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Missili sul Golfo, gli Houthi colpiscono l’Arabia Saudita. E Usa-Iran litigano anche a Vienna

Missili balistici e droni colpiscono Khamis Mushait, Abha e Taif. Washington nega il visto a Mohammad Eslami per le sanzioni

Missili sul Golfo, gli Houthi colpiscono l’Arabia Saudita. E Usa-Iran litigano anche a Vienna
Foto Lapresse

Tredici civili sono rimasti feriti negli attacchi lanciati dagli Houthi contro tre città dell’Arabia Saudita. Mentre Riad conta i danni, a Vienna Iran e Stati Uniti si scontrano sull’esclusione di Mohammad Eslami dalla conferenza dell’Aiea.

La coalizione denuncia danni a sette abitazioni, mentre Teheran protesta per i visti negati a Vienna

Tredici civili feriti, sette abitazioni e due veicoli danneggiati. È il bilancio degli attacchi lanciati dagli Houthi il 14 settembre contro Khamis Mushait, Abha e Taif, nel sud dell’Arabia Saudita. La coalizione militare guidata da Riad ha riferito che i ribelli yemeniti hanno utilizzato missili balistici e droni.

Un portavoce della coalizione ha scritto su X: “Lunedì 14 settembre 2026 la milizia ha lanciato attacchi contro obiettivi civili nelle città di Khamis Mushait, Abha e Taif utilizzando diversi missili balistici e droni, provocando ferite da lievi a moderate a tredici civili, oltre a danni a sette abitazioni e due veicoli”. Gli Houthi hanno intensificato l’offensiva dopo i raid aerei sauditi sullo Yemen. I ribelli sostengono che Riad abbia colpito il Paese 50 volte nelle ultime 24 ore e hanno presentato i lanci contro l’Arabia Saudita come una rappresaglia. Negli ultimi giorni hanno inoltre conquistato due isole nel Mar Rosso, aumentando la pressione nell’area di Bab el-Mandeb, passaggio essenziale per le navi che collegano il Golfo al Mediterraneo.

Il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman è atteso in Egitto per un confronto con il presidente Abdel Fattah al-Sisi. Riad deve gestire gli attacchi provenienti dallo Yemen mentre il traffico energetico regionale risente anche delle tensioni sullo Stretto di Hormuz.

Teheran protesta per l’esclusione di Eslami dall’Aiea

Nelle stesse ore, Iran e Stati Uniti si sono scontrati a Vienna. Teheran ha accusato Washington di aver impedito a Mohammad Eslami, capo dell’Organizzazione per l’energia atomica iraniana, di partecipare alla conferenza dell’Aiea e ha convocato l’incaricato d’affari austriaco per protestare contro la mancata concessione dei visti alla delegazione iraniana.

Washington ha collegato l’esclusione alle sanzioni che riguardano Eslami. Il segretario americano all’Energia Chris Wright ha spiegato di aver provato a chiedere una deroga “ma gli è stata negata”. La disputa complica ulteriormente ogni tentativo di riportare Stati Uniti e Iran a un tavolo. Donald Trump continua comunque a lasciare aperta l’ipotesi di un confronto con Teheran: “L’Iran, un paese in crisi, vuole concludere un accordo, in fretta e male. Deciderò io se gli Stati Uniti sceglieranno o meno di avviare un confronto, un’ipotesi a cui siamo aperti”.

Negli ultimi mesi i tentativi di trattativa sono stati interrotti più volte. All’inizio di luglio, secondo il New York Times, i falchi iraniani hanno attaccato tre navi commerciali a Hormuz e provocato danni in Qatar, sorprendendo anche una parte dei negoziatori di Teheran e il presidente Masoud Pezeshkian.

Hormuz e Bab el-Mandeb spingono ancora il petrolio

Lo Stretto di Hormuz resta uno dei punti principali del confronto. Trump punta a una riduzione dei prezzi del petrolio prima delle elezioni di metà mandato e da settimane sostiene che le quotazioni “Crolleranno non appena finirà il conflitto militare con l’Iran, e non ci vorrà molto”.

Il presidente americano ha inoltre rivendicato che il “petrolio scorre a Hormuz” e ha ventilato la possibilità di chiedere rimborsi ai Paesi che beneficiano della protezione delle rotte marittime. “Lo stiamo facendo molto di più per gli altri che per noi stessi, e lo abbiamo fatto per generazioni”, ha aggiunto.

Agli effetti delle tensioni a Hormuz si sommano ora gli attacchi degli Houthi e il rischio per Bab el-Mandeb, altra rotta essenziale per il trasporto di greggio dal Golfo verso il Mediterraneo. Le due aree concentrano così una parte crescente delle preoccupazioni sui rifornimenti globali e sulle quotazioni del petrolio, mentre gli attacchi tra Arabia Saudita e Houthi continuano.

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