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Intelligence Usa, Trump sceglie un fedelissimo (senza esperienza): ecco chi è William J. Pulte

Pulte è in realtà un rampollo dell’immobiliare americano, noto più per le sue battaglie sui social network che per l’expertise nei servizi segreti…

Intelligence Usa, Trump sceglie un fedelissimo (senza esperienza): ecco chi è William J. Pulte

Dal nostro inviato a Washington– Nell’amministrazione Trump sembra che ogni singola nuova nomina sia destinata a creare scalpore. Quella di William J. Pulte a direttore ad interim dell’intelligence nazionale degli Stati Uniti è riuscita a portare insieme Democratici e Repubblicani contro il presidente. Pulte è un rampollo dell’immobiliare americano, noto più per le sue battaglie sui social network che per l’expertise nei servizi segreti e si trova ora a coordinare le diciotto agenzie di intelligence degli Stati Uniti, dalla CIA all’FBI, dalla NSA all’agenzia geospaziale, con oltre centomila dipendenti federali e il compito di redigere ogni mattina il briefing più sensibile d’America: quello consegnato al presidente.

L’annuncio di Trump, come al solito, arriva su Truth Social. Ha elogiato Pulte per la sua “profonda esperienza nella gestione delle questioni più delicate d’America” e per aver supervisionato oltre 10 trilioni di dollari tra Fannie Mae e Freddie Mac. Quel che il post non menzionava è forse più rilevante: Pulte non ha nessuna esperienza documentata in sicurezza nazionale, intelligence militare o politica estera.

La nomina arriva dopo le dimissioni di Tulsi Gabbard, già di per sé una figura divisiva, che ha lasciato l’incarico a fine maggio, citando la diagnosi di una rara forma di cancro osseo al marito. Gabbard lascerà formalmente il 30 giugno; da quel momento Pulte guiderà l’Intelligence in via provvisoria, per un massimo di 210 giorni previsti dalla normativa, senza necessità di conferma del Senato. Intanto manterrà tutti i suoi incarichi attuali: direttore della Federal Housing Finance Agency, presidente del consiglio di Fannie Mae e presidente del consiglio di Freddie Mac.

L’ascesa di Pulte nel mondo della politica americana passa quasi interamente da Twitter (oggi X), dove si è distinto per uno stile aggressivo e una devozione ostentata a Donald Trump: foto insieme al presidente, elogi pubblici costanti, donazioni a non finire, tanto da essere descritto da fonti vicine al New York Post come il “più grande donatore al PAC di Trump nel 2022”. È questa fedeltà digitale e finanziaria che, secondo diverse ricostruzioni giornalistiche, lo ha messo sul radar della Casa Bianca. A gennaio 2025, Trump lo ha indicato per la guida dell’agenzia federale che vigila sul mercato dei mutui e sulle due principali entità del credito immobiliare americano. Il Senato lo ha confermato a marzo 2025 con 56 voti favorevoli e 43 contrari, con tre senatori democratici che hanno votato a favore.

Il suo mandato non è passato inosservato. Pochi giorni dopo l’insediamento, Pulte ha assunto anche la presidenza dei consigli di Fannie Mae e Freddie Mac, procedendo a rimuovere diversi componenti dei board e licenziare l’amministratrice delegata di Freddie Mac, Diana Reid. Ma è sul piano politico che le polemiche si sono fatte più acute. Usando l’accesso privilegiato ai dati ipotecari che la sua posizione gli garantiva, Pulte ha avanzato una serie di segnalazioni penali al Dipartimento di Giustizia contro figure apertamente antagoniste a Trump. Nel mirino sono finiti: la procuratrice generale di New York Letitia James, il senatore democratico della California Adam Schiff, il deputato Eric Swalwell, la governatrice della Federal Reserve Lisa Cook e la procuratrice distrettuale di Fulton County Fani Willis- tutti, in modi diversi, protagonisti di scontri giudiziari o politici con il presidente.

In tutto questo, la legge federale richiede che il Direttore permanente dell’Intelligence Nazionale abbia una “comprovata esperienza nel settore dell’intelligence militare o della sicurezza nazionale”. Il ruolo ad interim aggira questo requisito, consentendo una gestione provvisoria senza voto di conferma. Ma la lacuna è evidente, e anche alcuni esponenti repubblicani l’hanno riconosciuta pubblicamente. Mentre media, politici e lobby si scagliano contro la nomina, Trump sembra avere un piano chiaro per Pulte: il nuovo direttore avrà il duro incarico di diminuire fortemente le nomine di Obama e Biden all’interno del suo ufficio. Parlando con i giornalisti, Trump ha ribadito che l’incarico di Pulte è temporaneo, ma che si aspetta un grande lavoro dal suo fedelissimo, e che “mi piacerebbe vedere l’ufficio dell’intelligence più ridotto”. Oramai, gli obiettivi del tycoon per questa amministrazione sono chiari: cancellare il più possibile la presenza dei “fedeli” alle amministrazioni democratiche nel governo federale.