Manager / Chi è Benedetto Vigna, l’amministratore delegato di Ferrari: fisico subnucleare, ora punta sull’elettrico con il nuovo modello Luce
La prima Ferrari elettrica non è ancora arrivata ufficialmente sul mercato, ma è già diventata uno dei temi centrali del dibattito automobilistico internazionale. Al Motor Valley Fest di Modena, la nuova Ferrari Luce ha attirato attenzione, curiosità e inevitabilmente critiche, soprattutto da parte di chi considera il motore termico un elemento insostituibile dell’identità del Cavallino Rampante. A difendere il progetto è stato l’amministratore delegato di Ferrari, Benedetto Vigna, che ha chiarito la posizione dell’azienda: ben lontana dall’essere un rottura con la tradizione, il nuovo modello dimostra l’ampliamento di una gamma tecnologica destinata a convivere con motori termici e sistemi ibridi. La strategia – diversa rispetto a quella di molti costruttori europei che hanno fissato date precise per l’uscita definitiva dai motori endotermici – mira a mantenere aperte più strade tecnologiche e ad accogliere con positività la transizione elettrica.
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Vigna, amministratore delegato Ferrari dal settembre 2021, è uno dei manager italiani più apprezzati nel settore tecnologico internazionale. Nato a Potenza il 10 aprile 1969 e cresciuto a Pietrapertosa, in Basilicata, proviene da un percorso molto diverso rispetto ai tradizionali dirigenti dell’automotive. Laureato con lode in fisica subnucleare all’Università di Pisa nel 1993, ha maturato esperienze scientifiche al CERN di Ginevra, al sincrotrone di Grenoble e al Max Planck Institut di Monaco di Baviera. Nel 1995 entra in STMicroelectronics, azienda nella quale costruisce gran parte della propria carriera e diventa una figura centrale nello sviluppo dei sistemi microelettromeccanici, i cosiddetti MEMS. Con il suo team realizza uno dei dispositivi che avrebbe avuto maggiore impatto nella tecnologia contemporanea: l’accelerometro a tre assi, inizialmente progettato per gli airbag automobilistici e successivamente miniaturizzato per applicazioni consumer.
Quel sensore viene utilizzato prima nei controller della Nintendo Wii, rivoluzionando l’interazione nel mondo dei videogiochi, e poi negli iPhone Apple per consentire la rotazione automatica dello schermo. Un’innovazione che ha cambiato il modo in cui milioni di persone interagiscono con i dispositivi elettronici. Nel corso della sua carriera Vigna ha depositato oltre duecento brevetti ed è stato candidato al premio di “Inventore europeo” promosso dall’European Patent Office. Nel 2015 ha inoltre ricevuto il prestigioso “Frederik Philips Award” dell’IEEE per il contributo allo sviluppo e alla commercializzazione dei sistemi MEMS.
Una scelta vincente
La scelta di affidargli la guida della Ferrari nel 2021 aveva inizialmente sorpreso parte del settore automobilistico. Vigna non proveniva infatti dal mondo delle auto sportive, ma dalla tecnologia avanzata e dalla microelettronica. Proprio questa caratteristica è stata però interpretata dal gruppo come una risorsa strategica. In un’epoca in cui software, elettronica, intelligenza artificiale e gestione energetica stanno diventando centrali anche nell’automobile, Ferrari ha deciso di affidarsi a un manager capace di coniugare innovazione scientifica e visione industriale. La Ferrari Luce rappresenta oggi il simbolo più evidente di questa nuova fase: un tentativo di portare il Cavallino Rampante dentro il futuro senza rinunciare alla propria storia.
Intanto, sulla Ferrari Luce, stando alle dichiarazioni del CEO, sarebbero già arrivati i primi riscontri commerciali. Un elemento che Ferrari considera particolarmente interessante riguarda il profilo degli acquirenti: molti dei clienti interessati al nuovo modello sarebbero infatti nuovi ingressi nel marchio, segnale che l’elettrico potrebbe permettere alla casa di Maranello di intercettare una fascia diversa di mercato. La Ferrari Luce, infatti, si colloca nella fascia più esclusiva della produzione di Maranello, con un prezzo stimato intorno ai 550 mila euro. Ferrari dovrà dimostrare di poter trasferire nell’elettrico elementi che storicamente definiscono il valore percepito del marchio: esclusività, coinvolgimento emotivo, dinamica di guida e marginalità economica. Il successo, insomma, dipenderà dalla capacità di Ferrari di costruire una nuova idea di emozione sportiva senza perdere la propria identità.

