video. In una dichiarazione successiva, Saree ha affermato che i ribelli hanno preso di mira la “petroliera saudita Daisy nel Golfo di Aden con un missile balistico”, riferendosi alla via d’acqua che collega al Mar Rosso. Gli Houthi hanno dichiarato che intensificheranno gli attacchi nel Mar Rosso settentrionale perché l’Arabia Saudita sta dirottando lì le sue petroliere dal sud in risposta al loro blocco.

Iran: Pezeshkian, comunicare con Khamenei è molto difficile

“Comunicare con Mojtaba Khamenei è molto difficile adesso, ma la sua presenza è per noi una significativa fonte di forza, permettendoci di portare avanti il ​​processo”, ha detto il presidente iraniano Masoud Pezeshkian in un’intervista. “Negli eventi da loro avviati, in merito al messaggio da lui lanciato affermando che, pur essendo fondamentalmente contrario, ora avrebbe permesso che prendesse forma, un gruppo di persone in cerca di divisione ha cercato di riaprire quella spaccatura per perseguire i propri programmi di parte, ingigantindo costantemente la questione. Ciò che ha detto sua Eminenza era del tutto corretto. Aveva una prospettiva; nella conclusione raggiunta in quello stesso consiglio, gli è stata recentemente presentata una relazione, ed egli ha dichiarato che se avesse ricevuto i tre quarti dei voti, l’avrebbe accettata. In realtà ha ricevuto 12/13 dei voti e lui ha accettato. Questo atto di accettare il parere di un esperto e decidere di conseguenza è stato trasformato da alcuni in una scusa per creare divisione e fare affermazioni ingiuste e disoneste, tentando di ritrarre gli altri sotto una certa luce”.

Oman: Greenpeace, perdita petrolio da nave minaccia area naturale

Oman a rischio catastrofe ambientale per una fuoriuscita di petrolio trasportato da una nave sospettata di far parte della “flotta fantasma” russa. Lo rendono noto Greenpeace e l’Ong olandese Pax che stanno monitorando l’imbarcazione, ferma da oltre un mese vicino all’isola di al-Qibliyah, al largo della costa meridionale dell’Oman. Un’area che fa parte di una riserva naturale. Le immagini satellitari verificate dall’Afp mostrano un’ampia chiazza che sembra corrispondere a una fuoriuscita di petrolio. La petroliera è stata danneggiata da tre esplosioni di origine incerta il 6 giugno e l’acqua si è riversata nella cabina di comando e nella sala pompe, mettendo fuori uso il motore e il timone.

M.O.: petroliera segnala esplosioni nello Stretto di Hormuz

Una petroliera ha comunicato di aver udito delle esplosioni mentre transitava nello Stretto di Hormuz, nei pressi dell’Oman. Lo ha reso noto l’agenzia marittima britannica, Ukmto. “Il comandante di una petroliera ha segnalato di aver udito due esplosioni durante il transito nello Stretto di Ormuz”, ha scritto su X l’United Kingdom Maritime Trade Operations (Ukmto), un incidente avvenuto a circa 16 km a sud-est di Kumzar. “Il rapporto conferma che l’equipaggio e la nave sono al sicuro. Non sono stati segnalati danni ambientali», ha aggiunto l’Ukmto.