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Iran, la testimonianza di un italiano a Dubai: “Missili e droni, ma ciò che vi raccontano è falso. Ecco che cosa sta accadendo davvero”

Iran, la testimonianza di un italiano a Dubai: “Missili e droni, ma ciò che vi raccontano è falso. Ecco che cosa sta accadendo davvero”

Roberto Sorvillo, Ceo di Cosmica Group: “Missili e droni sulle nostre teste, ma tutto è sotto controllo. La sicurezza è una priorità qui a Dubai”

Mentre la tensione nel Golfo torna al centro delle cronache internazionali, con missili e droni che attraversano i cieli della regione senza colpire direttamente gli Emirati, dall’altra parte del telefono Roberto Sorvillo, imprenditore italiano residente a Dubai da tre anni, racconta una realtà molto diversa da quella percepita in Italia. “La verità è che sto vivendo questa fase in maniera molto serena. Continuo a lavorare, incontro persone, ho appuntamenti di lavoro. Insomma, la città va avanti. Capisco la preoccupazione degli italiani che seguono le notizie da lontano: i turisti qui sono distanti dalla famiglia, non hanno punti di riferimento, non sono abituati al concetto di sicurezza che si vive negli Emirati e quindi è normale che vadano nel panico e decidano di rientrare in Italia. Ma per chi vive qui stabilmente la percezione è diversa”, dice il Ceo di Cosmica Group intercettato da Affaritaliani.

Tutto sotto controllo, dunque: “Qui la sicurezza è un dato di fatto quotidiano. Possiamo lasciare l’auto aperta, uscire a qualsiasi ora della notte, non esiste la percezione di pericolo. Non ci sono aggressioni, non ci sono situazioni di degrado. Siamo abituati a un alto livello di tranquillità, che anche ora non viene meno”. Diversa la situazione in Italia: “Ironicamente, direi quasi che mi sento molto meno in pericolo qui di quanto potrei sentirmi in una grande città come Milano, dove gli episodi di microcriminalità sono la routine”. Poi precisa: “Non è una critica al mio Paese, amo l’Italia. Ma qui ci sentiamo davvero al sicuro”.

L’imprenditore sottolinea la differenza nella gestione pubblica delle emergenze: “Qui la presenza dello Stato è una certezza. Se ricevo un messaggio minatorio sul cellulare, ad esempio, posso rivolgermi immediatamente alla polizia e l’intervento è rapido. Dubai, del resto, è considerata tra le città più sicure al mondo e lo sta dimostrando non solo nella vita quotidiana, ma anche in un momento di forte instabilità. Chi vive qui, a differenza dei turisti, continua la propria vita normalmente”. Alla paura dei primi giorni, dunque, si è sostituita la sicurezza di non essere da soli: “C’è stata tensione, allerta. Ma poi ti rendi conto che i missili e i droni passano sopra le nostre teste senza causare danni. I media parlano di guerra, di terrore. Qui non c’è questa percezione. La guerra è intorno a noi, non su di noi. Non è su Dubai”. Il governo, secondo la testimonianza, sta quindi gestendo la situazione in maniera impeccabile. “Ieri si camminava tranquillamente al Dubai Mall, i supermercati non sono presi d’assalto. Non c’è alcuna volontà di alimentare il panico”, spiega Sorvillo.

Uno stato presente

Una narrazione dunque ben diversa da quella che circola in questi giorni su media e televisioni. Secondo l’imprenditore, la differenza sta soprattutto nella percezione della presenza dello Stato. Negli Emirati, spiega, il controllo è capillare e la risposta delle autorità è immediata. “Se ricevi un messaggio minatorio, puoi rivolgerti subito alla polizia. C’è una presenza costante che incide profondamente sulla vita quotidiana”. Un elemento che, a suo avviso, diventa ancora più evidente in una fase delicata come quella attuale.

Nonostante le tensioni che interessano l’area del Golfo, a Dubai non sono stati introdotti divieti formali per i residenti. Le autorità hanno raccomandato prudenza e buon senso: evitare spostamenti non necessari e limitare, se possibile, la permanenza in spazi comuni all’aperto. “Ma le piscine nei complessi residenziali non sono state chiuse – spiega Sorvillo – così come non risultano serrati centri commerciali o ristoranti. La città continua a vivere normalmente. Per chi risiede qui non c’è una reale percezione di pericolo”. Diverso, ammette, è il punto di vista dei turisti, più esposti all’ansia e meno abituati al sistema locale.

“Crosetto? Avrebbe potuto avvisare”

Sul caso del ministro Guido Crosetto, che si trovava negli Emirati nei giorni scorsi, il Ceo riflette: “Non entro in dinamiche più grandi di me, ma il suo ruolo impone di comunicare i propri spostamenti, che siano a Dubai o alle Maldive. Una figura governativa così importante può certamente stare in vacanza, ma dovrebbe renderlo noto alle cariche istituzionali competenti. È una questione di trasparenza. Ho letto delle polemiche sui costi: su questo, devo dire che apprezzo quasi più l’ironia di Crozza“.

La realtà dunque è meno drammatica di come viene raccontata: “Noi andiamo avanti con serenità. La nostra vita continua, senza paura”.

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