Punti chiave
- Iran: la Giordania accusa Teheran di aver preso di mira installazioni strategiche all'interno del regno
- Iran, Trump minaccia Teheran: "Oggi sarà colpito molto duramente"
- Iran, il portavoce delle forze armate: "Hormuz resta aperto, colpiremo solo navi Usa e Israele"
- Iran, l'Onu chiede lo stop a scontri in Libano. Serve il dialogo
- Iran, a vuoto il blitz del commando Idf per trovare corpo Arad
- Iran, uccisi diversi dirigenti Hezbollah a est e sud Libano
- Iran, Teheran minaccia l'Europa: non intervengano o saranno obbiettivi
- Iran, i Pasdaran colpiscono la base Usa di al Dhafra negli Emirati
- Iran, suonano sirene d'allarme a Gerusalemme: nuova ondata di missili in arrivo
- Iran, Blitz delle forze israeliane in Libano per recuperare i resti del pilota Ron Arad
La Giordania ha accusato l’Iran di aver preso di mira installazioni strategiche all’interno del regno, lanciando 119 missili e droni nella settimana successiva agli attacchi USA-Israele che hanno scatenato una guerra regionale. Il portavoce dell’esercito giordano, il generale di brigata Mustafa Hayari, ha dichiarato in una conferenza stampa che 108 dei proiettili erano stati intercettati. “Questi missili e droni stavano prendendo di mira installazioni vitali all’interno della Giordania e non stavano semplicemente attraversando il nostro territorio”, ha affermato.
Il presidente americano Donald Trump ha reso noto che “oggi l’Iran sarà colpito molto duramente”. Lo ha scritto su Truth Social. “A causa del comportamento scorretto dell’Iran – ha proseguito – si sta prendendo seriamente in considerazione la completa distruzione e la morte certa di aree e gruppi di persone che fino a questo momento non erano stati presi in considerazione come obiettivi”.
“Controlliamo lo Stretto di Hormuz, ma non lo chiuderemo e tutte le navi potranno attraversarlo. Tuttavia, le navi degli Stati Uniti e di Israele saranno prese di mira dalle forze armate iraniane”: lo ha detto il portavoce delle forze armate iraniane Abolfazl Shekarchi, aggiungendo “che l’Iran non può fornire alcuna garanzia sulla sicurezza delle navi di tutti i Paesi e, se dovessero attraversare lo Stretto, la responsabilità di qualsiasi incidente sarà loro, a causa della situazione di guerra”
La coordinatrice speciale delle Nazioni Unite in Libano, Jeanine Hennis-Plasschaert, ha invocato oggi l’avvio di colloqui tra Libano e Israele per mettere fine agli scontri in corso da lunedi’. “I colloqui tra Libano e Israele possono essere l’elemento decisivo che permettera’ alle generazioni future di evitare di rivivere lo stesso incubo piu’ e piu’ volte”, ha dichiarato. “Se la situazione e’ gia’ seria, e’ destinato a peggiorare ancora. Troppe persone rischiano di soffrire. Le ostilita’ devono cessare”, ha aggiunto.
Le forze speciali israeliane hanno effettuato ieri sera un blitz in cimitero libanese alla ricerca dei resti di Ron Arad, l’aviere fatto prigioniero nel 1986. Ma il tentativo e’ andato a vuoto. “Sulla scena del delitto non sono stati trovati reperti a lui riconducibili”, si legge in una nota dell’Idf. L’aereo di Arad e’ caduto nel sud del Libano nell’ottobre del 1986, durante la guerra civile del 1975-1990. Si ritiene che il militare sia stato catturato dal movimento sciita Amal e poi sia morto ma i suoi resti non sono mai stati restituiti.
L’esercito israeliano ha annunciato di aver colpito centri di comando di Hezbollah nel sud e nell’est del Libano, e ucciso diversi dirigenti. “Abbiamo completato un’ulteriore ondata di attacchi contro lanciarazzi, depositi di armi e ulteriori siti militari appartenenti all’organizzazione terroristica Hezbollah in varie aree del sud del Libano e nella valle della Beqaa”, si legge in una nota. “Inoltre, ieri, sono stati bombardati comandanti della ‘Forza Radwan’ di Hezbollah” nell’area di Majdal Sel.
Teheran e’ tornata ad ammonire i paesi europei a non intervenire nel conflitto scatenato in Medio Oriente dall’attacco di Israele e Stati Uniti all’Iran. A quanto riporta l’agenzia Mehr, il viceministro degli Esteri Majid Takht-e Ravanchi ha avvertito gli stati europei che “se partecipassero all’aggressione israelo-americana” allora “diventerebbero obiettivi legittimi per l’Iran”
L’unita’ navale del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie ha sferrato questa mattina un massiccio attacco alla base aerea americana di Al Dhafra, negli Emirati Arabi Uniti. Lo scrive l’agenzia Tasnim riportando un comunicato dei Guardiani della rivoluzione. “Questa base e’ una delle piu’ grandi e importanti basi aeree e il centro di comando e controllo dei terroristi americani nelle regioni del Golfo Persico e dello Stretto di Hormuz, e i suoi obiettivi sono stati colpiti con successo”, si assicura. “In questo attacco sono stati colpiti il centro di guerra aerea dei terroristi americani, il centro di comunicazioni satellitari e i radar”, si spiega.
Le sirene dell’allarme antiaereo sono scattate a Gerusalemme dopo l’annuncio di una nuova ondata di missili all’Iran verso Israele.
Il blitz notturno delle forze israeliane nel villaggio di Nabi Sheet, nel Libano orientale, aveva l’obiettivo di localizzare i resti del pilota di caccia israeliano disperso Ron Arad. Lo scrivono i media israeliani citando fonti libanesi. Gli elicotteri dell’Idf sono atterrati nei pressi del villaggio, nella valle della Beqaa, poi i soldati sono avanzati fino al cimitero. I miliziani di Hezbollah hanno aperto il fuoco, le truppe israeliane hanno risposto, ritirandosi con la copertura aerea. L’ultimo bilancio ufficiale parla di 16 morti e 35 feriti tra i libanesi.
L’Idf ha annunciato una nuova ondata di missili in arrivo dall’Iran su Israele.
Nella notte, l’esercito israeliano ha completato un’ondata di attacchi contro obiettivi di Hezbollah nella valle della Beqaa in Libano e nella parte meridionale del Paese. Tra gli obiettivi colpiti c’erano lanciarazzi, depositi di armi e altri siti militari appartenenti all’organizzazione terroristica. Lo ha riferito l’Idf, aggiungendo che ieri sono stati colpiti comandanti della Forza Radwan, insieme a due edifici utilizzati dall’unità nel villaggio di Majdal Selm, nel Libano meridionale. “I comandanti colpiti stavano lavorando per promuovere e mettere in atto vari piani terroristici contro le forze delle Idf e i cittadini israeliani”, si legge nel comunicato dell’esercito.
Israele e Stati Uniti hanno colpito in Iran migliaia di obbiettivi civili A riferirlo e’ il capo della Mezzaluna Rossa iraniana citato dall’agenzia Tasnim. “Le prime valutazioni indicano che una parte significativa dei siti presi di mira nei recenti attacchi terroristici tra Stati Uniti e Israele erano strutture civili e infrastrutture essenziali per la vita quotidiana, con oltre 6.600 unita’ non militari colpite”, ha spiegato
L’aeroporto di Dubai ha annunciato la ripresa parziale delle operazioni, dopo una breve sospensione nella mattinata. “Abbiamo ripreso parzialmente le nostre attività a partire da oggi, 7 marzo, con alcuni voli operati dall’aeroporto internazionale di Dubai (DXB) e dal Dubai World Central – Aeroporto Internazionale Al Maktoum (DWC)”, ha dichiarato l’aeroporto di Dubai in un comunicato su X. “Vi preghiamo di non recarvi in aeroporto, a meno che la vostra compagnia aerea non vi abbia contattato per confermare il vostro volo, poiché gli orari potrebbero ancora subire modifiche”, ha dichiarato l’aeroporto ai suoi utenti.
Le forze americane hanno bombardato l’isola di Kish, paradiso turistico iraniano nel Golfo Persico. Lo riferiscono diversi media della regione.
Un attacco aereo israeliano ha raso al suolo un edificio residenziale nel sud del Libano, uccidendo almeno sei persone. Ne ha dato notizia l’agenzia di stampa statale libanese. Tra i morti nell’attacco, sferrato nella città di Jibchit, ci sono quattro membri di una stessa famiglia.
Il ministero iraniano dell’Economia ha annunciato la chiusura della borsa di Teheran. “Al fine di proteggere i beni delle persone e delle societa’, il mercato azionario rimarra’ chiuso fino a nuovo avviso (in base alla decisione del Consiglio Supremo della Borsa)”, si legge in una nota diramata dalla tv di stato. “Tuttavia, i fondi a reddito fisso, il mercato dei titoli, la borsa merci e l’energia continueranno a operare normalmente”, si assicura.
La compagnia aerea Emirates riprenderà i voli da Dubai, dopo la breve interruzione dovuta all’intercettazione di un drone. Lo ha riferito la stessa compagnia aerea. “Emirates riprende le operazioni. I passeggeri che hanno confermato la prenotazione per i voli di questo pomeriggio potranno recarsi in aeroporto. Questo vale anche per i clienti in transito a Dubai, se anche il loro volo in coincidenza e’ operativo”, si legge in un post. “Emirates continua a monitorare la situazione e adattera’ di conseguenza il suo programma operativo”, si precisa
Le autorità sanitarie libanesi affermano che almeno 16 persone sono state uccise e 35 ferite negli attacchi aerei israeliani avvenuti durante la notte nella città di Nabi Chit
Le sirene sono risuonate nell’Alta Galilea a seguito di un nuovo lancio di razzi dal Libano. Lo riferiscono i media israeliani. Sospettato dell’attacco è il gruppo libanese Hezbollah
L’Iran rivendica un nuovo colpo contro infrastrutture militari collegate agli Stati Uniti nel Golfo. Secondo quanto riporta Al Jazeera, il Corpo dei Guardiani della rivoluzione islamica ha dichiarato di aver distrutto sistemi radar, strutture di stoccaggio carburante e piste negli Emirati Arabi Uniti e in Kuwait.
Stando alla ricostruzione rilanciata da Italpress, l’Irgc sostiene che l’operazione sia stata condotta con attacchi su larga scala e combinati, utilizzando missili e droni di nuova generazione. Tra gli obiettivi indicati dai Pasdaran figurano un sistema radar avanzato di allerta precoce, hangar usati per la manutenzione dei droni MQ-9 e strutture collegate agli aerei da ricognizione statunitensi, compreso l’U-2.
L’Irgc ha inoltre segnalato pesanti attacchi missilistici contro la base aerea di Ali al-Salem, in Kuwait. Secondo la versione iraniana, i missili hanno danneggiato i sistemi radar della base, le strutture di stoccaggio carburante e due piste utilizzate dagli aerei statunitensi.
Alla rivendicazione dei Pasdaran si affianca un’altra segnalazione arrivata dalle agenzie internazionali. AGI, citando Bloomberg, riferisce che l’Iran avrebbe distrutto un sistema radar da 300 milioni di dollari, ritenuto cruciale per dirigere le batterie di difesa missilistica statunitensi nel Golfo.
In precedenza Cnn aveva riferito che Teheran aveva colpito, nei primi giorni della guerra, il radar e le apparecchiature di supporto usate dai sistemi di difesa missilistica Thaad nella base aerea di Muwaffaq Salti.
Il quadro che emerge è quello di una pressione crescente dell’Iran su asset considerati sensibili per la presenza militare americana nella regione. Le rivendicazioni dei Pasdaran, se confermate, indicherebbero un impatto diretto su radar, infrastrutture logistiche e capacità operative delle basi Usa tra Kuwait e Golfo.
Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian respinge la pressione degli Stati Uniti e di Israele e allo stesso tempo prova a rassicurare i Paesi della regione coinvolti nel conflitto.
In un discorso preregistrato trasmesso dalla televisione di Stato, il leader della Repubblica islamica ha ribadito che Teheran non intende piegarsi alle richieste di Washington. La richiesta americana di una resa totale, ha affermato, è “un sogno che dovrebbero portarsi nella tomba”.
Pezeshkian ha insistito sul punto anche in un messaggio rivolto al pubblico interno e agli avversari internazionali. “L’Iran non si arrenderà mai agli Stati Uniti e a Israele”, ha dichiarato, aggiungendo che “I nemici devono portare con sé nella tomba il desiderio di resa del popolo iraniano”.
Nel discorso televisivo è arrivato anche un passaggio rivolto ai Paesi confinanti. Il presidente iraniano ha riconosciuto le tensioni provocate dagli attacchi lanciati da Teheran durante la guerra contro Israele e Stati Uniti. “Mi scuso con i paesi vicini che sono stati attaccati dall’Iran”, ha detto.
Pezeshkian ha poi assicurato che la Repubblica islamica non prenderà di mira gli Stati della regione, a meno che il loro territorio non venga utilizzato per operazioni militari contro l’Iran.
Il messaggio del presidente riflette una linea doppia: fermezza verso Washington e Tel Aviv, apertura verso i Paesi vicini nel tentativo di evitare un allargamento del conflitto in Medio Oriente.

