Un’altra donna, la terza, esce dal governo Trump. La segretaria del Lavoro Lori Chavez-DeRemer si è dimessa dal suo incarico, travolta da una serie di accuse di cattiva condotta nei confronti suoi e dei suoi principali collaboratori, in cui c’era tutto: spese pazze e sesso. Il direttore delle comunicazioni della Casa Bianca Steven Cheung ha dichiarato che Chavez-DeRemer lascia l’incarico “per assumere una posizione nel settore privato”, formula già usata per congedare la procuratrice generale, equivalente a ministra della Giustizia, Pam Bondi.
L’ex segretaria alla Sicurezza interna Kristi Noem era stata invece dirottata a un ruolo simbolico di guida della politica migratoria e della sicurezza con i Paesi del Centro e sud America, un ruolo inventato apposta per lei, ma che di fatto non esiste. Chavez-DeRemer se ne va alla stessa maniera delle altre: con grandi lodi ma in fretta. “Ha svolto un lavoro fenomenale nel suo ruolo, proteggendo i lavoratori americani, attuando pratiche di lavoro eque e aiutando gli americani ad acquisire competenze aggiuntive per migliorare le loro vite”, ha affermato l’amministrazione americana.
In realtà il siluramento era atteso da settimane. Chavez-DeRemer era sotto osservazione da gennaio, quando l’ispettore generale del dipartimento del Lavoro Anthony D’Esposito ha avviato un’indagine su accuse secondo cui sarebbe stata coinvolta in una relazione extraconiugale con un membro della sua scorta, avrebbe bevuto alcolici durante l’orario di lavoro, mentre alcuni suoi collaboratori di alto livello avrebbero inventato eventi ufficiali per facilitare i suoi viaggi personali.

