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Garlasco, ora Stasi ci crede davvero: “Commosso e allibito, non pensava qualcuno avesse visto quel video…”

L’avvocato De Rensis: “Restiamo con i piedi per terra, ma si apre la possibilità di una revisione. Questa indagine farà paura a qualcuno”

Garlasco, ora Stasi ci crede davvero: “Commosso e allibito, non pensava qualcuno avesse visto quel video…”
programmi tv 24 maggio 2022 alberto stasi

La chiusura dell’inchiesta della Procura di Pavia su Andrea Sempio ha riacceso le speranze di Alberto Stasi, condannato in via definitiva a 16 anni per l’omicidio di Chiara Poggi. A esporsi pubblicamente è stato il suo legale Antonio De Rensis, intervenuto durante la trasmissione “IgnotoX” su La7.

Alberto ha una speranza sempre più crescente, ma ha anche comunque un equilibrio che lo fa rimanere con i piedi per terra”, ha spiegato l’avvocato, sottolineando come Stasi sia consapevole della propria situazione ma anche del fatto che quella in corso sia “un’indagine seria”. Secondo De Rensis, il nuovo quadro investigativo potrebbe aprire concretamente la strada a una richiesta di revisione del processo. “Forse ci permetterà di lavorare intensamente, e nel tempo più veloce possibile, compatibilmente con la mole degli atti, per preparare una richiesta di revisione”, ha dichiarato il legale, come riferito dall’ANSA.

“Questa indagine farà paura a qualcuno”

Nel corso dell’intervento televisivo, De Rensis ha usato toni molto duri contro chi, a suo dire, avrebbe screditato o ostacolato il nuovo lavoro investigativo della Procura di Pavia. “Questa indagine fa e farà tanta paura a qualcuno”, ha affermato. “Si cerca di sfuggire la realtà immaginando situazioni che non hanno niente a che vedere con la realtà”. L’avvocato ha poi aggiunto una frase destinata a far discutere: “Chissà che questa indagine non ci faccia scoprire che qualche censore verrà poi censurato”.

L’affondo sull’“operazione spazzatura”

De Rensis ha parlato apertamente di una presunta “operazione spazzatura”, difendendo invece il lavoro degli attuali magistrati impegnati nell’indagine su Garlasco. “Che ci sia stata un’operazione spazzatura, questo è sicuro. Però quando fai l’operazione spazzatura, devi calcolare bene il vento, perché se sbagli il vento la spazzatura ti torna in faccia”, ha detto.

Parole accompagnate da una netta presa di posizione a favore degli inquirenti pavesi: “Questa nuova indagine è stata svolta da dei galantuomini, che non hanno mai avuto contatti con alcuno”. Il legale ha anche escluso qualsiasi rapporto privilegiato con i magistrati: “L’ultima volta che ho parlato e visto il procuratore capo è stato quando è stato sentito Alberto, e lo stesso vale per gli altri pubblici ministeri”.

Le lacrime di Stasi dopo la notizia

La svolta investigativa è arrivata mentre Alberto Stasi si trovava al lavoro in regime di semilibertà in un’azienda privata del centro di Milano. Condannato in via definitiva a 16 anni, ha un fine pena fissato al 22 ottobre 2028, al netto degli sconti.

A informarlo è stato un messaggio della sua legale Giada Bocellari con il testo dell’intercettazione contestata ad Andrea Sempio e rilanciata dalle agenzie di stampa. Erano passate da poco le 17.30 e l’avvocata, impegnata in un convegno, non era riuscita inizialmente a parlargli direttamente. Stasi, secondo quanto trapela dalla difesa, sarebbe rimasto “commosso e allibito” davanti agli sviluppi dell’inchiesta della Procura di Pavia. Dopo una cena veloce a casa di un amico, è rientrato nel carcere di Bollate, dove dal dicembre 2015 usufruisce della semilibertà.

“Non immaginava che qualcuno avesse visto quei video”

Secondo i suoi legali, Stasi sarebbe rimasto particolarmente colpito dai passaggi dell’intercettazione in cui Sempio, secondo l’interpretazione dei pm, farebbe riferimento a video intimi tra lui e Chiara Poggi. Ai difensori avrebbe detto di non avere “la più vaga idea” che qualcuno potesse aver avuto accesso a quei filmati e che Chiara non gli avesse mai fatto intuire una possibilità simile.

Anche perché, viene spiegato, Stasi non utilizzava abitualmente quel computer e non sapeva nemmeno dove Chiara conservasse i loro video privati. Fino a pochi giorni prima del delitto, inoltre, non sarebbe mai rimasto solo nella villetta di Garlasco, perché in casa erano presenti i genitori della ragazza oppure la coppia si incontrava nell’abitazione di lui.

La strategia dei legali: revisione e sospensione della pena

Rispetto agli anni del processo, Stasi avrebbe cambiato radicalmente atteggiamento verso la vicenda giudiziaria. Oggi segue poco il caso, evita trasmissioni e articoli e preferisce mantenere un approccio più distaccato. Negli ultimi mesi ha letto con attenzione soltanto la relazione sul Dna della perita Denise Albani, prima dell’udienza dello scorso 18 dicembre. Ora i suoi avvocati, Giada Bocellari e Antonio De Rensis, stanno valutando le prossime mosse. Tra le ipotesi sul tavolo non c’è solo la revisione del processo, ma anche una possibile richiesta di sospensione della pena.

“Prima lo escludevamo per non aggiungere carico emotivo ad Alberto, ma ora se ci fosse un quadro solido potremmo richiederla”, ha spiegato Bocellari. L’avvocata ha commentato anche l’intercettazione attribuita a Sempio: “Quando l’ho letta sono sobbalzata perché punta su un paio di passaggi fondamentali. Se fosse confermato il testo dell’intercettazione e non fosse stata isolata, sarebbe agghiacciante”. Poi la conclusione: “A quel punto l’obiettivo sarebbe quello di tirar fuori dal carcere Alberto Stasi il prima possibile. Ma aspettiamo e cerchiamo di valutare con attenzione gli atti. La fase è delicata, ma abbiamo fiducia negli inquirenti e nel loro lavoro”.