
In Russia un gruppo di eminenti psicologi, psichiatri ed educatori per l’infanzia hanno lanciato un appello al presidente Vladimir Putin, affinche’ consenta a un centinaio di orfani di essere adottati negli Usa. Il rischio, altrimenti, e’ che i piccoli subiscano “gravi traumi psichici”. Si tratta di bambini la cui procedura di affidamento era ormai giunta alle fasi finali, quando il 1 gennaio e’ entrata in vigore la controversa ‘legge anti-Magnitsky’, con cui Mosca ha vietato le adozioni da parte di cittadini statunitensi. La misura e’ stata la risposta russa alla cosiddetta legge Magnitsky, varata da Washington l’anno scorso, che prevede misure restrittive contro funzionari russi sospettati di gravi violazioni dei diritti umani.
In una lettera aperta scritta a meta’ aprile ma che ha attirato l’attenzione dei mass media solo quando il 1 maggio e’ stata pubblicata su FaceBook da Andrei Bilzho, noto caricaturista ed ex psichiatra, si mettono in evidenza le gravi conseguenze psicologiche che il blocco delle adozioni potrebbe avere sui bambini coinvolti, i quali hanno gia’ sviluppato una certa affezione nei confronti dei futuri genitori, avendoli incontrati piu’ volte.
“Anche se si pensa che la mente di un bambino sia ‘flessibile’ e possa facilmente affrontare gravi traumi emotivi”, si legge nel testo, “la nostra esperienza e la nostra conoscenza ci dicono altro. La ripetuta interruzione di rapporti emotivi”, prosegue la missiva, “specialmente nei bambini puo’ portare a seri disturbi psichici”. (AGI) (AGI) – Mosca, 3 mag. – Gli specialisti firmatari dell’appello, tra cui figurano anche medici che hanno lavorato con bambini gravemente traumatizzati come i superstiti del sequestro alla scuola di Beslan, raccontano che molti di questi orfani hanno gia’ tentato piu’ di una volta di essere adottati in Russia, ma senza successo. Inoltre, alcuni di loro hanno problemi di salute che necessitano di cure non disponibili in patria. Secondo quanto riportato dal servizio in lingua russa del network pubblico britannico ‘Bbc’, i promotori dell’iniziativa contano adesso di raccogliere molte piu’ firme, sulla scia della visibilita’ mediatica, e di inviare poi formalmente la lettera al leader del Cremlino.
Per ora, la petizione non ha comunque riscosso alcun commento ufficiale. La Federazione del resto e’ nel pieno di un lungo ponte festivo, che si protrarra’ fino a lunedi’. Putin stesso e’ in vacanza: ha trascorso la pausa a San Pietroburgo, dove ieri ha partecipato alla cerimonia di apertura del nuovo edificio che ospita il secondo palcoscenico del prestigioso teatro Mariinsky.
