Il campo largo va verso le primarie per decidere il leader della sinistra che sfiderà Meloni alle prossime elezioni politiche. Alla partita sembra iscriversi adesso anche Silvia Salis, la sindaca di Genova. La prima cittadina in realtà non apre esplicitamente a questa possibilità ma con una frase fa capire che questa strada non è chiusa: “Una volta che hai fatto il sindaco – dice Salis a Vanity Fair – sei pronto a tutto“. Quindi, evidentemente, anche a delle primarie per scalare posizioni e contendere (forse) la ledaership a Elly Schlein. Una parte del Pd, spinge da tempo per questa soluzione. Salis entra nell’argomento con queste ulteriori parole. Una volta al potere “non sempre potrai fare quello che vuoi, dovrai trovare continue mediazioni, dovrai mediare tra forze politiche…”.
Per Salis comunque la strada delle primarie non è la migliore . Fin dall’inizio, la sindaca di Genova ha bocciato l’ipotesi: “Per me sono sbagliate“, ha detto un minuto dopo che il presidente del M5s, Giuseppe Conte, le aveva lanciate, sull’onda del risultato referendario. E infatti, i commentatori la vedono in campo, eventualmente, nel caso in cui serva un leader “altro” che faccia uscire la coalizione dall’impasse. Insomma, scenari di un futuro che chissà. Perchè intanto la discussione è sulla coalizione.
Poi Salis si racconte: “Sono una madre, sono cattolica, sono sposata, sono eterosessuale ma non credo che il mio sia l’unico modello o che sia migliore degli altri. Il Comune è laico, l’amministrazione è laica, il Paese è laico. E lo dico da cattolica”. E poi, sulla premier Giorgia Meloni: “L’elettorato di centrodestra non vede nella coerenza il suo valore indistinguibile. A una leader di centrosinistra, per esempio, l’elettorato non perdonerebbe mai le giravolte della nostra presidente del Consiglio”.

