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Esteri
Obama manda i marines in Iraq

Più di 100 fra marines e elementi delle forze speciali Usa sono già atterrati sul Monte Sinjar per organizzare una via di fuga per i 30mila civili Yazidi minacciati dai jihadisti dell'Isis. Lo riporta la stampa americana, sottolineando che le truppe sono arrivate a bordo di un V-22 Osprey, in grado di atterrare in verticale.

Kerry: evacuazione urgente degli yazidi
E di evacuazione «urgente» degli yazidi ha parlato il segretario di Stato americano John Kerry, spiegando che gli Stati Uniti stanno esaminando varie opzioni per salvare almeno 30 mila profughi yazidi isolati nelle montagne di Sinjar, nord est dell'Iraq, isolati dall'avanzata dei jihadisti dello Stato Islamico. Mentre fonti di stampa irachene riferiscono che il principale tempio degli Yazidi, quello di Lalish, 60 km a nord di Mosul, è stato distrutto con l'esplosivo dai jihadisti.

Ue: vertice urgente a Bruxelles a Ferragosto
Intanto, Catherine Ashton, Alto rappresentante per la politica estera Ue, ha deciso di convocare il consiglio Esteri straordinario Ue per il 15 agosto. Secondo fonti in agenda ci sono i temi Iraq, Ucraina e Gaza. «È bene che l'Ue, come avevano chiesto prima l'Italia e poi la Francia, abbia deciso di affrontare le crisi drammatiche in Iraq, a Gaza e in Libia con un lavoro comune dei 28», ha commentato la titolare della Farnesina, Federica Mogherini. «Dal vertice deve uscire non solo una dichiarazione di principio condivisa su tutti e tre gli scenari di crisi, ma una decisione su un'azione comune forte e coordinata - ha aggiunto, concludendo - è questo è l'obiettivo per cui abbiamo insistito sulla necessità di convocare subito un Consiglio Affari Esteri».

Gli Usa inviano 130 consiglieri militari
Il segretario alla Difesa degli Stati Uniti, Chuck Hagel, ha annunciato l'invio di 130 consiglieri militari supplementari in Iraq, a Erbil, capoluogo del Kurdistan iracheno, per valutare «più in profondità» le necessità delle popolazioni yazide a cui le milizie sunnite dello Stato Islamico danno la caccia. Questi consiglieri sono arrivati martedì non con la «vocazione a combattere», ha indicato un responsabile del Pentagono. Integreranno i 300 consiglieri dei quali il presidente Barack Obama aveva annunciato il dispiegamento a giugno, per sostenere il governo iracheno nella sua lotta contro lo Stato Islamico (IS).

Esperti delle Nazioni Unite: scongiurare potenziale genocidio
Esperti delle Nazioni Unite per i diritti umani hanno rivolto un appello alla comunità internazionale a un'azione urgente per scongiurare un «potenziale genocidio» contro la comunità degli yazidi d'Iraq. Decine di migliaia di membri di questa minoranza si sono rifugiati nelle montagne di Sinjar per sfuggire alla minacciosa avanzata dei terroristi dell'IS. Fino a 35mila persone sono a loro volta scappate dalla regione di Sinjar e sono arrivate nelle ultime nel Kurdistan iracheno, passando per la Siria.

Iraq, Isis conferma: “Rapiti 100 tra donne e bimbi Yazidi, li convertiremo all’Islam”

I jihadisti dell’Isis, lo Stato islamico dell’Iraq, hanno rapito più di 100 yazidi, donne e bambini, da Sinjar nel nord dell’Iraq e li hanno portati a Mosul dove saranno «convertiti all’Islam».
  
La conferma del rapimento - già trapelato nei giorni scorsi, è arrivata alla Cnn da un alto responsabile dell’Isis contattato per telefono proprio nel momento in cui gli Stati Uniti hanno inviato 130 consiglieri militari per valutare le opzioni per far evacuare gli oltre 30mila yadizi intrappolati sulle montagne del Sinjar.
 
Secondo quanto ha riferito l’alto reponsabile Isis, (la Cnn precisa di non poter confermare la notizia in modo indipendente), i militanti hanno rapito più di 100 tra donne e bimbi i yazidi più di una settimana fa «quando sono entrati a Sinjar uccidendo un alto numero di uomini», ha precisato l’alto responsabile. «Posso confermare che le donne e i bambini sono stati portati a Mosul; coglieremo questa opportunità per farli convertire all’islam». Anche se la notizia non può essere confermata in maniera indipendente, rivela quando già denunciato dal governo iracheno e da quanti sono riusciti a fuggire dalle violenze dell’Isis che hanno visto i jihadisti catturare le famiglie per poi separare gli uomini dalle donne e dai bambini.
  
La scorsa settimana, il governo iracheno aveva denunciato il rapimento di donne, sotto i 35 anni, e bambini, ma non era stato in grado di dire quanti erano. Si teme che, oltre a essere convertite all’islam, le donne possono essere vendute come schiave, oppure costrette a sposarsi con i militanti.
 
Sinjar ospitava la popolazione più numerosa di Yazidi tra i suoi 250.000 abitanti, prima di essere conquistata in una nuova offensiva dei jihadisti. Almeno 200.000 civili si sono dati alla fuga, secondo fonti dell’Onu, e molti sono rimasti bloccati sulle montagne, dove ora rischiano di essere uccisi dalla fame e dalla sete.
 
In queste ore oltre cento tra marines e forze speciali sono atterrati, con un velivolo speciale a decollo verticale, nel territorio montuoso per organizzare una via di fuga per i 30.000 civili Yazidi minacciati dai jihadisti.
 
Una delle opzioni - hanno affermato fonti citate dal Wall Street Journal - è un’operazione sul terreno con truppe americane a confronto diretto con i combattenti sunniti dello Stato islamico (Isis), quasi tre anni dopo il ritiro degli ultimi soldati Usa dal Paese. Anche il New York Times aveva parlato della possibilità che gli Usa potessero usare truppe di terra per salvare i rifugiati iracheni.
 
Gli aerei americani hanno intanto lanciato oggi altri sette raid per fornire viveri e medicine agli Yazidi e contro le postazioni dell’Isis, secondo quanto riferito dal consigliere aggiunto alla Sicurezza nazionale, Ben Rhodes. Intanto a Baghdad, dove oggi quattro autobomba hanno ucciso almeno 16 persone e ne hanno ferite 46, il premier ancora in carica Nuri al Maliki ribadisce il rifiuto a dimettersi, nonostante l’incarico conferito ad un altro sciita, Haidar al Abadi, per formare un governo di riconciliazione nazionale con la comunità sunnita.
 
Il segretario alla Difesa, Chuck Hagel, ha sottolineato che i soldati americani «non torneranno in Iraq per missioni di combattimento», dopo che il Pentagono ha deciso l’invio di 130 nuovi consiglieri militari, oltre ai 300 già presenti. Ma le pressioni crescono, anche da ambienti cattolici, perché i Paesi occidentali si muovano con decisione per salvare le popolazioni civili, in particolare le minoranze cristiane e Yazidi, dalle violenze dei jihadisti. La Conferenza episcopale francese ha chiesto esplicitamente di «usare la forza con pertinenza, giustezza e proporzione», parlando di «genocidio» in corso. Mentre Papa Francesco, in una lettera al segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon, ha sottolineato l’esigenza di «azioni concrete di solidarietà, per proteggere quanti sono colpiti o minacciati dalla violenza».
 
«Eseguiremo una valutazione rapida e critica perché pensiamo che sia urgente cercare di far uscire questi profughi dalle montagne», ha detto il segretario di Stato americano John Kerry, riferendosi ai circa 30.000 rifugiati ancora bloccati dall’offensiva jihadista. Il premier britannico David Cameron ha detto che anche Londra, che già partecipa al lancio di aiuti umanitari per i profughi, «avrà un ruolo» nella missione internazionale di soccorso, aggiungendo che si stanno mettendo a punto «piani dettagliati». Cameron ha tuttavia sottolineato di non credere che sia necessario richiamare in seduta il Parlamento, che dovrebbe dare il via libera nel caso di un intervento militare.

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