Guerra in Medio Oriente: l’Iran abbatte due caccia USA e respinge la proposta americana di tregua di 48 ore. 365 i militari americani feriti dall’inizio di “Epic Fury”
L’Iran ha abbattuto due aerei militari statunitensi nel corso delle ultime ore, in quello che rappresenta uno degli episodi più rilevanti dall’inizio del conflitto con gli Stati Uniti, giunto al 36° giorno. A preoccupare maggiormente è il destino incerto di uno dei piloti, ancora disperso, mentre sono in corso operazioni di ricerca e recupero particolarmente delicate. La giornata di ieri, infatti, si è aperta con la notizia della caduta di un caccia F-15E nella regione di Kohgiluyeh, nella provincia iraniana di Boyer-Ahmad. Le immagini del velivolo abbattuto sono state diffuse dalla televisione di Stato iraniana, che ha anche annunciato una ricompensa per chiunque contribuisca alla cattura del pilota americano disperso.
Uno dei membri dell’equipaggio risulta essere stato recuperato, mentre non si hanno notizie del secondo. Le operazioni di ricerca hanno coinvolto anche due elicotteri UH-60 Black Hawk, colpiti durante le manovre: diversi militari sono rimasti leggermente feriti, ma nessuno sarebbe in pericolo di vita. Nonostante la gravità dell’episodio, Donald Trump ha minimizzato l’impatto dell’accaduto sui negoziati con Teheran: “È la guerra. Siamo in guerra”, ha dichiarato in un’intervista telefonica a NBC News, lasciando intendere che i contatti diplomatici potrebbero proseguire.
Tuttavia, secondo fonti citate dal Wall Street Journal, i tentativi di mediazione, guidati dal Pakistan, sarebbero attualmente in stallo. L’Iran avrebbe rifiutato un incontro con funzionari americani previsto nei prossimi giorni a Islamabad, giudicando “inaccettabili” le richieste avanzate da Washington. Anche una recente proposta di piano di pace inviata dagli Stati Uniti sarebbe stata respinta perché ritenuta “eccessiva”. Secondo alcune fonti, la richiesta di 48 ore di tregua sarebbe stata respinta.
Nel corso della giornata, la tensione è ulteriormente salita con la notizia della caduta di un secondo jet americano nel Golfo Persico. Si tratterebbe di un A-10 Warthog, probabilmente impegnato proprio nelle operazioni di ricerca del pilota disperso. In questo caso, il pilota è riuscito a eiettarsi e a mettersi in salvo fuori dallo spazio aereo iraniano. La notizia del secondo abbattimento ha innescato manifestazioni di esultanza a Teheran, dove, secondo quanto riportato da Al Jazeera, si sono registrati festeggiamenti spontanei a sostegno delle forze armate iraniane. Un quadro che contrasta con le recenti dichiarazioni di Trump, che aveva sostenuto come le capacità di difesa aerea iraniane fossero ormai state neutralizzate. Gli ultimi sviluppi sembrano invece indicare uno scenario ben diverso, con il rischio di una nuova escalation militare nella regione.
Esplosioni a Teheran e tensioni nello Stretto di Hormuz
Nelle ultime ore, diverse esplosioni sono state segnalate a nord di Teheran, alimentando ulteriormente il clima di instabilità. Sul fronte diplomatico, il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha rinviato il voto su una risoluzione promossa dal Bahrein per garantire la sicurezza dello Stretto di Hormuz, snodo fondamentale per il traffico globale di petrolio. Il testo, già modificato per includere solo misure difensive, resta bloccato per l’opposizione di Russia e Cina.
Nel frattempo, il conflitto si estende anche al Libano. Raid israeliani hanno colpito la periferia sud di Beirut, con l’esercito di Israele che ha dichiarato di aver preso di mira infrastrutture di Hezbollah. Si registrano inoltre tre nuovi feriti tra i caschi blu, segnale di un coinvolgimento sempre più rischioso anche per le forze internazionali presenti nell’area. Intanto, il Pentagono ha aggiornato il bilancio dell’Operazione “Epic Fury”: sono 365 i militari americani feriti dall’inizio dell’intervento, con 13 vittime. La maggior parte dei feriti appartiene all’Esercito, seguito da Marina, Marines e Aeronautica.

