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Incendi in Indonesia, la nube tossica raggiunge Malesia e Filippine

Gli incendi in Indonesia spingono una nube di fumo su Malesia e Filippine. Emergenza nel Sarawak, aria pericolosa

Incendi in Indonesia, la nube tossica raggiunge Malesia e Filippine
Haze as seen from Antipolo city, Philippines blankets Metro Manila on Tuesday, Sept. 1, 2026, as some city governments suspend classes and advised residents to stay indoors due to unhealthy air quality which the government environmental agency says can possibly be from massive forest fires in Kalimantan, Indonesia. (AP Photo/Aaron Favila)

Gli incendi che stanno bruciando vaste aree dell‘Indonesia hanno generato una nube di fumo che si è spinta fino a Malesia, Brunei e Filippine. Nel Sarawak, in Malesia, il distretto di Serian ha dichiarato lo stato di emergenza dopo che l’indice di qualità dell’aria ha superato quota 500.

La crisi riguarda soprattutto Sumatra e Kalimantan, dove centinaia di migliaia di ettari sono già stati interessati dalle fiamme. Le autorità indonesiane stanno impiegando decine di migliaia di persone nelle operazioni di spegnimento.

Incendi in Indonesia: emergenza in Malesia, scuole chiuse per il fumo

La situazione più critica fuori dall’Indonesia si registra nello Stato malese del Sarawak, nel Borneo.

Venerdì 4 settembre il distretto di Serian ha dichiarato lo stato di emergenza dopo che l’Air Pollution Index ha raggiunto 519. In Malesia un valore superiore a 300 viene classificato come pericoloso, mentre quota 500 rappresenta la soglia prevista per l’emergenza.

Anche Kuching, capitale del Sarawak, ha registrato livelli pericolosi. Le scuole vengono chiuse quando l’indice supera quota 200 e le autorità possono sospendere le attività non essenziali all’aperto.

Il peggioramento della qualità dell’aria sta avendo conseguenze sanitarie. Secondo i dati riportati da ABC News, i casi di asma in Malesia sono aumentati del 259% nell’ultima settimana di agosto, in concomitanza con l’intensificazione della foschia.

Indonesia, il fumo arriva fino alle Filippine

Le correnti atmosferiche hanno trasportato il fumo molto oltre i confini indonesiani. Tra il 30 agosto e il 2 settembre, la qualità dell’aria nell’area metropolitana di Manila è stata classificata come “acutamente malsana”. Le concentrazioni di inquinanti hanno superato di oltre quattro volte i livelli raccomandati dall’Organizzazione mondiale della sanità, secondo i dati citati da ABC News.

Il servizio meteorologico regionale dell’Asean segnala ancora oggi foschia da moderata a densa sul Borneo settentrionale e sulle aree sud-occidentali delle Filippine. Focolai diffusi restano visibili in Kalimantan e nelle zone centrali e meridionali di Sumatra.

Singapore monitora la situazione perché nei prossimi giorni sono previste condizioni prevalentemente secche in buona parte della regione meridionale dell’Asean. La National Environment Agency avverte che il rischio di grave inquinamento transfrontaliero resterà elevato dove la siccità continuerà.

Indonesia, quanto territorio è già bruciato

Gli incendi hanno interessato più di 202 mila ettari in Indonesia nei primi sei mesi del 2026. Nel solo mese di luglio sono andati in fumo quasi 95 mila ettari, di cui oltre 73 mila tra Sumatra e Kalimantan. I dati ufficiali relativi ad agosto non sono ancora completi.

Le zone più colpite comprendono anche aree con torbiere. Quando questi terreni vengono prosciugati per essere convertiti in piantagioni o altre attività produttive diventano altamente infiammabili. Gli incendi di torba possono continuare a bruciare sotto la superficie e produrre grandi quantità di fumo.

La siccità provocata dal forte El Niño sta aggravando le condizioni, ma le autorità indonesiane sottolineano che serve comunque una fonte di innesco. Il ministero delle Foreste ha individuato diversi casi di terreni bruciati illegalmente per essere destinati a piantagioni di palma da olio.

Indonesia, arresti e operazioni antincendio

La risposta delle autorità comprende operazioni a terra, bombardamenti d’acqua dagli aerei e interventi di modificazione meteorologica per favorire le precipitazioni. Più di 39 mila persone sono state mobilitate nelle operazioni di spegnimento, tra militari, polizia, personale forestale, amministrazioni locali e volontari.

Le indagini riguardano anche le responsabilità umane. La polizia ha effettuato decine di arresti per sospetti incendi dolosi e sta verificando se dietro alcune operazioni di disboscamento possano esserci società private.

Le previsioni non indicano un miglioramento immediato. Il ministro indonesiano delle Foreste ha avvertito che settembre potrebbe essere uno dei mesi più difficili della stagione degli incendi, mentre le condizioni secche continuano a favorire nuovi focolai a Sumatra e nel Borneo.

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