Bocciata la richiesta dei democratici. Gli scenari e i rischi che aumentano
Una risoluzione volta a limitare i poteri di Donald Trump nella guerra contro l’Iran è stata respinta dal Senato degli Stati Uniti, a causa del forte sostegno della maggioranza repubblicana all’operazione USA-Israele. A fine gennaio, ancor prima dell’inizio del conflitto, il senatore democratico Tim Kaine aveva presentato una risoluzione per “ordinare il ritiro delle forze armate statunitensi dalle ostilità contro la Repubblica Islamica dell’Iran che non siano state autorizzate dal Congresso”. Ma la sua iniziativa è stata respinta con 53 voti contrari e 47 a favore. Il democratico John Fetterman, che sostiene la guerra, ha votato contro, mentre il repubblicano Rand Paul è stato l’unico membro del suo partito a votare a favore.
Di fronte a un presidente che ha ampliato la presa del potere esecutivo su quello legislativo da quando è tornato alla Casa Bianca nel gennaio 2025, Tim Kaine, insieme a molti altri legislatori democratici, ha insistito sulla sua volontà di riaffermare l’autorità del Congresso, l’unico organo autorizzato dalla Costituzione degli Stati Uniti a dichiarare guerra. “Gli americani vogliono che il presidente Trump abbassi i prezzi, non che ci trascini in guerre inutili e infinite”, ha dichiarato martedì il senatore della Virginia, denunciando da sabato un conflitto avviato “illegalmente” dal repubblicano.
A seguito di un briefing riservato tenutosi ieri tra i senatori e, in particolare, il Segretario di Stato americano Marco Rubio, sulla guerra contro l’Iran, Tim Kaine ha detto che il governo non ha presentato alcuna prova di una “minaccia imminente da parte dell’Iran” contro gli Stati Uniti. La questione di una “minaccia imminente” è al centro del dibattito sulla legalità dell’avvio del conflitto da parte di Donald Trump.

