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Guerra in Ucraina, Putin: “Il conflitto è vicino alla fine”. Il Cremlino apre ai negoziati con l’Europa, Schröder possibile mediatore

Le dichiarazioni al termine delle celebrazioni per il Giorno della Vittoria a Mosca

Guerra in Ucraina, Putin: “Il conflitto è vicino alla fine”. Il Cremlino apre ai negoziati con l’Europa, Schröder possibile mediatore

Guerra in Ucraina, Putin: “Il conflitto è vicino alla fine, ma la situazione resta grave”. Il Cremlino apre ai negoziati con l’Europa, il cancelliere tedesco Schröder possibile mediatore

Vladimir Putin torna a parlare del conflitto in Ucraina e, al termine delle celebrazioni per il Giorno della Vittoria a Mosca, lancia un messaggio inatteso: secondo il presidente russo, la guerra sarebbe ormai vicina a una fase conclusiva. Le dichiarazioni arrivano dopo una giornata particolarmente delicata nella capitale russa, segnata da forti misure di sicurezza durante la tradizionale parata sulla Piazza Rossa per l’anniversario della vittoria sul nazifascismo. Le autorità hanno limitato comunicazioni e spostamenti per il timore di possibili attacchi con droni ucraini. La cerimonia si è svolta in forma ridotta, con una durata più breve rispetto agli anni precedenti e una presenza limitata di mezzi militari moderni.

“Hanno cominciato a intensificare la sfida con la Russia, che continua ancora oggi. Penso che questo stia per finire, ma la situazione resta grave”, ha affermato Putin in una conferenza stampa. Il leader del Cremlino non ha però chiarito se si riferisse a una possibile vittoria militare russa o all’avvio di una soluzione diplomatica. Sul piano politico, il presidente russo ha aperto alla possibilità di un dialogo con l’Unione europea, dopo le recenti dichiarazioni del presidente del Consiglio europeo Antonio Costa, che aveva ribadito la disponibilità dell’Ue a sostenere negoziati per una “pace giusta e duratura” in Ucraina. Putin ha sostenuto che Mosca “non ha mai rifiutato” il confronto con Bruxelles e ha ironicamente indicato l’ex cancelliere tedesco Gerhard Schröder come possibile figura di mediazione, precisando comunque che la Russia accetterebbe qualsiasi interlocutore ritenuto affidabile dall’Europa, purché non abbia assunto toni ostili nei confronti di Mosca.

Nel frattempo, resta fragile il cessate il fuoco di tre giorni annunciato con la mediazione degli Stati Uniti e valido fino all’11 maggio. Donald Trump aveva espresso l’auspicio che la tregua potesse rappresentare “l’inizio della fine” della guerra, ma dal Cremlino sono arrivate parole più prudenti. Il portavoce Dmitry Peskov ha sottolineato che Washington punta a risultati rapidi, mentre una soluzione negoziale richiederebbe “tempo e dettagli complessi”. Sulla stessa linea Yuri Ushakov, consigliere diplomatico di Putin, che ha definito premature le aspettative su un possibile prolungamento della tregua. Secondo Ushakov, il cessate il fuoco sarebbe stato raggiunto dopo intense trattative tra Mosca e Washington, anche per evitare un’escalation durante le celebrazioni sulla Piazza Rossa. Al momento, però, non ci sarebbero progressi concreti verso una ripresa dei negoziati diretti tra Russia e Ucraina. Anche l’ipotesi di uno scambio di mille prigionieri per parte, evocata da Trump nei giorni scorsi, richiederà ancora tempo, poiché entrambe le parti starebbero lavorando alla definizione delle liste.

Durante il discorso rivolto ai militari, Putin ha infine ribadito la narrativa del Cremlino sull’“operazione militare speciale”, paragonando i soldati impegnati in Ucraina ai combattenti sovietici della Seconda guerra mondiale. Secondo il presidente russo, le truppe starebbero contrastando “una forza aggressiva sostenuta dall’intero blocco Nato”. A sottolineare il richiamo simbolico alla vittoria del 1945, nella parata sono comparsi soprattutto i carri armati T-34, gli stessi utilizzati dall’Armata Rossa nella conquista di Berlino. Limitata anche la presenza di leader stranieri: oltre al presidente bielorusso Alexander Lukashenko, erano presenti delegazioni provenienti da Kazakhstan, Laos e Malaysia. Per l’Unione europea ha partecipato soltanto il premier slovacco Roberto Fico, che ha definito “un onore” la sua presenza alle celebrazioni di Mosca.

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