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Guerra in Iran, Trump ha scelto il suo interlocutore. Ecco chi è il partner “praticabile” per governare a Teheran. Ma il regime…

Prove di dialogo, ma tutti in realtà cercano di fare il doppio gioco

Guerra in Iran, Trump ha scelto il suo interlocutore. Ecco chi è il partner “praticabile” per governare a Teheran. Ma il regime…
Mohammad Bagher Ghalibaf (a sinistra)

Trump ha parlato di una trattativa aperta tra Stati Uniti e Iran per far finire la guerra. Ma se quasi tutti gli uomini che erano al potere a Teheran sono stati uccisi e la nuova Guida suprema Mojtaba Khamenei non viene riconosciuta dagli Usa, con chi sta trattando Trump? L’amministrazione della Casa Bianca starebbe valutando discretamente lo speaker del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, come possibile interlocutore – e persino come figura di riferimento futura – nel quadro di un possibile negoziato con Teheran. Secondo fonti dell’amministrazione citate in forma anonima da Politico, Ghalibaf, 64 anni, è considerato da alcuni alla Casa Bianca un partner “praticabile” per guidare l’Iran e negoziare nella prossima fase del conflitto. Tuttavia, Washington non intende puntare su un solo nome e sta “testando” diversi potenziali interlocutori alla ricerca di qualcuno disposto a un accordo.

È una delle opzioni più forti, ma dobbiamo testarli e non possiamo avere fretta“, ha affermato un funzionario. La ricerca di un interlocutore segnala il tentativo di trovare una via d’uscita dal conflitto, che ha scosso i mercati globali e spinto al rialzo i prezzi del petrolio. La portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, ha però sottolineato che si tratta di “discussioni diplomatiche sensibili”. Trump ha lasciato intendere l’esistenza di contatti con figure “molto solide” all’interno dell’Iran e ha annunciato una pausa di cinque giorni nei raid contro infrastrutture energetiche iraniane per favorire i negoziati.

La riapertura dello Stretto di Hormuz – snodo cruciale per le forniture energetiche globali – è emersa come l’obiettivo prioritario per la fine della guerra in Iran, mentre appare sempre meno probabile il raggiungimento di obiettivi inizialmente ipotizzati, come il rovesciamento del regime iraniano o l’eliminazione definitiva della capacità nucleare di Teheran. Lo riporta il Washington Post citando funzionari americani. Secondo le stesse fonti, sottrarre all’Iran il controllo dello stretto permetterebbe a Washington di avviare una de-escalation rivendicando un successo, contenere la crisi energetica globale e ridurre la capacità deterrente iraniana in vista di eventuali futuri attacchi.