Punti chiave
- Iran: Teheran, anche se stop blocco no trattative su nucleare
- Libano: Onu, 117 mila sfollati interni in 631 rifugi collettivi
- Iran: richiamato a Washington ambasciatore Usa in Israele
- Iran: agenzia Tasnim, non ci saranno colloqui in Pakistan
- Iran: Pasdaran, se Paesi Golfo con Usa addio a loro petrolio
- Iran: Trump, continuano blocco navale e tregua
L’Iran ha chiarito che non intende trattare con gli Stati Uniti dei suoi programmi nucleare e missilistico, anche fosse tolto il blocco navale a Hormuz. “Anche se il blocco fosse revocato, la nostra partecipazione ai negoziati deve essere subordinata alla condizione che non vengano sollevate questioni che violino la nostra indipendenza e dignità, prime fra tutte le nostre capacità difensive e missilistiche, nonché le nostre capacità e conoscenze nucleari”, ha spiegato la televisione di Stato, voce ufficiale del regime. “Il rifiuto di negoziare sulle nostre capacità missilistiche, di difesa e nucleari significa condurre trattative dignitose, e l’insistenza del nostro team negoziale su questa posizione onorevole e di forza costituisce una garanzia”, ha sottolineato Irib tv.
Nelle prime 48 ore dopo l’entrata in vigore del cessate il fuoco tra Israele e Libano, migliaia di libanesi hanno lasciato temporaneamente i rifugi per verificare se fosse possibile tornare nelle proprie case. Lo ha dichiarato il portavoce dell’Onu, Stephane Dujarric. “Ad oggi, più di 117 mila sfollati interni in Libano si trovano in 631 rifugi collettivi”, ha aggiunto. “Dietro questi numeri ci sono famiglie che continuano a lottare per soddisfare i bisogni più basilari, a testimonianza dell’urgenza della situazione umanitaria nel Paese”, ha ricordato.
L’ambasciatore statunitense in Israele, Mike Huckabee, è stato richiamato a Washington per colloqui urgenti sulla situazione con l’Iran, secondo quanto riportato dalla tv israeliana Canale 12. La notizia giunge mentre il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump annuncia la proroga del cessate il fuoco temporaneo con l’Iran fino a quando Teheran non presenterà una proposta unitaria per un accordo.
L’Iran ha rifiutato di partecipare ai colloqui in Pakistan, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa semi-ufficiale Tasnim, che cita uno dei suoi corrispondenti. L’agenzia iraniana ha affermato che la decisione è stata presa dopo che gli Stati Uniti non hanno fatto marcia indietro sulle loro “richieste eccessive” negli ultimi giorni. “Per questo motivo, l’Iran ha infine annunciato oggi che, vista la situazione, considera la partecipazione ai negoziati una perdita di tempo, poiché gli Stati Uniti stanno ostacolando qualsiasi accordo adeguato. Pertanto, l’Iran non intratterrà alcun dialogo con gli americani”, ha scritto Tasnim. L’Iran ha comunicato la propria posizione al Pakistan e ha informato i mediatori che domani non sarà presente nel Paese, ha riferito l’agenzia. Non è stato possibile – scrive Al Jazeera – verificare in modo indipendente la veridicità della notizia.
Le Guardie della rivoluzione iraniana hanno minacciato, poco prima dello scadere della tregua con gli Stati Uniti, di azzerare la produzione petrolifera dei Paesi del Golfo in caso di attacco contro l’Iran dal loro suolo. “I nostri vicini del sud devono sapere che se il loro territorio e le loro strutture vengono messe al servizio dei nemici per attaccare la nazione iraniana, possono dire addio alla produzione petrolifera nel Medio Oriente”, ha avvertito il comandante della Forza aerospaziale del Corpo dei Guardiani, Majid Moussavi, citato dall’agenzia Fars.
“Considerato il grave stato di frammentazione del governo iraniano, cosa peraltro non inaspettata, e su richiesta del feldmaresciallo Asim Munir e del primo ministro Shehbaz Sharif del Pakistan, ci è stato chiesto di sospendere l’attacco all’Iran fino a quando i suoi leader e rappresentanti non presenteranno una proposta unitaria. Ho pertanto ordinato alle nostre forze armate di proseguire il blocco e, per il resto, di rimanere pronte e operative, estendendo di conseguenza il cessate il fuoco fino a quando la loro proposta non sarà presentata e le discussioni non saranno concluse, in un modo o nell’altro”. Lo scrive il Presidente degli Stati Uniti, Doinald Trump.

