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Missile NordCorea

Per il quarto giorno consecutivo la Corea del Nord ha mantenuto in vigore il blocco del complesso industriale di Kaesong, la zona industriale gestita in comune con il Sud, che ne garantisce il finanziamento: operativa dal 2004, e' l'unico esempio rimasto di cooperazione economica inter-coreana. Di primo mattino alcuni camion carichi di forniture e di materiali grezzi da lavorare si erano presentati al confine, dal quale l'area dista una decina di chilometri in direzione ovest, ma sono stati fermati ed e' stato intimato loro di tornare indietro poiche' l'accesso resta vietato a uomini e mezzi.

L'unico movimento ammesso rimane quello relativo all'eventuale rimpatrio dei cittadini sud-coreani che lavorano a Kaesong: secondo il ministero per l'Unificazione di Seul, in giornata ne dovrebbero rientrare un centinaio, lasciandovene nel complesso ancora cinquecento circa. Il regime di Pyongyang dal canto suo ha minacciato di ritirare gli oltre 53.000 lavoratori che dipendono da 123 compagnie del Sud, e di chiudere la struttura. La Corea del Sud ha replicato che, senza un regolare afflusso di scorte, le attivita' a Kaesong saranno forzatamente interrotte nel giro di pochi giorni. Per il Nord l'impianto rappresenta una vera e propria cassaforte, dalla quale ricava annualmente circa 2 miliardi di dollari in valuta pregiata.

Intanto la Corea del Nord ha anche collocato su due rampe di lancio, lungo la costa orientale, altrettanti missili a media gittata; e la notizia, data da Seul, ha scatenato i timori di un imminente attacco. Se cio' non bastasse ad innalzare la tensione, Pyongyang ha esortato le ambasciate straniere rimaste in loco a valutare se lasciare il Paese (l'Italia non e' presente perche' fa riferimento alla missione a Seul). Dopo i movimenti militari che sembrano preannunciare un imminente lancio di missili, la Corea del Sud ha dispiegato due navi con sistemi per intercettare missili lungo le coste del Mar Giallo e del Mar del Giappone; ed e' solo l'ennesimo movimento militare mell'area perche' Seul e Washington da giorni vigilano da vicinp le installazioni militari nordcoreane e hanno gia' preso una serie di contromisure.

I missili spostati lungo la costa orientale nordcoreana e pronti al lancio sono presumibilmente i Musudan, di cui Pyongyang non ha mai realizzato alcun test. Il Musudan (o Taepodong-X) fu presentato per la prima volta in una parata militare nell'ottobre 2010 e si ritiene che abbia la capacita' di coprire circa 3mila chilometri che possono arrivare a 4mila se il carico e' leggero. Almeno sul piano teorico, dunque, i Musudan dovrebbero arrivare ovunque in Corea del Sud o in Giappone, ma anche alle basi militari americane nell'isola di Guam (3.500 km a sud della penisola coreana). Anche se la maggior parte degli esperti ritiene che la Corea del Nord non abbia la tecnologia necessaria per miniaturizzare le testate nucleari e montarle sui missili, Washington ha deciso l'invio sull'isola nell'oceano Pacifico delle batterie Thaad, un sistema di missili intercettori, gli unici al momento in grado di distruggere missili a corto e medio raggio tanto dentro che fuori l'atmosfera terrestre.

USA INVIERANNO AEREO-SPIA IN GIAPPONE PER SORVEGLIARE NORD - Gli Stati Uniti intendono inviare a breve termine in Giappone, per la prima volta, un aereo-spia a pilotaggio remoto Rq-4 Global Hawk, cosi' da accrescere le proprie capacita' di sorveglianza delle attivita' militari della Corea del Nord, che in apparenza si appresta a lanciare due missili balistici 'Musudan', in grado di raggiungere obiettivi posti fino a 4.000 chilometri di distanza. Lo scrive oggi il quotidiano 'Sankei Shimbun', che cita fonti anonime del governo nipponico. Il ricognitore telecomandato e privo di equipaggio a bordo sara' schierato nella base aerea Usa di Misawa, situata nella prefettura settentrionale di Aomori. Stando al giornale, il mese scorso Washington avrebbe informato l'alleato asiatico del suo piano, che prevede il dispiegamento del Global Hawk sul teatro operativo fra il giugno e il settembre prossimi: la data potrebbe peraltro essere anticipata alla luce dell'acuirsi della tensione nella penisola coreana. Munito di sofisticati sistemi di video-registrazione e di comunicazione, l'aereo-spia americano e' in grado di mantenere un'altitudine massima di 18.000 metri, e ha un'autonomia superiore alle trenta ore di volo in automatico. Utilizzato due anni fa per seguire gli sviluppi della crisi nucleare nell'impianto giapponese di Fukushima Daiichi 1, gravemente danneggiato da un violento terremoto e dallo tsunami che ne fu generato, sarebbe in grado di osservare tutti i movimenti intorno alla centrale atomica nord-coreana di Yongbyon, riattivata quattro giorni fa. Attualmente tre esemplari del velivolo sono di stanza a Guam, la piu' meridionale delle isole Marianne, possedimento statunitense nell'Oceano Pacifico nord-occidentale che sarebbe nel mirino dei 'Musudan' di Pyongyang.

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