Quaranta persone sono morte nella notte tra domenica e lunedì per le violenze compiute da bande armate in una zona poco distante dalla capitale di Haiti, Port-au-Prince: lo ha riferito il sindaco all’agenzia AFP. “Abbiamo contato circa 40 cadaveri. Le ricerche sono in corso. Alcune persone risultano ancora disperse” in seguito all’attacco avvenuto a Kenscoff, ha dichiarato il sindaco Massillon Jean, descrivendo “una notte di terrore” nelle cittadina da mesi flagellata dai crimini delle bande.
Ad Haiti continua incessantemente la crisi umanitaria e della sicurezza. Secondo il rappresentante speciale del segretario generale delle Nazioni Unite nel Paese, Carlos Ruiz Massieu, circa un milione e mezzo di persone sono state costrette ad abbandonare le proprie case a causa della violenza delle bande armate. Come se non bastasse, negli ultimi tre mesi almeno 1.600 persone sono state uccise.
In un’intervista a Infobae, il diplomatico ha spiegato che i gruppi criminali, forti di un organico stimato tra i 10.000 e i 15.000 membri, esercitano un’influenza o un controllo su circa il 70-75 per cento della capitale Port-au-Prince. Ruiz Massieu ha ribadito che, nonostante il sostegno del Consiglio di Sicurezza dell’Onu alla missione internazionale di supporto alla sicurezza, saranno necessari interventi coordinati sul fronte della sicurezza, della giustizia e dello sviluppo per riportare il Paese a una condizione di stabilità.


