Le parole di Macron
L’escalation che vede coinvolte “per la prima volta” le infrastrutture di produzione del gas in Iran e altri Paesi del Golfo “è sconsiderata”. Lo ha detto il presidente francese Emmanuel Macron arrivando al vertice Ue. “Noi difendiamo l’idea di una moratoria sulle infrastrutture civili e sui civili in questo conflitto, nonché di una rapida de-escalation. La regione entra in un periodo di festività religiose, penso che tutti dovrebbero calmarsi e che i combattimenti dovrebbero cessare almeno per qualche giorno per cercare di dare una nuova possibilità ai negoziati”, ha aggiunto.
“Spero che tutti tornino alla ragione perché tutto ciò, ovviamente, ha un impatto, sia sui paesi coinvolti che sul mercato mondiale”, ha aggiunto. “Lo sappiamo fin dall’inizio di questa guerra: i prezzi del gas e del petrolio sono aumentati, perché si parla del 20% delle forniture del mercato mondiale che transitano per lo Stretto di Hormuz. Ma se le capacità produttive stesse vengono distrutte, ci sarà un impatto molto più duraturo. Quindi continueremo a mobilitarci, e ovviamente abbiamo trasmesso questo messaggio anche agli iraniani, e mi auguro, proprio per questo, che si possano instaurare discussioni altrettanto dirette tra americani e iraniani su questo punto”, ha sottolineato. “Oggi – ha concluso – occorre innanzitutto fare un’analisi della situazione. Bisogna cercare di preservare e salvare il più possibile le capacità produttive. E poi occorre fornire prospettive chiare sulla riapertura delle vie di comunicazione. L’Agenzia internazionale dell’energia sta coordinando un’iniziativa in tal senso”.
Le parole di Sanchez
Il primo ministro spagnolo Pedro Sanchez si reca oggi a Bruxelles per partecipare al Consiglio europeo con un obiettivo chiaro: ottenere una posizione “inequivocabile” dai leader europei contro la guerra in Medio Oriente. A tal fine, fonti del Palazzo della Moncloa indicano che terrà un discorso “incisivo” a porte chiuse. Il Primo Ministro sarà ricevuto alle 10 dalla presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, con la quale avrà un primo scambio di opinioni insieme agli altri leader europei. Alle 13, secondo il programma stabilito, Sanchez poserà per la tradizionale foto di gruppo e poi pranzerà con il presidente del Consiglio Europeo, Antonio Costa, e gli altri leader. Alle 18.30 inizierà la riunione del Consiglio Europeo, dove si prevede che verranno affrontati temi cruciali come le guerre in Ucraina e in Medio Oriente. Ci sarà anche una sessione specifica per discutere di competitività, sicurezza e difesa e del quadro finanziario pluriennale. Fonti governative hanno spiegato che l’obiettivo di Sánchez è chiaro: l’Ue deve adottare una posizione netta riguardo a una guerra che considera illegale e insensata. Dall’inizio del conflitto, il premier si è concentrato non solo sull’Iran, ma anche sul Libano, la Cisgiordania e Gaza, offrendo il suo sostegno all’Autorità Palestinese e sottolineando l’importanza dello Stretto di Hormuz, ora nuovo epicentro della crisi globale.
Il primo ministro spagnolo metterà in evidenza tre ragioni per cui questa guerra deve essere fermata: l’alto costo in termini di vite umane; l’incoerenza e il pericolo di violazione del diritto internazionale – per cui Sanchez invocherà l’articolo 2 del Trattato Onu, che invita gli Stati membri ad astenersi dall’uso della forza; e, in terzo luogo, l’aumento del costo dell’energia, che di conseguenza ha un impatto sulla catena di consumo globale. A questa triplice motivazione, Sanchez aggiungerà il costo degli sfollati a causa della guerra, con oltre 8.000 spagnoli già evacuati dall’Iran dal ministero degli Affari Esteri, dell’Unione Europea e della Cooperazione. È qui che Sanchez metterà in evidenza il paradosso di parlare in questi concili per tre anni di sicurezza e difesa come pilastro fondamentale, mentre si verificano più conflitti che mai. Pertanto, chiederà un ritorno alla diplomazia e al negoziato e il rifiuto dell’intervento militare. In questo quadro, Sanchez conta sulla probabile forte alleanza di Antonio Costa, che ha appoggiato le parole del presidente fin dall’inizio.

