A- A+
Esteri

L'Iran di Hassan Rohani tende la mano al mondo ma non cede sul diritto di avere un proprio programma nucleare. E, per una volta, non attacca Israele affermando, come ha fatto per anni Mahmoud Ahmadinejad, che lo Stato ebraico va fatto sparire dalla carta geografica. Teheran non ferma il programma di arricchimento dell'uranio. Su questo il nuovo presidente iraniano, un religioso moderato eletto la scorsa settimana alla presidenza della Repubblica islamica, ha tenuto il punto nella sua prima conferenza stampa dopo un voto che lo ha visto sbaragliare i rivali al primo turno. Le sanzioni dell'Occidente, ha aggiunto, sono "ingiuste e immotivate", ma resta "la speranza di arrivare a un accordo con la comunita' internazionale". Teheran e' pronta a giocare "un ruolo piu' costruttivo nel mondo".

Ex negoziatore sul nucleare conosciuto per la sua flessibilita', Rohani ha comunque voluto sfoderare la carta che lo ha fatto trionfare, ovvero quella del dialogo. "Il nostro programma nucleare", ha sottolineato, "e' del tutto trasparente, ma siamo pronti a mostrare ancora piu' trasparenza e chiarire alla comunita' internazionale che i passi fatti dalla Repubblica islamica dell'Iran restano all'interno della cornice di legalita' internazionale". L'Iran vuole avere "un'interazione costruttiva con il mondo", ha ribadito il presidente fino a oggi sostenuto dai riformisti, che ha voluto salutare "i giovani iraniani pieni di passione" che hanno scelto la "moderazione". E "le ferite profonde e difficili da curare" nelle relazioni con gli Stati Uniti saranno affrontate ma a patto che Washington non interferisca negli affari interni di Teheran. Gli Stati Uniti, ha detto Rohani, "devono riconoscere i nostri diritti".

L'Iran, secondo quanto ha riferito l'Agenzia internazionale dell'energia atomica (Aiea), sta realizzano "rapidi progressi" nel suo programma nucleare, anche se resta da completare il reattore ad acqua pesante di Arak. Le sanzioni, ha detto il direttore generale dell'Agenzia, Yukiya Amano, non sembrano aver rallentato il programma nucleare, dietro il quale, secondo l'Occidente, Teheran starebbe realizzando l'atomica. L'Aiea, ha continuato Amano, ritiene che Teheran dovrebbe "mostrare trasparenza e maggior cooperazione resta impegnata "nel dialogo" con la Repubblica islamica ma non e' stato fissato alcun vertice tra l'Iran e il 5+1, incaricato di negoziare il dossier.

Hassan Rohani non e' un riformista, e glielo ha fatto notare un uomo che durante la conferenza stampa ha urlato: "Mir Hossein dovrebbe essere qui", riferendosi a Moussavi, l'uomo che guido' il fronte Verde nel 2009 ed e' stato incarcerato dalla polizia di Ahmadinejad. Il quale, quasi per nemesi, sta subendo la vendetta della Guida Suprema, Ali Khamenei, che lo sostenne quando si tratto' di conquistare la presidenza quattro anni fa e di reprimere l'onda Verde. Il presidente uscente, che cedera' a Rohani il posto ad agosto, sara' interrogato in seguito a una denuncia del presidente del Majlis (il Parlamento), Ali Larijani, uomo di Khamenei. Di piu', nell'Iran che aspetta la "Carta dei diritti civili" promessa da Rohani, non e' dato sapere in merito all'inchiesta.

Il nuovo presidente riscuote fiducia. Da Londra contano sulla sua "buona fede" sia il Foreign Office sia Amnesty International. "La vittoria di Hassan Rohani nelle elezioni presidenziali presenta una nuova opportunita' per affrontare le violazioni dei diritti umani in Iran", afferma l'organizzazione dei diritti umani in un comunicato. "Durante la campagna elettorale Rohani -si legge ancora- descritto come moderato e pragmatico, ha fatto una serie di promesse per migliorare la drammatica situazione dei diritti umani in Iran. Di tali promesse, ha affermato Amnesty International, egli dovra' rendere conto nei mesi a seguire" La Carta dei diritti civili "se adottata e attuata, costituira' un potenziale primo, decisivo passo avanti per migliorare la situazione dei diritti umani in Iran", ha dichiarato Hassiba Haji Sahraoui, vicedirettrice del Programma Medio Oriente e Africa del Nord di Amnesty International.

Ma resta la ferita del 2009, quella frattura con la societa' civile e con i giovani che il regime degli ayatollah ha approfondito, insieme alla crisi economica. "Le persone in Iran non vogliono promesse vuote -afferma ancora Amnesty- ma si aspettano misure concrete, a partire dal rilascio dei prigionieri politici, compresi i leader dell'opposizione Mir Hossein Mousavi e Mehdi Karroubi, come si sentiva cantare nelle strade dopo l'annuncio dei risultati delle elezioni. Oggi, nel suo primo discorso, Rohani ha dichiarato che non dimentichera' mai le promesse fatte al popolo iraniano. Amnesty International controllera' che egli tenga fede alle sue parole'".

Tags:
nucleareiranrohani
in evidenza
Nicole Minetti su Instagram Profilo vietato agli under 18

Le foto valgono più delle parole...

Nicole Minetti su Instagram
Profilo vietato agli under 18

i più visti
in vetrina
Meteo inverno 2021 2022, sarà l'anno della neve in pianura. Tanta, tantissima

Meteo inverno 2021 2022, sarà l'anno della neve in pianura. Tanta, tantissima


casa, immobiliare
motori
Ford Mustang Mach-E GT: il più potente SUV elettrico Ford approda in Italia

Ford Mustang Mach-E GT: il più potente SUV elettrico Ford approda in Italia


Testata giornalistica registrata - Direttore responsabile Angelo Maria Perrino - Reg. Trib. di Milano n° 210 dell'11 aprile 1996 - P.I. 11321290154

© 1996 - 2021 Uomini & Affari S.r.l. Tutti i diritti sono riservati

Per la tua pubblicità sul sito: Clicca qui

Contatti

Cookie Policy Privacy Policy

Cambia il consenso

Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.