In Iran e’ stata impiccata all’alba Reyhaneh Jabbari, la ragazza condannata a morte nel 2009 per aver ucciso il suo stupratore che era un ex agente dei servizi segreti iracheni. Lo ha reso noto l’uffico del procuratore di Teheran. La giovane era da cinque anni nel braccio della morte e a suo favore c’erano stati numerosi appelli internazionali, tra cui quelli di Papa Francesco, di Amnesty International, del ministro degli Esteri, Federica Mogherini e di tantissimi intellettuali iraniani.
La pagina Facebook della campagna per salvare la giovane arredatrice d’interni ha pubblicato la scritta “Riposa in pace”. L’esecuzione era stata fissata per il 30 settembre ma era stata poi rinviata facendo sperare in un atto di clemenza. Venerdi’ alla madre era stato permesso di visitare Reyhaneh per un’ora, un segnale che l’impiccagione era imminente. Il relatore dell’Alto commissariato per i diritti umani dell’Onu aveva denunciato che il processo del 2009 era stato viziato da molte irregolarita’ e non aveva tenuto conto che si era trattato di legittima difesa di fronte a un tentativo di stupro. La 26enne Reyhaneh Jabbari era stata arrestata nel 2007, quando ne aveva 19, per aver ucciso Morteza Abdolali Sarbandi, ex 007 di Baghdad, che l’avrebbe attirata nel suo appartamento con la scusa di offrirle un incarico e poi avrebbe tentato di abusare di lei. Il perdono della famiglia della vittima avrebbe salvato Reyhaneh dalla forca, ma il figlio dell’uomo ha chiesto che la ragazza negasse di aver subito un tentativo di stupro e lei si e’ sempre rifiutata di farlo. Secondo l’Onu dall’inizio dell’anno in Iran sono gia’ state giustiziate 250 persone.

