Punti chiave
- Iran, Marina: "Pianificato invio 4 navi (2 cacciamine) a Hormuz"
- Media Iran: "I pasdaran hanno colpito una terza nave a Hormuz"
- Iran: Guterres, proroga tregua passo verso de-escalation
- Iran: ira Trump per editoriale Wsj, "Nessuno mi ritiene allocco"
- Iran: Teheran, anche se stop blocco no trattative su nucleare
- Libano: Onu, 117 mila sfollati interni in 631 rifugi collettivi
- Iran: richiamato a Washington ambasciatore Usa in Israele
- Iran: agenzia Tasnim, non ci saranno colloqui in Pakistan
- Iran: Pasdaran, se Paesi Golfo con Usa addio a loro petrolio
- Iran: Trump, continuano blocco navale e tregua
“La pianificazione prudenziale che ha fatto il capo di Stato maggiore della difesa prevede un gruppo basato su due cacciamine con un’unita’ di scorta e con un’unita’ logistica che ci permette di aumentare il periodo”. Cosi’ il capo di Stato maggiore della Marina militare, Giuseppe Berutti Bergotto, a Cinque Minuti su Rai1, parlando della possibile missione italiana nello stretto di Hormuz.
“Noi siamo il Paese di riferimento nel campo dello sminamento – ha detto l’ammiraglio – questo da sempre: noi abbiamo sviluppato questa capacita’ fin dopo la seconda guerra mondiale. Abbiamo la tecnologia, abbiamo delle navi che sono costruite negli anni ’90 pero’ nel corso del periodo sono sempre state ammodernate”. In tutto la marina, ha spiegato Bergotto, “dispone di otto cacciamine adesso disponibili, a La Spezia. Ovviamente noi non andiamo da soli a sminare, andiamo all’interno di una coalizione internazionale. In Europa ci sono Francia, Inghilterra e un gruppo congiunto tra l’Olanda e il Belgio”.
I media iraniani riferiscono che il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (Irgc) ha preso di mira tre navi nello Stretto di Hormuz. L’agenzia di stampa Fars affiliata ai pasdaran, citata dalla Bbc, afferma che la nave Euphoria è stata colpita e ora si trova incagliata al largo delle coste iraniane. I media iraniani affermano inoltre che la Msc Francesca ed Epaminondas sono state “sequestrate” e dirette verso la costa iraniana, citando una dichiarazione della Marina dell’Irgc.
Il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, ha commentato con favore la decisione del presidente americano Donald Trump di estendere il cessate il fuoco in Iran. “Questo e’ un passo importante verso la de-escalation e la creazione di uno spazio cruciale per la diplomazia e la costruzione della fiducia tra Iran e Stati Uniti”, ha sottolineato Guterres in una dichiarazione ufficiale. Guterres ha invitato tutte le parti a “costruire su questo slancio” e ad “astenersi da” azioni che potrebbero minare il cessate il fuoco
Donald Trump non ha gradito un editoriale del Wall Street Journal che lo dipinge con “babbeo” gabbato dagli iraniani. In un post su Truth, il presidente americano ha definito “un idiota” l’autore dell’articolo, Elliot Kaufman, e attaccato direttamente l’editore Rupert Murdoch. Il Wsj “ha appena scritto un editoriale intitolato: ‘Gli iraniani considerano Trump un fesso’. Davvero? Per 47 anni hanno ucciso i nostri cittadini, e molti altri, e hanno approfittato di ogni Presidente, tranne me, e che cosa gli ho dato io? Un Paese in macerie!”, ha scritto. “La loro intera Marina e’ sul fondo del mare, la loro Aeronautica non esiste piu’, le loro difese antiaeree e i loro radar sono stati spazzati via, i loro laboratori nucleari e le aree di stoccaggio sono stati annientati in una buia sera di giugno dai nostri grandi bombardieri B2; i loro leader sono morti, incluso il generale Soleimani, il loro genio del male che ha distrutto la vita di tanti con le sue bombe artigianali piazzate ai bordi delle strade; lo Stretto di Hormuz e’ bloccato e totalmente controllato dagli Stati Uniti, senza che alcuna nave possa dirigersi verso i porti iraniani si dice che stiano perdendo 500 milioni di dollari al giorno per questo”, ha elencato. Trump ha poi preso di mira il suo predecessore Barack Obama che avrebbe “dato loro 1,7 miliardi di dollari in contanti”, mentre “altri presidenti non hanno fatto nulla per fermarli”. Eppure, “nonostante tutto questo, c’e’ un imbecille” al Wall Street Journal “che scrive che io sarei stato preso per un ‘allocco’. L’Iran di certo non lo pensa! Ne’ lo pensa nessun altro”, ha proseguito. “Immagino che Rupert Murdoch gli abbia detto di scrivere cosi’, perche’ il Wall Street Journal ha perso la rotta, non e’ piu’ una lettura indispensabile, solo l’ennesimo giornalaccio politico in declino”, ha assicurato.
L’Iran ha chiarito che non intende trattare con gli Stati Uniti dei suoi programmi nucleare e missilistico, anche fosse tolto il blocco navale a Hormuz. “Anche se il blocco fosse revocato, la nostra partecipazione ai negoziati deve essere subordinata alla condizione che non vengano sollevate questioni che violino la nostra indipendenza e dignità, prime fra tutte le nostre capacità difensive e missilistiche, nonché le nostre capacità e conoscenze nucleari”, ha spiegato la televisione di Stato, voce ufficiale del regime. “Il rifiuto di negoziare sulle nostre capacità missilistiche, di difesa e nucleari significa condurre trattative dignitose, e l’insistenza del nostro team negoziale su questa posizione onorevole e di forza costituisce una garanzia”, ha sottolineato Irib tv.
Nelle prime 48 ore dopo l’entrata in vigore del cessate il fuoco tra Israele e Libano, migliaia di libanesi hanno lasciato temporaneamente i rifugi per verificare se fosse possibile tornare nelle proprie case. Lo ha dichiarato il portavoce dell’Onu, Stephane Dujarric. “Ad oggi, più di 117 mila sfollati interni in Libano si trovano in 631 rifugi collettivi”, ha aggiunto. “Dietro questi numeri ci sono famiglie che continuano a lottare per soddisfare i bisogni più basilari, a testimonianza dell’urgenza della situazione umanitaria nel Paese”, ha ricordato.
L’ambasciatore statunitense in Israele, Mike Huckabee, è stato richiamato a Washington per colloqui urgenti sulla situazione con l’Iran, secondo quanto riportato dalla tv israeliana Canale 12. La notizia giunge mentre il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump annuncia la proroga del cessate il fuoco temporaneo con l’Iran fino a quando Teheran non presenterà una proposta unitaria per un accordo.
L’Iran ha rifiutato di partecipare ai colloqui in Pakistan, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa semi-ufficiale Tasnim, che cita uno dei suoi corrispondenti. L’agenzia iraniana ha affermato che la decisione è stata presa dopo che gli Stati Uniti non hanno fatto marcia indietro sulle loro “richieste eccessive” negli ultimi giorni. “Per questo motivo, l’Iran ha infine annunciato oggi che, vista la situazione, considera la partecipazione ai negoziati una perdita di tempo, poiché gli Stati Uniti stanno ostacolando qualsiasi accordo adeguato. Pertanto, l’Iran non intratterrà alcun dialogo con gli americani”, ha scritto Tasnim. L’Iran ha comunicato la propria posizione al Pakistan e ha informato i mediatori che domani non sarà presente nel Paese, ha riferito l’agenzia. Non è stato possibile – scrive Al Jazeera – verificare in modo indipendente la veridicità della notizia.
Le Guardie della rivoluzione iraniana hanno minacciato, poco prima dello scadere della tregua con gli Stati Uniti, di azzerare la produzione petrolifera dei Paesi del Golfo in caso di attacco contro l’Iran dal loro suolo. “I nostri vicini del sud devono sapere che se il loro territorio e le loro strutture vengono messe al servizio dei nemici per attaccare la nazione iraniana, possono dire addio alla produzione petrolifera nel Medio Oriente”, ha avvertito il comandante della Forza aerospaziale del Corpo dei Guardiani, Majid Moussavi, citato dall’agenzia Fars.
“Considerato il grave stato di frammentazione del governo iraniano, cosa peraltro non inaspettata, e su richiesta del feldmaresciallo Asim Munir e del primo ministro Shehbaz Sharif del Pakistan, ci è stato chiesto di sospendere l’attacco all’Iran fino a quando i suoi leader e rappresentanti non presenteranno una proposta unitaria. Ho pertanto ordinato alle nostre forze armate di proseguire il blocco e, per il resto, di rimanere pronte e operative, estendendo di conseguenza il cessate il fuoco fino a quando la loro proposta non sarà presentata e le discussioni non saranno concluse, in un modo o nell’altro”. Lo scrive il Presidente degli Stati Uniti, Doinald Trump.

