Doveva essere una misura di contenimento, ma secondo il racconto di chi era a bordo la gestione dell’emergenza sarebbe stata ben diversa. A far emergere nuovi dettagli sul caso della nave-focolaio colpita dall’Hantavirus è Ruhi Cenet, documentarista e influencer turco da milioni di follower, sbarcato al 24esimo giorno di navigazione.
La sua testimonianza aggiunge un tassello inquietante a una vicenda già segnata da paura, morti e polemiche. “Quando ci hanno avvisato che un uomo era morto, ho pensato fosse per il mare grosso”, racconta. Solo dopo, con il precipitare della situazione sanitaria a bordo, sarebbe emersa la gravità reale di quanto stava accadendo.
“Eravamo in quarantena, ma ci facevano mangiare assieme”
Il punto più delicato del suo racconto riguarda proprio le misure adottate sulla nave durante la quarantena. Secondo Cenet, infatti, i passeggeri non sarebbero stati realmente separati, nonostante l’allarme sanitario già in corso.
“Nonostante la quarantena i passeggeri non sono stati separati, abbiamo continuato a mangiare insieme”, denuncia. Una frase che pesa, perché suggerisce una gestione poco rigorosa proprio nella fase in cui sarebbe servita la massima prudenza per evitare ulteriori contagi.
La critica al personale di bordo
Nel suo racconto, Ruhi Cenet punta il dito anche contro il livello di attenzione garantito dal personale. “Mi sarei aspettato più attenzione dal personale a bordo”, afferma, lasciando intendere che la risposta all’emergenza non sia stata all’altezza della situazione.
La sua testimonianza rischia ora di aggravare ulteriormente le polemiche sulla gestione del focolaio e sulle comunicazioni date ai passeggeri durante i giorni più critici della traversata.
Un caso che continua a far discutere
Le parole dell’influencer turco arrivano mentre restano fortissime le preoccupazioni per quanto accaduto sulla nave. Il caso Hantavirus in mare non è più solo un episodio sanitario, ma anche una questione di protocolli, trasparenza e sicurezza a bordo.
E proprio il dettaglio raccontato da Cenet — la quarantena senza reale separazione tra i passeggeri — rischia di diventare uno degli aspetti più controversi dell’intera vicenda.
