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Guerra in Medio Oriente, Trump ottimista: “Accordo nelle prossime ore”. Netanyahu: “Con l’Iran non abbiamo ancora finito”

Situazione ancora complicata, ma si intravede la luce in fondo al tunnel. Gli ultimi aggiornamenti sulla guerra in Iran

Guerra in Medio Oriente, Trump ottimista: “Accordo nelle prossime ore”. Netanyahu: “Con l’Iran non abbiamo ancora finito”
Guerra in Iran, gli aggiornamenti in diretta del 20 aprile
Caos totale a Hormuz
Inizio diretta: 20/04/26 05:37
Fine diretta: 20/04/26 21:00
Iran, Nyt: "Delegazione Teheran pronta a volare domani a Islamabad"

Una delegazione iraniana si sta preparando a recarsi domani a Islamabad per un secondo round di negoziati con gli Usa. Lo hanno indicato due funzionari iraniani a conoscenza dei piani, citati dal New York Times. Secondo le fonti, il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, sarà presente ai colloqui se lo sarà anche il vice presidente degli Stati Uniti, Jd Vance. Quest’ultimo dovrebbe partire da Washington per il Pakistan domani.

Iran, Pezeshkian: "Usa cercano la nostra resa, ma non ci faremo sottomettere"

Il presidente iraniano, Masoud Pezeshkian, è tornato a criticare gli Stati Uniti, accusandoli di inviare segnali “poco costruttivi e contraddittori” che mirano a ottenere la “resa” della Repubblica Islamica. “In IRAN resta una profonda sfiducia storica verso il governo Usa”, ha scritto Pezeshkian su X, ribadendo che Teheran non intende cedere alle pressioni: “Gli iraniani non si sottomettono alla forza”, ha sottolineato.

Iran, telefonata tra Araghchi e Lavrov

Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha avuto un colloquio telefonico con il suo omologo russo, Sergei Lavrov. Lo ha riferito il ministero degli Esteri di Teheran, secondo cui i due hanno discusso degli ultimi sviluppi a livello regionale ed internazionale.

Iran, Trump: "Improbabile proroga cessate il fuoco"

Il presidente Donald Trump ha definito “altamente improbabile” una proroga del cessate il fuoco di due settimane con l’IRAN se non si raggiungerà un accordo prima della sua scadenza. In un colloquio con Bloomberg, rilanciato da Sky News Arabia, Trump ha anche dichiarato che lo Stretto di Hormuz rimarrà bloccato fino a quando non sarà finalizzata un’intesa con Teheran.

Netanyahu: "Non abbiamo ancora finito il lavoro in Iran"

Israele “non ha ancora finito il lavoro” in Iran. Lo ha dichiarato il premier israeliano Benjamin Netanyahu durante una cerimonia per il Giorno dei Caduti a Gerusalemme. Il mondo riconosce la determinazione di Israele a difendersi e “a difendere l’umanita’ dal fanatismo barbarico”, ha aggiunto, sostenendo che Israele e Stati Uniti “stanno portando sulle loro spalle l’intera civilta’ occidentale”. “Il popolo ricorda, rende omaggio ed esprime profonda gratitudine ai figli e alle figlie grazie ai quali la nostra esistenza e’ stata garantita”, ha proseguito Netanyahu, sottolineando che oggi Israele ha “la forza e lo spirito per contrattaccare i nemici. L’Iran si e’ sollevato contro di noi per distruggerci con bombe atomiche, ma noi abbiamo agito e sventato il complotto omicida”. Il Giorno dei Caduti, Yom HaZikaron, precede la Festa dell’Indipendenza, e celebra il ricordo di tutti i soldati morti e le vittime del terrorismo. E’ una delle poche festivita’ non religiose nel Paese.

Iran, media: sei navi da crociera hanno passato Hormuz

Sei navi da crociera hanno attraversato Hormuz durante la breve riapertura che ha preceduto il nuovo braccio di ferro tra Iran e Stati Uniti sul passaggio nello Stretto. Lo riporta il sito Marine Traffic che monitora le rotte delle navi. La prima a passare e’ stata la Celestyal Discovery, il 17 aprile, seguita il 18 aprile in meno di un’ora dalla Celestyal Journey, la MSC Euribia, la Mein Schiff 5 e la Mein Schiff 4. Una sesta imbarcazione, la Aroya, ha attraversato Hormuz ieri.

Iran, Trump: "L'accordo sara' siglato "oggi" in Pakistan"

Il presidente Usa, Donald Trump, ha dichiarato a Fox News che l’accordo con l’Iran sara’ firmato “oggi” in Pakistan, dopo aver annunciato in una precedente intervista al New York Post, che la delegazione Usa guidata dal vicepresidente JD Vance e’ in viaggio verso Islamabad per i colloqui.

Iran, Trump: "Eventuale incontro con leadership? Non ho problemi"

“Non ho nessun problema ad incontrarli, se vogliono incontrarsi, noi abbiamo persone molto capaci, ma io non ho problemi ad incontrarli”. Così Donald Trump, intervistato dal New York Post, ha segnalato la sua disponibilità ad una svolta diplomatica clamorosa, un suo incontro con la leadership iraniana nel caso che se ne creasse l’opportunità. E alla domanda se gli Stati Uniti sanno chi in questo momento sta guidando il Paese, Trump risponde: “Abbiamo idee abbastanza chiare, e pensiamo che stiamo negoziando con le persone giuste”. E riguardo al negoziato ribadisce la richiesta non negoziabile: “si devono liberare delle armi nucleari, è molto semplice, non ci devono essere armi nucleari”. Ma con la scadenza della tregua di due settimane alle porte, il tycoon dice di “non voler entrare nei dettagli in questo momento” di quello che succederebbere se Teheran non accetta le sue condizioni. “Lo potete immaginare, non sarebbe bello”, ha concluso.

Iran, Trump al Nyp: "Pronto a incontrare leader iraniani"

Il presidente americano, Donald Trump, ha detto al New York Post di essere “disposto” a incontrare “alti leader iraniani se si raggiunge una svolta”.

Iran, nuovo colloquio telefonico Araghchi-Dar su tregua

I ministri degli Esteri di Iran e Pakistan, Abbas Araghchi e Muhammad Ishaq Dar, sono tornati a sentirsi oggi al telefono. A quanto riferisce l’agenzia Tasnim, hanno discusso di “sviluppi regionali e delle questioni relative al cessate il fuoco”.

Iran, scarcerato sociologo e prigioniero politico Saeed Madani =

Il sociologo e scrittore iraniano Saeed Madani e’ stato scarcerato dopo aver scontato una condanna a quattro anni per “. Secondo quanto riferito dal suo avvocato, Mustafa Nili, “la pena detentiva del prigioniero politico e’ terminata ed e’ stato rilasciato oggi dal carcere di Damavand”. Lo riporta Radio Farda. Autore di numerosi articoli su temi sociali, tra cui poverta’, tossicodipendenza e violenza contro le donne, Madani era stato arrestato piu’ volte tra il 1994 e il 2011. A maggio 2022, le autorita’ lo avevano detenuto per “sospette connessioni con l’estero e azioni contro la sicurezza”.

Lo studioso era stato inizialmente condannato nel gennaio 2023 dal Tribunale rivoluzionario di Teheran a otto anni di reclusione per “formazione e gestione di gruppi ostili alla Repubblica islamica” e a un ulteriore anno per “attivita’ di propaganda”. In seguito a un ricorso accolto dalla Corte Suprema, la sua pena e’ stata ridotta a quattro anni. Nell’aprile del 2024, era stato trasferito da Evin al carcere di Damavand

Iran, riaprono aeroporti Teheran e altri 10 scali

Riaprono gli aeroporti Imam Khomeini e Mehrabad di Teheran. A quanto ha riferito l’agenzia Isna, l’organizzazione dell’Aviazione Civile ha concesso l’autorizzazione per i voli passeggeri negli scali della Capitale a partire da oggi. Da sabato invece potranno tornare operativi gli aeroporti di Urmia, Kermanshah, Abadan, Shiraz, Kerman, Rasht, Yazd, Zahedan, Gorgan e Birjand.

Iran, Teheran: "Colloqui con Usa? Siamo realisti"

“Realismo”. Su questo ha insistito il portavoce del ministero degli Esteri di Teheran, Esmaeil Baqaei, mentre si riconcorrono le notizie sul nuovo round di colloqui tra Usa e IRAN che potrebbe tenersi in Pakistan. “Non siamo affatto ottimisti – ha affermato secondo quanto riporta l’agenzia iraniana Tasnim – siamo realisti”. “Il pessimismo nei confronti del nemico è sinonimo di saggezza”, ha detto, dopo aver affermato che l’IRAN non ha ancora preso una decisione sul prossimo rund di negoziati.

Iran, Wsj: Trump fatica a gestire la pressione da conflitto

Il presidente americano, Donald Trump, fatica a gestire la pressione della guerra con l’Iran, oscillando tra scatti d’ira, minacce estreme e aperture negoziali, mentre alla Casa Bianca crescono i timori per una conduzione impulsiva del conflitto. Lo riporta il Wall Street Journal che cita diverse fonti dell’amministrazione americana. L’episodio piu’ rappresentativo risale alle ore in cui un pilota americano era disperso in territorio iraniano.

Il capo della Casa Bianca si ha sfogato per ore la propria rabbia contro i collaboratori e ha accusato gli alleati europei di non offrire sufficiente supporto. Il timore di un fallimento simile alla crisi degli ostaggi del 1979 ha pesato sulle sue decisioni, spingendolo a ordinare un’immediata operazione di recupero. Nel corso delle operazioni, Trump sarebbe stato in parte tenuto fuori dai briefing piu’ operativi: i suoi consiglieri, secondo fonti interne, hanno preferito aggiornarlo solo nei momenti chiave, ritenendo che la sua impazienza potesse interferire con la gestione minuto per minuto della missione. Uno dei due militari e’ stato tratto in salvo rapidamente, mentre il secondo e’ stato recuperato solo dopo una complessa operazione notturna, evitando quello che avrebbe potuto rappresentare uno dei momenti piu’ critici della sua presidenza.

Iran, Trump: "Prezzi benzina giu' appena guerra finisce"

Il presidente americano Donald Trump non concorda con la valutazione del segretario all’Energia Chris Wright, secondo cui i prezzi della benzina potrebbero non scendere fino al prossimo anno. “No, penso che si sbagli su questo. E’ del tutto sbagliato”, ha detto Trump sentito al telefono da ‘The Hill’. I prezzi caleranno “non appena tutto questo finira’”, ha assicurato.

Libano, il presidente vede l'ambasciatore americano

Il capo di Stato libanese, Joseph Aoun, ha incontrato l’ambasciatore americano a Beirut, Michel Issa, per un colloquio dedicato agli sviluppi successivi “alla riunione della scorsa settimana” tra rappresentanti di Libano e Israele al Dipartimento di Stato a Washington e incentrato sulle “modalità per mantenere il cessate il fuoco”. Lo rende noto la presidenza libanese. Secondo i media del Paese dei Cedri, l’ambasciatore ha visto stamani anche il capo del Parlamento di Beirut, l’inamovibile sciita Nabih Berri. Intanto Aoun ha insististo sul fatto che le future trattative saranno “distinti da qualsiasi altro negoziato”, dai colloqui di pace tra Usa e IRAN, storico sostenitore degli Hezbollah libanesi.

Su X la presidenza libanese fa sapere che Aoun ha comunicato, durante una riunione al palazzo presidenziale di Baabda, che a guidare la delegazione del Paese dei Cedri “ai negoziati bilaterali” ci sarà l’ex ambasciatore libanese negli Usa, Simon Karam. L’obiettivo, ha rimarcato il presidente libanese, è “fermare le azioni ostili”, porre fine all’ “occupazione israeliana delle zone meridionali” del Libano e dispiegare i militari libanesi ai “confini meridionali internazionalmente riconosciuti”.

Iran, ayatollah Amoli: "Continui asse con Houthi ed Hezbollah"

L’ayatollah ultraconservatore iraniano Javadi Amoli ha fatto appello a preservare l’asse Teheran-Hezbollah-Houthi. “L’Iran, il Libano e lo Yemen all’interno dell’Asse della Resistenza rappresentano una causa comune: opporsi all’oppressione e all’aggressione. Questa unita’ e questo coordinamento devono continuare”, ha detto a quanto riportano i media iraniani. “Proprio come il Libano ha da tempo svolto il proprio ruolo nella resistenza, anche l’Iran e lo Yemen sono rimasti saldi sullo stesso percorso. Sebbene queste nazioni abbiano nomi diversi, condividono la stessa essenza: la resistenza contro l’ingiustizia”, ha spiegato.

Iran, Islamabad di nuovo blindata. Incognita colloqui

Islamabad è di nuovo una città blindata. Massima allerta anche a Rawalpindi. La capitale pakistana si prepara a un possibile ulteriore round di colloqui tra Stati Uniti e IRAN alla vigilia della scadenza della tregua che ha fermato le operazioni militari americane e israeliane contro la Repubblica islamica che erano state avviate il 28 febbraio. In assenza di certezze su nuovi negoziati, sono stati comunque svuotati due grandi alberghi della città nella ‘Zona rossa’, riferisce la Cnn.

Off limits, secondo la tv satellitare al-Jazeera, il Marriott e il Serena Hotel. Immagini che arrivano da Islamabad raccontano di una città con strade deserte, soprattutto intorno al Serena Hotel, già sotto ai riflettori durante il primo round di colloqui di nove giorni fa. Eppure “per ora” Teheran afferma di “non avere piani per il prossimo round di colloqui”. Anche se fonti iraniane hanno dettto alla Cnn che una delegazione iraniana dovrebbe partire domani per Islamabad.

E secondo la rete americana, il vicepresidente degli Stati Uniti, JD Vance, e la delegazione Usa dovrebbero mettersi in viaggio oggi per un ‘ritorno’ a Islamabad. Il ministero degli Interni pakistano dà notizia di un faccia a faccia tra il ministro Mohsin Naqvi e Natalie Baker dell’ambasciata americana a Islamabad dedicato alle misure di sicurezza in previsione dei negoziati. C’è stato anche un colloquio tra Naqvi e l’ambasciatore iraniano Reza Amiri Moghadam. Per le autorità di Islamabad, sono “conclusi i preparativi” in vista del secondo round di difficile trattative.

Iran, Qatar annuncia ripresa voli compagnie straniere

Il Qatar ha annunciato oggi una graduale ripresa dei voli operati da compagnie aeree straniere all’aeroporto di Doha, per la prima volta dall’inizio della guerra in Medio Oriente. L’Autorita’ dell’Aviazione Civile, in una nota, ha spiegato che il via libera “segue una valutazione approfondita della situazione” e che “la sicurezza e la protezione di tutti restano la massima priorita’”. Il paese del Golfo aveva chiuso il proprio spazio aereo dopo l’inizio dell’offensiva israelo-americana contro l’Iran il 28 febbraio, in seguito alle rappresaglie di Teheran nel Golfo Persico. Il 7 marzo aveva ricominciato a volare la compagnia di bandiera, la Qatar Airways.

Iran, Ue: "A ora no carenze carburanti voli; pronti a piu' scenari"

Sulla disponibilita’ di carburante per gli aerei, “al momento non si registrano carenze nell’Ue”. Lo ha dichiarato la portavoce della Commissione europea, Eva Hrncirova, nel briefing quotidiano con la stampa. “Ovviamente, parte della preparazione consiste nel parlare con i cittadini, nell’informarli, e sappiamo che la situazione non e’ ideale. C’e’ una crisi in Medio Oriente che ovviamente influenza i mercati nell’Unione europea. Il nostro ruolo e’ principalmente quello di coordinare e prepararci a diversi scenari”, ha aggiunto la portavoce europea sottolineando che il gruppo di coordinamento sul petrolio si riunira’ nuovamente alla fine di questa settimana.

Teheran, 'se ci saranno segnali positivi, potremmo andare a Islamabad

Ebrahim Azizi, presidente della Commissione per la Sicurezza Nazionale del Parlamento iraniano, apre in un’intervista a Al Jazeera alla presenza iraniana ai colloqui a Islamabad ma a certe condizioni. L’Iran, afferma, ha deciso di proseguire i colloqui con gli Stati Uniti, ma ciò “non significa negoziare a qualsiasi costo” né accettare “qualsiasi approccio adottato dall’altra parte”. L’Iran ha fissato delle linee rosse, e queste “devono essere rispettate”, ha affermato. Alla domanda se l’Iran invierà una delegazione a Islamabad, Aziz ha risposto che dipende dal fatto che Teheran riceva o meno “segnali positivi”

Media Iran, 'droni iraniani hanno attaccato navi Usa'

“I terroristi americani poche ore fa hanno attaccato una nave portacontainer iraniana di nome Touska, che era diretta in Iran provenendo dalla Cina, nel Golfo di Oman. Dopo l’attacco degli americani, le forze iraniane hanno a loro volta attaccato con droni alcune navi militari americane. L’Iran risponderà a qualsiasi azione degli americani con la dovuta rappresaglia”. Lo scrive l’agenzia iraniana Tasnim.

Iran: Teheran, forse andremo a Islamabad se segnali positivi

Se dagli Stati Uniti giungeranno “segnali positivi”, l’Iran potrebbe inviare una squadra di negoziatori a Islamabad, dove sono previsti nuovi colloqui. È quanto ha dichiarato in un’intervista ad Al Jazeera il presidente della Commissione Parlamentare iraniana sulla Sicurezza Nazionale, Ebrahim Azizi.

Iran: Teheran, negoziati continuazione del campo di battaglia

Ebrahim Azizi, presidente della Commissione per la Sicurezza Nazionale del Parlamento iraniano, ha affermato che le azioni dell’Iran nei colloqui con gli Stati Uniti sono strettamente guidate dall’interesse e dalla sicurezza nazionale. Alla domanda se Teheran intendesse partecipare ai colloqui di Islamabad, Azizi ha risposto che “l’Iran agisce in base agli interessi nazionali” e farà tutto il necessario per “garantire gli interessi e la sicurezza del Paese”. Ha poi inquadrato la partecipazione ai colloqui come un’estensione degli sforzi del Paese sul campo di battaglia.

Posizioni opposte sul nucleare

Nei giorni scorsi Trump ha ripetuto che l’Iran ha acconsentito a quasi tutte le richieste americane sul programma nucleare. Tesi smentita seccamente dai leader iraniani: Mohammad Bagher Ghalibaf, il capo negoziatore iraniano, ha dichiarato in un discorso televisivo che gli Stati Uniti non sono riusciti a fare pressione sull’Iran tramite ultimatum né a ottenere il sostegno internazionale per la guerra

Teheran minaccia di non sedersi al tavolo con gli Usa

Teheran non conferma la sua partecipazione al nuovo giro di colloqui, anzi lascia trapelare tramite l’agenzia di stampa Tasnim vicina ai Pasdaran, che non accetterà di sedersi al tavolo finché permarra’ il blocco statunitense sullo stretto di Hormuz. Una mossa probabilmente tattica. Resta il fatto che il passaggio a Hormuz rimane uno dei nodi più delicati della trattativa. Teheran e Washington si accusano a vicenda di avere chiuso lo stretto in violazione dell’accordo di cessate il fuoco e la via navigabile del Golfo Persico.

Trump: senza accordo distruggeremo le centrali elettriche

Trump ha ribadito la minaccia di “neutralizzare” le centrali elettriche e i ponti iraniani se Teheran non dovesse accettare un accordo: “Stiamo offrendo un accordo molto equo e ragionevole e spero che lo accettino. Se non lo faranno, gli Stati Uniti distruggeranno ogni singola centrale elettrica e ogni singolo ponte in Iran”, ha scritto il presidente Usa su Truth.

Usa cattura nave di Teheran che forzava il blocco

Una nave iraniana che ha tentato di forzare il blocco navale è stata catturata dalla Marina statunitense. Lo ha annunciato Donald Trump che ha aggiunto che nel corso dell’operazione sono stati sparati colpi contro il mercantile iraniano nel Golfo dell’Oman. “L’equipaggio iraniano si è rifiutato di obbedire, quindi la nostra nave li ha fermati immediatamente aprendo una falla nella sala macchine. Al momento, i Marines statunitensi hanno preso in custodia la nave”, ha aggiunto Trump.

Negoziati a rischio, tensione tra Usa e Iran

Un nuovo round negoziale tra Usa e Iran con la mediazione del Pakistan potrebbe iniziare martedì a Islamabad, mentre lo Stretto di Hormuz rimane di fatto chiuso e si avvicina la scadenza del cessate il fuoco di due settimane. La delegazione americana, ha annunciato Donald Trump, arriverà nella serata di domani nella capitale del Pakistan per ulteriori negoziati sulla fine della guerra. A guidare il team di Washington sarà di nuovo il vicepresidente JD Vance, accompagnato dai principali collaboratori di Trump, Steve Witkoff e Jared Kushner.