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Esteri
Iraq, scoperto il 'mattatoio' dei jihadisti

Grazie a una scrupolosa analisi delle fotografie postate su Twitter dagli stessi jihadisti, e delle immagini riprese dai satelliti nella medesima area, l'organizzazione umanitaria americana Human Rights Watch e' riuscita a localizzare il 'mattatoio' nel quale il 15 giugno scorso i miliziani sunniti dell'Isis, lo Stato Islamico dell'Iraq e del Levante, rivendicarono l'esecuzione sommaria a Tikrit di ben 1.700 soldati regolari iracheni, tutti di confessione sciita e dunque, secondo i loro aguzzini, apostati. In realta' i siti dove si consumo' la carneficina erano due, ma il secondo al momento non e' stato riconosciuto con precisione, sebbene appaia pressocche' certo che si trovi anch'esso alle porte della citta' natale di Saddam Hussein, 140 chilometri a nord-ovest di Baghdad, che gli estremisti avevano espugnato quattro giorni prima. Lo scannatoio accertato dell'Isis sorge un centinaio di metri a nord di quello che, all'epoca della dittatura, era il locale Palazzo Presidenziale del defunto Rais. La sua individuazione da parte di Hrw costituisce anche la prima conferma indipendente dell'effettiva strage, di cui mancavano finora riscontri obiettivi.

Il 22 giugno il governo iracheno si era limitato a riconoscere il ritrovamento dei cadaveri di 175 reclute, lanciati nelle acque del fiume Tigri o sepolti in una fossa comune dopo l'uccisione: un numero di vittime pero' di gran lunga inferiore a quello che si erano attribuiti i guerriglieri, e comunque senza alcuna indicazione concreta sul luogo dell'eccidio. Anche i morti accertati da Hrw in effetti sono meno di quanti se ne temano: tra novanta e centodieci i militari costretti a sdraiarsi con il volto a terra in una trincea per poi esservi giustiziati, da 35 a quaranta quelli eliminati sommariamente in un'altra, adiacente. Esistono le foto di una terza trincea, ma e' appunto quella che non e' ancora stata identificata: avrebbe analogamente accolto trenta-quaranta prigionieri dell'Isis. Il totale e' dunque di 160-190 vittime, un decimo circa di quelle vantate dai jihadisti: l'ente umanitario Usa ha ammesso peraltro che potrebbe essere ampiamente superiore, aggiungendo tuttavia che l'impossibilita' di accedere direttamente alla zona e di trovare i corpi ha impedito maggiori approfondimenti.

"Le foto e le immagini satellitari di Tikrit forniscono comunque una solida prova di un orribile crimine di guerra che necessita di ulteriori indagini", ha commentato Peter Bouckaert, direttore di Hrw per le Emergenze. "Nel corso di un conflitto armato, l'omicidio di chiunque non stia prendendo attivamente parte alle ostilita', ivi compresi i membri delle Forze Armate che hanno deposto le armi e quelli che sono prigionieri, rappresenta un crimine di guerra", ha incalzato. "Quando l'omicidio e' sistenmatico o generalizzato, ed e' perpetrato nell'ambito della politica deliberata di un gruppo organizzato", ha aggiunto, "puo' costituire un crimine contro l'umanita'. L'Isis sta commettendo omicidi di massa, e li sta persino pubblicizzando. Loro e le altre forze violente debbono sapere", ha ammonito Bouckaert, "che gli occhi degli iracheni, e del mondo intero, li stanno guardando".

 

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