Il presidente americano, Donald Trump, è sempre più orientato a riprendere operazioni militari su larga scala contro l’Iran dopo le elezioni di midterm in programma il 3 novembre, anche se non è stata ancora presa una decisione definitiva. Lo riferisce il Wall Street Journal, citando funzionari statunitensi secondo i quali l’amministrazione Trump si sta preparando a una possibile nuova ondata di attacchi contro Teheran. Il presidente è già stato informato di una serie di opzioni elaborate dal Pentagono, che spaziano dai bombardamenti contro impianti nucleari e infrastrutture, tra cui ponti, fino ad assalti contro isole controllate dall’Iran.
“Potremmo fare un’altra piccola ‘Epic Fury’”, ha dichiarato ieri Trump durante un comizio in Florida, facendo riferimento al nome dell’operazione militare americana contro la Repubblica islamica. Secondo i critici, tuttavia, una nuova serie di attacchi difficilmente costringerebbe Teheran a rinunciare al proprio programma nucleare, rischiando invece di provocare un ulteriore aumento dei prezzi globali dell’energia.
Intanto, gli Stati Uniti hanno rafforzato la propria presenza militare nella regione: due gruppi d’attacco di portaerei si trovano attualmente in Medio Oriente, mentre un terzo è in arrivo dal Pacifico.
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