Punti chiave
- Iran, posticipata la partenza di JD Vance per il Pakistan
- 'Per Iran trattative solo dopo che gli Usa rimuovono il blocco'
- Iran, Usa catturano petroliera senza bandiera e sanzionata
- Iran, media: confermato l'arrivo di Ghalibaf e Vance domani a Islamabad
- Iran, Meloni: "Sostegno a negoziati in corso"
- Iran, media Teheran: "Pronte sorprese, per Usa e Israele sarà l'inferno"
- Trump, l'Iran ha violato il cessate il fuoco numerose volte
- Iran, Tajani: "Su Hormuz faremo nostra parte dopo conflitto"
- Iran, media: Mojtaba Khamenei autorizza partenza delegazione per Islamabad
- Iran, media: Teheran: "Petroliera ha violato il blocco navale"
Invece di partire nella mattinata odierna americana per il Pakistan, il vicepresidente americano JD Vance e’ rimasto in Usa e il viaggio che doveva portarlo a Islamabad per un nuovo round negoziale con l’Ira è ritardato. Lo ha detto un funzionario della Casa Bianca al New York Times, secondo cui il numero due di Donald Trump e’ a Washington per partecipare ad incontri ulteriori presso la residenza del presidente Usa. L’indiscrezione de NY Times conferma quella di CNN, secondo cui la Casa Bianca intende “tenere incontri ulteriori alla Casa Bianca a cui il vicepresidente partecipera’. Non e’ dunque chiaro quando Vance partira’ per il Pakistan dove potrebbero tenersi nuovi negoziati.
L’Iran ha detto che le trattative potranno riprendere solo se gli Stati Uniti rimuoveranno il blocco. Lo riporta il Wall Street Journal citando alcune fonti, secondo le quali l’Iran aveva inizialmente comunicato ai mediatori che avrebbe inviato una delegazione in Pakistan martedì, ma successivamente li ha informati che gli Stati Uniti avrebbe dovuto revocare il blocco sui porti iraniani.
Una nave sottoposta a sanzioni e che navigava senza bandiera e’ stata catturata “senza incidenti” dalla Marina degli Stati Uniti. Lo ha reso noto il Oentagono annunciando su X di aver intercettato e ispezionato la petroliera Tifani in un’area non specificata. “Durante la notte, le forze statunitensi hanno effettuato un abbordaggio, un’intercettazione marittima e un’ispezione della petroliera senza bandiera M/T Tifani, soggetta a sanzioni, nell’area di responsabilita’ dell’IndopaCom, senza incidenti”, si legge in una nota che ribadisce l’impegno degli Stati Uniti “a smantellare le reti illecite e a intercettare le navi soggette a sanzioni che forniscono supporto materiale all’Iran, ovunque operino”.
Le acque internazionali, aggiunge il comuicato, “non sono un rifugio sicuro per le navi soggette a sanzioni”. Secondo il Lloyd’s List Intelligence “almeno 26 navi della flotta ombra iraniana hanno aggirato il blocco statunitense” da quando e’ stato imposto la scorsa settimana.
I “mediatori guidati dal Pakistan” hanno ricevuto la conferma che il vice presidente degli Stati Uniti JD Vance e il presidente del Parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf arriveranno domani mattina a Islamabad per i colloqui sulla fine della guerra. Lo hanno detto all’Afp due fonti della regione, come rilanciato dal Guardian.
“Ci sono degli importantissimi negoziati in corso che sosteniamo: sia quelli che riguardano il negoziato di Islamabad, sia quello che riguarda un altro tema per noi molto importante, il negoziato diretto Israele-Libano. Quindi vediamo, sulla base di quello che uscirà da questi negoziati, quali sono le priorità che ci dobbiamo dare”. Così la premier Giorgia Meloni, nel corso di un punto stampa a margine della sua visita al Salone del mobile.
L’Iran ha preparato “nuove sorprese” in visita della possibilità di una ripresa della guerra. Lo scrive l’agenzia di stampa Tasnim, ritenuta vicina ai Guardiani della Rivoluzione, mentre si è ancora in attesa dell’arrivo a Islamabad delle delegazioni di IRAN e Stati Uniti per un nuovo round negoziale.
“L’IRAN è pienamente preparato all’eventualità che la guerra riprenda”, sottolinea la Tasnim, evidenziando come si avvicinino “le ore finali del periodo di cessate il fuoco concordato” e “alla luce delle richieste americane e della dichiarazione di un blocco navale che hanno impedito la ripresa dei negoziati”. Sempre secondo la Tasnim, Teheran avrebbe “considerato probabile lo scenario bellico nelle ultime due settimane”, mettendo in atto “alcuni movimenti militari e predisponendo una nuova lista di obiettivi”. “Su queste basi – proseguono le ricostruzioni – l’IRAN è pronto a creare un altro inferno per americani e israeliani fin dal primo secondo di un possibile conflitto”.
“L’Iran ha violato il cessate il fuoco numerose volte”. Lo scrive su Truth il presidente americano, Donald Trump.
Nello Stretto di Hormuz “serve una missione internazionale”, e quindi “meglio se c’e’ l’egida dell’Onu o dell’Unione Europea, deve pero’ finire la fase di conflitto. Sara’ post conflitto”. Lo ha detto il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, a margine dell’inaugurazione del Salone del Mobile in Fiera a Rho. “Siamo pronti a fare la nostra parte come abbiamo sempre fatto, come facciamo in Libano. Portatori di pace – ha ribadito – l’obiettivo e’ sempre quello”.
La Guida suprema dell’IRAN, l’Ayatollah Mojtaba Khamenei, avrebbe autorizzato la delegazione iraniana a partire per Islamabad per partecipare al secondo round di colloqui con gli inviati americani. Lo scrive Axios.
“Una petroliera iraniana, nonostante le affermazioni degli Stati Uniti riguardo a un blocco navale, ha attraversato con successo lo Stretto di Hormuz dopo aver consegnato un carico di due milioni di barili alle isole Riau indonesiane”. Lo riporta l’agenzia stampa Tasnim.
Nessuna delegazione del governo iraniano ha ancora lasciato il Paese per recarsi in Pakistan, dove sono attesi nuovi negoziati con gli Stati Uniti. Lo ha riferito la tv di Stato di Teheran, smentendo le voci sull’arrivo della delegazione a Islamabad e precisando che ancora non è stato stabilito quando riprenderanno i colloqui.
Intanto, fonti vicine alla mediazione citate da Al-Jazeera, hanno reso noto che il vice presidente degli Stati Uniti, Jd Vance, dovrebbe arrivare a Islamabad domani, giorno in cui, secondo Donald Trump, scadrà la tregua. Una fonte pakistana ha assicurato ad al-Arabiya che le delegazioni di Stati Uniti e IRAN “arriveranno oggi, contemporaneamente” a Islamabad.
Gli sherpa delle delegazioni di Stati Uniti e Teheran sono arrivati a Islamabad in vista dei colloqui per la pace. L’arrivo delle delegazioni ufficiali e’ previsto invece nelle prossime ore. Lo riporta Al Jazeera citando fonti diplomatiche pakistane.
Questa mattina a Islamabad sono in corso i preparativi per ospitare possibili colloqui tra la delegazione inviata da Washington e quella di Teheran. Come riporta la Bbc, attraversando la capitale pakistana si vedono posti di blocco e cartelli con la scritta “Colloqui di Islamabad” lungo le strade. Ma regna anche molta incertezza, spiega l’emittente britannica. La Casa Bianca ha infatti annunciato che una delegazione statunitense guidata dal vicepresidente JD Vance si recherà in Pakistan, ma le tempistiche non sono ancora state definite.
Secondo alcune fonti sarebbe dovuto partire ieri sera ed essere già arrivato a Islamabad, ma sembra che abbia trascorso la notte a Washington. Fonti citate da Axios hanno però affermato che Vance dovrebbe partire per Islamabad entro la mattinata. La ragione della mancanza di chiarezza sui colloqui potrebbe risiedere nella riluttanza dell’IRAN a impegnarsi pubblicamente a partecipare ai negoziati. Le ultime dichiarazioni del presidente del Parlamento iraniano che dovrebbe guidare la delegazione di Teheran, Mohammad Bagher Ghalibaf, indicano che l’IRAN non accetterà negoziati “sotto la minaccia di ritorsioni”.
Ghalibaf ha inoltre accusato il presidente americano Donald Trump di “aver aperto un assedio e violato il cessate il fuoco”. Il riferimento è a quanto sta accadendo nello Stretto di Hormuz, dove gli Stati Uniti hanno sequestrato una nave mercantile battente bandiera iraniana e hanno risposto al blocco imposto dell’IRAN con un blocco simile contro i porti iraniani.
Le delegazioni americana e iraniana “arrivano oggi a Islamabad contemporaneamente” e “il secondo colloquio si terra’ come previsto”. Lo afferma un funzionario pakistano ad Al Arabiya.
L’Iran ha condannato il sequestro della nave cargo Touska, battente bandiera iraniana, da parte delle forze statunitensi e ha chiesto il “rilascio immediato dell’imbarcazione, dei marinai, dell’equipaggio e delle loro famiglie”, in una dichiarazione diffusa dal ministero degli Esteri. Teheran, che aveva gia’ promesso ritorsioni per il sequestro, ha definito l’operazione “estremamente pericolosa” e “criminale”.
“Non vi e’ dubbio che la Repubblica islamica dell’Iran utilizzera’ tutte le sue capacita’ per difendere gli interessi nazionali e la sicurezza dell’Iran e per tutelare i diritti e la dignita’ dei suoi cittadini”, si legge nella nota. “E’ inoltre chiaro che la piena responsabilita’ per ogni ulteriore escalation nella regione ricade sugli Stati Uniti”, si legge ancora. Non e’ chiaro quante persone si trovassero a bordo ne’ la loro nazionalita’.
Almeno 40 cittadini israeliani sono stati fermati e successivamente rilasciati dopo essere arrivati domenica all’aeroporto di Mosca da Tel Aviv. Lo ha confermato il ministero degli Esteri israeliano, dopo le prime notizie diffuse da fonti russe. Secondo quanto riportato, i viaggiatori sono stati trattenuti con il sospetto di avere legami con la guerra di Israele contro l’Iran, alleato della Russia. Le forze di sicurezza all’aeroporto di Domodedovo avrebbero sottolineato ai fermati che Teheran e’ un alleato di Mosca e che chi e’ “nemico dell’Iran e’ anche nostro nemico”.
“Non appena venuti a conoscenza dell’incidente, su istruzione del ministro degli Esteri Gideon Sa’ar, abbiamo agito sia con il ministero degli Esteri a Mosca sia con l’ambasciata russa in Israele”, si legge in una nota diffusa lunedi’. “A seguito di questo intervento, la situazione e’ stata risolta e l’ingresso degli israeliani e’ stato autorizzato. E’ stato fatto comprendere alle autorita’ russe che questo comportamento e’ completamente inaccettabile e che Israele considera l’episodio con la massima gravita’”, si legge ancora nella nota riportata da Times of Israel.
Secondo una fonte citata dal media indipendente russo Mediazona, i viaggiatori sarebbero stati interrogati per circa cinque ore senza accesso a cibo, acqua o servizi igienici. Tra i fermati vi erano sia cittadini con doppia nazionalita’ sia israeliani privi di passaporto russo. Ai passeggeri sarebbe stato chiesto di sbloccare i telefoni cellulari; al loro rifiuto, sarebbe stato imposto di spegnerli. Il rilascio sarebbe avvenuto solo dopo la firma di documenti che richiamavano “l’inammissibilita’ di violare la legge”.
Almeno 40 cittadini israeliani sono stati fermati e successivamente rilasciati dopo essere arrivati domenica all’aeroporto di Mosca da Tel Aviv. Lo ha confermato il ministero degli Esteri israeliano, dopo le prime notizie diffuse da fonti russe. Secondo quanto riportato, i viaggiatori sono stati trattenuti con il sospetto di avere legami con la guerra di Israele contro l’Iran, alleato della Russia. Le forze di sicurezza all’aeroporto di Domodedovo avrebbero sottolineato ai fermati che Teheran è un alleato di Mosca e che chi è “nemico dell’Iran è anche nostro nemico”.
“L’Operazione ‘Martello di Mezzanotte’ ha comportato la completa e totale distruzione dei siti contaminati da polveri nucleari in Iran. Pertanto, riesumarli sarà un processo lungo e difficile. La CNN, con le sue notizie false, e altre reti e piattaforme mediatiche corrotte, non rendono giustizia ai nostri grandi aviatori, cercando sempre di sminuirli e umiliarli. Perdenti”. Lo scrive il presidente degli Stati Uniti Donald Trump sul suo social Truth.
Il Pakistan è fiducioso di poter convincere l’Iran a partecipare ai colloqui con gli Stati Uniti. Lo ha dichiarato a Reuters un alto funzionario del governo pakistano. “Abbiamo ricevuto un segnale positivo dall’Iran. La situazione è in continua evoluzione, ma stiamo cercando di garantire la loro presenza quando inizieremo i colloqui domani o dopodomani”, ha dichiarato la fonte, che ha chiesto di rimanere anonima. La fonte aggiunge che il Pakistan è attivamente impegnato in colloqui con Teheran e Washington, mentre si avvicina la scadenza del cessate il fuoco fissata dal Presidente statunitense Donald Trump.
Commentando l’ultimatum lanciato dal Presidente statunitense Donald Trump all’Iran, il portavoce dell’Onu, Stephane Dujarric, ha dichiarato: “Quello che posso dire, e ribadisco quanto già affermato in passato, è che non esiste alcun obiettivo militare che giustifichi la distruzione indiscriminata delle infrastrutture civili o l’infliggere deliberato di sofferenza a una popolazione civile”.
Il Segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres, è “contrario a ogni limitazione del diritto di navigazione”. Lo ha detto il suo portavoce, Stephane Dujarric, rispondendo alle domande dei giornalisti che chiedevano un commento sul blocco imposto dagli Stati Uniti alle navi in uscita e in ingresso dai porti iraniani, come pressione per far riaprire lo Stretto di Hormuz. “Ciò che è chiaro per noi è che il Segretario generale continua a essere preoccupato per le restrizioni che sono state imposte, così come per gli incidenti marittimi che abbiamo visto nelle ultime 48 ore”, ha detto Dujarric. “La nostra posizione resta chiara – ha aggiunto – dobbiamo vedere il pieno ripristino dei diritti di navigazione internazionale e della libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz, e questo deve essere rispettato da tutte le parti”.
Solo 3 navi hanno attraversato lo Stretto di Hormuz nelle ultime 12 ore. Lo scrive l’agenzia di stampa iraniana Tasnim, citando i dati di tracciamento delle imbarcazioni.
“Trump, con l’imposizione del blocco e la violazione del cessate il fuoco, vuole trasformare, a suo avviso, questo tavolo di negoziato in un tavolo di resa o giustificare una nuova ondata di provocazioni belliche. Non accettiamo negoziati all’ombra della minaccia e nelle ultime due settimane ci siamo preparati per rivelare nuove carte sul campo di battaglia”. Lo scrive il Presidente del Parlamento iraniano Ghalibaf.

