I miliziani sunniti hanno preso il controllo del 75% della raffineriab di Baiji, nel nord del’Iraq, la piu’ grande del Paese. Lo hanno un funzionario che si trova all’interno dell’impianto situato nella provincia di Salaheddin. L’annuncio e’ arrivato dopo chenella notte i miliziani avevano attaccato la raffioneria a colpi di mortaio e con mitragliatrici, irrompendo da due delle principali entrate dell’enorme struttura. Un colpo di mortaio ha colpito un magazzino di ricambi. Martedi’ dalla raffineria erano stati portati via tutti i dipendenti stranieri ed era stata rafforzata la sicurezza nell’impianto. La raffineria e’ sotto assedio da quando i miliziani delllo Stato islamico dell’Iraq e del Levante, la scorsa settimana, hanno dato il via alla massiccia offensiva per instaurare un califfato nella regione.
Il presidente Usa, Barack Obama, ha escluso, per ora, di bombardare le postazione degli estremisti sunniti in Iraq: lo scrive il Wall Street Journal spiegando che il presidente americano al momento punta piuttosto a cercare appoggi politico nella regione e a offrire collaborazione di ‘intelligence’ all’Iraq. Il presidente si concentra dunque su “una strategia piu’ complessiva, non solo una risposta militare rapida”. La decisione di Obama non e’ irreversibile ed e’ possibile che comunque il presidente cambi idea, ma per ora preferisce evitare gli attacchi aerei anche perche’ il Pentagono ancora e’ privo di informazioni adeguate che consentano “colpire bersagli che potrebbero cambiare la situazione sul campo di battaglia”.
Il presidente americano Obama ha dovuto approvare nella notte l’invio di 275 soldati per proteggere l’ambasciata americana nella capitale. E Usa e Iran hanno aperto ufficialmente un canale di dialogo per fermare l’avanzata degli insorti sunniti in Iraq. La conferma viene da una fonte ufficiale americana che comunque ha voluto precisare che non ci sarà “coordinamento militare” in caso d’intervento armato. Il Regno Unito, tramite il suo ministro degli Esteri William Hague, ha persino annunciato la possibile riapertura dell’ambasciata britannica a Teheran dopo l’assalto nel 2011. L’Italia, intanto, ha escluso ogni coinvolgimento militare, al di là della protezione della propria ambasciata.

