Due droni Hadid-110 lanciati dall’Iran hanno preso di mira l’ufficio del primo ministro della regione del Kurdistan Masrour Barzani e la residenza del capo dell’agenzia di sicurezza nel distretto di Pirmam, nella provincia di Erbil. Non sono state segnalate vittime. Lo riferiscono i media locali. La Direzione Generale per l’Antiterrorismo (CTD), ha condannato l’attacco notturno, giudicandolo “del tutto inaccettabile”. Ha inoltre avvertito che “i responsabili di tale azione si assumeranno la piena responsabilità delle conseguenze“.
L’Iran ha smentito l’esistenza di un nuovo mediatore nelle relazioni con gli Stati Uniti, dopo che ieri il sito Axios ha riportato la notizia che il presidente del Kurdistan iracheno, Barzani, ha contatto i Pasdaran per aprire un canale diretto con l’amministrazione Trump. “Il problema principale tra Teheran e Washington non è la mancanza di un mediatore”, ha dichiarato il portavoce del ministero degli Affari Esteri, Esmail Baqaei, come riporta l’agenzia Tasnim.
“Per quanto riguarda le questioni relative alle relazioni tra Iran e Stati Uniti, Paesi come il Pakistan e il Qatar stanno cercando di svolgere un ruolo di mediazione“, ha ricordato il portavoce, “è anche naturale che alcuni Paesi europei esprimano la propria disponibilità, ma questo non significa la formazione o l’accettazione di un nuovo mediatore nel processo di relazioni Iran-Usa”. “La principale sfida tra Iran e Stati Uniti non è la questione della mediazione, ma il problema risiede nel tipo di visione, nei calcoli errati e nell’insistenza del governo americano su metodi e approcci che si sono rivelati fallimentari centinaia di volte“, ha denunciato Baqaei.

