Punti chiave
- Axios, Vance incontra il premier del Qatar alla Casa Bianca
- Iran, neutralizzate due petroliere iraniane nel Golfo di Oman
- Fox News, nuovi attacchi Usa contro petroliere iraniane a Hormuz
- Iran, Rubio: "Hezbollah non in negoziato ma smetta di finanziarlo"
- Iran, Rubio: "Spero davvero che loro offerta sia seria"
- Iran, Rubio: "Se colpiti rispondiamo; fatti di ieri separati"
- Iran, Rubio: "Grossi passi avanti, attesa risposta entro oggi"
- Iran, Rubio: "Trump e' primo presidente che fa qualcosa"
- Iran, Emirati: "Intercettati due missili balistici e tre droni"
- Iran, Araghchi: "Invece diplomazia Usa optano per via militare"
In agenda la discussione dei negoziati in corso tra Usa e Iran ll vicepresidentte americano JD Vance è impegnato alla Casa Bianca col premier del Qatar, lo sceicco Mohammed bin Abdulrahman Al Thani, avendo in agenda la discussione dei negoziati in corso con l’Iran. I qatarioti, ha riferito Axios, rappresentano un canale di comunicazione riservato fondamentale tra gli Stati Uniti e l’Iran nel complesso dialogo per porre fine alla guerra, in base a quanto riferito da un funzionario statunitense.
Le forze militari Usa hanno neutralizzato oggi le petroliere Sea Star III e Sevda, impegnate a raggiungere un porto iraniano sul Golfo di Oman, in violazione del blocco americano. Lo riferisce su X il Centcom, secondo cui si è trattato di due navi cisterna battenti bandiera iraniana, prive di carico. Il 6 maggio, le forze Usa hanno neutralizzato la Hasna. Le tre navi hanno interrotto la navigazione verso l’Iran. “Le forze statunitensi in Medio Oriente rimangono impegnate nella piena attuazione del blocco contro le unità in entrata o in uscita dall’Iran”, ha dichiarato l’ammiraglio Brad Cooper, a capo del Centcom.
Gli Stati Uniti hanno lanciato nuovi attacchi contro petroliere vicino al blocco dell’Iran. Lo riporta Fox News, secondo cui le forze americane hanno condotto ulteriori operazioni aeree nell’area, colpendo diverse petroliere vuote che tentavano di forzare il blocco contro l’Iran lungo lo Stretto di Hormuz.
Il disarmo di Hezbollah non sara’ incluso nel negoziato in corso tra Stati Uniti e Iran ma la Repubblica Islamica deve smettere di finanziare la milizia libanese. Lo ha dichiarato ai cronisti il segretario di Stato Usa, Marco Rubio, al termine della sua visita a Roma. “Hezbollah e’ stato molto indebolito ma comunque e’ ancora in grado di danneggiare Israele, di portare avanti attivita’ terroristiche”, ha affermato Rubio, “non negozieremo con l’Iran su Hezbollah; tutto quello che vogliamo e’ che smettano di finanziarli”. “Dobbiamo cercare invece di migliorare la posizione del governo libanese perche’ non possono permettersi di avere un gruppo terroristico che opera all’interno dei confini nazionali e che danneggia la popolazione civile, Israele e anche il governo libanese stesso. E’ su questo che ci concentreremo”, ha aggiunto il segretario di Stato Usa.
Il segretario di Stato Usa, Marco Rubio, ha espresso l’auspicio che la risposta dell’Iran all’ultima proposta negoziale americana, attesa entro stasera, sia “seria”. “Spero sia un’offerta seria. Lo spero davvero”, ha detto Rubio ai cronisti al termine della sua missione a Roma.
“Quello che avete visto ieri erano cacciatorpediniere statunitensi che navigavano attraverso acque internazionali e che sono state prese di mira dai iraniani. Abbiamo risposto a scopo difensivo per proteggerci. Questo e’ separato e distinto dall’Operazione Epic Fury”. Lo ha dichiarato ai cronisti il segretario di Stato Usa, Marco Rubio, al termine della sua visita a Roma.
Gli Stati Uniti hanno registrato “grossi passi avanti” nel negoziato con l’Iran e attendono “entro stasera” una risposta alla loro ultima proposta negoziale. Lo ha dichiarato ai cronisti il segretario di Stato Usa, Marco Rubio, al termine della sua visita a Roma. Rubio ha indicato come un ostacolo alla trattativa la decisione di Teheran di “istituire un’agenzia che cerchi di regolare il traffico nello Stretto”, il che “normalizzerebbe” lo status quo attuale, ovvero la riscossione di pedaggi. Rubio ha avvertito che, dopo gli attacchi americani, “il sistema di potere iraniano e’ molto frammentato” e cio’ complica i colloqui.
Tutti i presidenti degli Stati Uniti hanno convenuto che l’Iran non possa avere un’arma nucleare ma Donald Trump e’ il primo che sta facendo qualcosa di concreto per impedirlo. Lo ha dichiarato ai cronisti il segretario di Stato Usa, Marco Rubio, al termine della sua visita a Roma.
Gli Emirati arabi uniti hanno riferito di aver intercettato due missili balistici e tre droni lanciati dall’Iran, che hanno ferito in modo non grave tre persone. “Dall’inizio dei palesi attacchi iraniani contro gli Emirati Arabi Uniti, le difese aeree hanno intercettato un totale di 551 missili balistici, 29 missili da crociera e 2.263 droni”, si legge in un post su X del ministero della Difesa di Abu Dhabi.
“Ogni volta che si presenta un’opportunita’ diplomatica, gli Stati Uniti optano per un’avventura militare sconsiderata. Si tratta di una rozza tattica di pressione? O del risultato di un guastafeste che ancora una volta intrappola il Presidente in un altro pantano?”. Lo ha dichiarato su X il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi “Qualunque siano le cause, il risultato e’ sempre lo stesso: gli iraniani non cedono mai alle pressioni”, ha concluso il capo della diplomazia di Teheran.
L’esercito iraniano ha sequestrato una petroliera nel Golfo dell’Oman. Lo ha riferito l’agenzia di stampa statale semi-ufficiale Fars, precisando che si tratta della Ocean Koi e che e’ stata fermata per il presunto tentativo di interrompere le esportazioni di petrolio iraniane.
Gli Emirati Arabi Uniti hanno annunciato oggi che le proprie difese aeree sono impegnate a contrastare attacchi missilistici e di droni provenienti dall’Iran. La dichiarazione del Ministero della Difesa, diffusa tramite il social network X, riferisce di intercettazioni avvenute “in varie parti del Paese”. L’offensiva giunge poche ore dopo lo scambio di fuoco tra le forze degli Stati Uniti e la Repubblica Islamica, aggravando ulteriormente la tensione in un’area dove la fragile tregua, in vigore da quasi un mese, appare ormai prossima al collasso. Le autorità emiratine hanno confermato che i segnali delle operazioni di difesa aerea sono stati uditi chiaramente dalla popolazione in diverse aree del territorio nazionale.
L’esercito statunitense ha colpito “installazioni militari iraniane” in risposta a un attacco condotto contro tre proprie navi durante l’attraversamento dello Stretto di Hormuz verso il Golfo dell’Oman. Secondo il Comando statunitense per il Medio Oriente, le forze Usa hanno intercettato “attacchi iraniani non provocati” composti da missili e droni, rispondendo con “attacchi difensivi” che hanno preso di mira siti di lancio e infrastrutture responsabili dell’offensiva. Sulla vicenda è intervenuto Donald Trump, che ha esortato Teheran a firmare un accordo “rapidamente”, minacciando ritorsioni: “In futuro li colpiremo molto più duramente e con molta più violenza se non firmeranno l’accordo, e in fretta!”.
Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha dichiarato che tre cacciatorpediniere statunitensi hanno completato il transito attraverso lo Stretto di Hormuz “senza vittime”.Nonostante lo scambio di fuoco con l’esercito iraniano, Trump ha affermato che le unità hanno superato il passaggio senza incidenti, accusando contestualmente la Repubblica Islamica di un attacco fallito.
Il segretario generale dell’Onu Antonio Guterres è contrario all’istituzione di una nuova autorità iraniana per il controllo del traffico lungo lo Stretto di Hormuz, come annunciato da Teheran. Lo ha detto il portavoce, Stephane Dujarric, rispondendo alle domande dei giornalisti. “Non vogliamo ulteriori restrizioni o nuove strutture di controllo. Vogliamo tornare alla situazione precedente, cioè alla libertà di navigazione, dove le navi civili potevano entrare e uscire per esportare e importare merci”, ha dichiarato.
Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha dichiarato alla ABC News che il cessate il fuoco con l’Iran “resta in vigore”. L’affermazione giunge nonostante il recente scambio di attacchi tra Washington e Teheran avvenuto nello Stretto di Hormuz, azione che la Repubblica Islamica ha formalmente descritto come una violazione dell’accordo vigente.
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e il capo del Pentagono in almeno dodici occasioni negli ultimi tre mesi hanno dipinto l’Iran come un Paese in ginocchio, sull’orlo del collasso militare, sociale ed economico. L’intelligence americana la pensa in modo diverso: un report degli 007 della Cia ha concluso che l’Iran può sopravvivere al blocco navale statunitense per almeno tre o quattro mesi, prima di affrontare difficoltà economiche più gravi. L’analisi dell’intelligence, rivelata dal Washington Post, ha affermato anche che Teheran conserva significative capacità missilistiche, circa il 75 per cento dei suoi lanciatori prebellici e il 70% delle sue scorte di missili precedenti alla guerra.


