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Hantavirus sulla Hondius, la nave dei contagi arriva a Tenerife: sbarco blindato per oltre 140 persone

Per le operazioni di sicurezza sono stati mobilitati 325 agenti della Guardia Civil e 33 poliziotti, insieme al personale sanitario

Hantavirus sulla Hondius, la nave dei contagi arriva a Tenerife: sbarco blindato per oltre 140 persone

Hantavirus, la MV Hondius arriva a Tenerife. Sbarco blindato per oltre 140 persone. L’Oms: “Rischio di contagio basso”

La nave da crociera MV Hondius, al centro di un’allerta sanitaria per un focolaio di hantavirus, è arrivata intorno alle 7 di questa mattina nelle acque del porto di Granadilla, nel sud di Tenerife, alle Canarie. L’imbarcazione battente bandiera olandese non attraccherà direttamente al molo: resterà in rada mentre passeggeri ed equipaggio verranno evacuati con rigide misure di sicurezza. A bordo si trovano oltre 140 persone tra turisti e membri dell’equipaggio. Secondo quanto riferito dall’Organizzazione mondiale della Sanità, dalle autorità spagnole e dalla compagnia Oceanwide Expeditions, al momento nessuno presenterebbe sintomi riconducibili al virus. Nonostante questo, lo sbarco sarà gestito con un protocollo straordinario per evitare qualunque rischio sanitario.

I passeggeri e una parte dell’equipaggio saranno trasferiti a terra con piccole imbarcazioni, sottoposti a controlli medici e poi accompagnati in strutture sanitarie per la quarantena precauzionale. Potranno portare con sé soltanto beni essenziali, documenti, telefono e caricabatterie. Il resto dell’equipaggio proseguirà invece il viaggio verso i Paesi Bassi, dove la nave sarà sottoposta a un’operazione completa di disinfezione. Le autorità di Tenerife hanno vietato l’attracco diretto della Hondius anche se sul molo sono state allestite tende per l’accoglienza. Le operazioni di evacuazione proseguiranno tra oggi e domani, mentre aerei speciali riporteranno i passeggeri nei rispettivi Paesi.

Sul posto sono arrivati anche il direttore generale dell’Oms Tedros Adhanom Ghebreyesus, la ministra spagnola della Sanità Mónica García, il ministro dell’Interno Fernando Grande-Marlaska e il ministro della Politica territoriale Ángel Víctor Torres. Tedros ha cercato di rassicurare la popolazione locale, ancora segnata dal ricordo della pandemia: “Questa situazione non è comparabile a quella del Covid”, ha dichiarato, spiegando che il rischio per gli abitanti di Tenerife è considerato basso sia per la natura del virus sia per le misure predisposte dal governo spagnolo. “Il trauma del Covid è ancora presente, lo comprendiamo, ma oggi la situazione è diversa”, ha aggiunto.

Anche la ministra García ha definito l’operazione “inedita”, assicurando però che “è tutto pronto” per garantire sicurezza sanitaria e gestione dei rimpatri. Sono coinvolti 23 Paesi nelle procedure di quarantena ed evacuazione. Stati Uniti e Regno Unito hanno già predisposto voli speciali per riportare a casa i propri cittadini: i passeggeri americani saranno trasferiti in quarantena in un centro medico del Nebraska, mentre quelli spagnoli verranno accolti in strutture sanitarie sul territorio nazionale. Per le operazioni di sicurezza sono stati mobilitati 325 agenti della Guardia Civil e 33 poliziotti, insieme al personale sanitario incaricato di seguire lo sbarco e i controlli medici. La Spagna ha inoltre attivato il meccanismo europeo di protezione civile per avere a disposizione un aereo sanitario attrezzato per malattie infettive nel caso in cui qualcuno sviluppi sintomi durante le prossime ore.

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